Energia

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Posizione FD

Nonostante gli interventi normativi degli ultimi anni volti a diminuire gli oneri in bolletta, è necessaria l’adozione di ulteriori misure che tutelino le imprese dalla crescita esponenziale dei costi energetici, valorizzando al contempo le soluzioni di risparmio ed efficienza energetica. Si auspica che il Governo intervenga con nuove misure sia per ridurre gli oneri tariffari che gravano in bolletta che per definire regole di flessibilità tariffaria. In tema di clienti nascosti è opportuno valutare la possibilità, quantomeno per i sistemi esistenti, di rinuncia al diritto di libero accesso al sistema elettrico, laddove non via sia alcun concreto vantaggio per il singolo utente.

Nonostante alcuni interventi normativi degli ultimi anni volti a diminuire gli oneri in bolletta, rimane molto da fare per eliminare gli effetti distorsivi del sistema di incentivi, che segue generalmente uno schema in base al quale, al crescere delle agevolazioni concesse ad alcuni operatori, aumentano in modo esponenziale i costi per lo Stato, che vengono riversati nelle bollette degli utenti non agevolati. Peraltro tali sistemi di incentivazione spesso non sono collegati a obblighi di efficienza e risparmio energetico e ne consegue che, paradossalmente, può beneficiare delle agevolazioni chi consuma di più perché “spreca” più energia (un chiaro esempio di questa distorsione del sistema è rappresentato dalle agevolazioni a favore delle imprese energivore, disciplinate dal decreto del Mise 21 dicembre 2017).

Si ritiene, quindi, che in futuro le misure che introducano sconti o risparmi di costi non penalizzino (quantomeno in modo eccessivo) la generalità di utenti, valorizzando al contempo gli investimenti in efficienza energetica, per la riduzione degli sprechi energetici e per l’implementazione di impianti tecnologicamente più avanzati e a minor consumo. È necessario potenziare ed incentivare gli investimenti sull’efficienza attraverso agevolazioni sulle tariffe o incentivi fiscali, quindi, misure che possano concretamente portare le imprese ad una convenienza nell’evoluzione tecnologica dei propri impianti. Chi usufruisce di benefici per gli alti consumi energetici, dovrebbe anche dimostrare di avere avviato azioni per la riduzione di tali consumi.

Un altro tema di interesse in tema energia riguarda l’esercizio del diritto di libero accesso al sistema elettrico, attraverso l’obbligo di manifestazione dei c.d. clienti nascosti. Occorre sul punto rilevare come la necessità per tutti gli utenti di “staccarsi” da sistemi centralizzati possa comportare impatti economici negativi di rilievo in termini di nuovi investimenti e modifiche strutturali degli impianti, senza che il singolo ne tragga un effettivo vantaggio. È quindi opportuna una riflessione sulla possibilità di rinuncia volontaria dei clienti al diritto di libero accesso al sistema elettrico che dovrebbe essere garantito, ma solo su richiesta dell’utente (almeno per i sistemi esistenti).

Infine si evidenzia la necessità di rivedere le politiche ridistributive dei costi sull’energia, in un’ottica di sostenibilità per il sistema. A tal proposito si rappresenta come l’Arera abbia già attuato una scelta di politica tariffaria, prevedendo una riduzione degli oneri tariffari in considerazione dell’aumento del costo dell’energia. Tale modus operandi potrebbe diventare strutturale al fine di evitare shock tariffari e garantire alle imprese la possibilità di effettuare delle previsioni effettive sui costi dell’energia. In particolare, si potrebbe prevedere che, da una parte, le agevolazioni/erogazioni di incentivi siano garantite per un certo valore, mentre per una restante parte siano variabili (all’interno di un determinato range) a seconda dell’andamento del costo dell’energia così che, dall’altra parte, i clienti finali potrebbero fare affidamento su un valore di oneri in bolletta graduato in ragione dell’andamento della componente energia, al fine di evitare brusche variazioni della bolletta elettrica.