QUADRO ECONOMICO
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: uno strumento per le prime assunzioni che non decolla e la disoccupazione giovanile che cresce.A otto anni dalla riforma della disciplina dell’apprendistato professionalizzante le imprese devono ancora districarsi tra legislazione nazionale e singole “discipline” regionali. Mentre il tasso di disoccupazione giovanile ha toccato a dicembre 2010, secondo dati ISTAT, il nuovo record del 29% non si riesce a comprendere perché non si trovi il modo di risolvere il tema una volta per tutte, come invece le Parti sociali hanno già dimostrato di riuscire a fare ad esempio nel Contratto Nazionale del Terziario e del Commercio. L’ABUSO DEL DIRITTO: occorre certezza tra fisco e contribuente.Sull’elusione fiscale e abuso del diritto esiste oggi una situazione di incertezza per le imprese, che si è acuita nel corso degli anni, anche per una giurisprudenza contraddittoria sulla materia. Da più parti si invoca un intervento del legislatore che consenta di dare certezze al sistema delle imprese. PRASSI COMMERCIALI: un tavolo di confronto a livello europeo tra produzione e distribuzione per discutere di buone prassi lungo la filiera alimentare.Sono ormai tre anni che le istituzioni comunitarie lavorano insieme ai principali rappresentanti della filiera alimentare su come migliorarne il funzionamento e il rapporto tra operatori. Il dibattito tuttavia si è progressivamente spostato, concentrandosi sui rapporti tra produzione e distribuzione, con la prima molto aggressiva e disposta ad alzare il livello di scontro. La strada scelta invece per adesso dall’esecutivo europeo e condivisa dalla distribuzione è il dialogo e l’individuazione di principi di “buone prassi” condivise. In Italia, la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) già si è mossa in questo senso proponendo un protocollo a tutela delle PMI. UN DIVERSO CONCETTO DI VALORE PER I PRODOTTI: la nuova frontiera per le imprese.L’utilizzo sempre maggiore delle promozioni, anche sulle grandi marche, per abbassare il prezzo medio potrebbe condurre il consumatore a perdere il concetto del valore del prodotto, impedendo che, passata la crisi, i prezzi possano tornare su valori più consoni. In realtà negli ultimi anni il percepito del valore del prodotto è molto cambiato, introitando una componente di “sostenibilità” più rilevante. La sfida del futuro per le imprese è quindi quella di allinearsi a questa nuova idea di valore alla quale attribuire il giusto prezzo. |


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