Energia

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Sintesi

La dinamica crescente dei costi energetici impone l’adozione di misure volte a tutelare le imprese dall’aumento esponenziale dei costi. Su questi costi crescenti incidono in maniera rilevante gli oneri di natura parafiscale, che, per come distribuiti, oggi generano effetti distorsivi sul mercato e che devono essere affrontati con la finalità di ridurre e riequilibrare gli impatti per imprese e consumatori. Assumono un effetto preoccupante gli oneri presenti in bolletta per l’incentivazione della produzione elettrica da fonti rinnovabili. Destano, inoltre, molta preoccupazione le iniziative legislative volte ad agevolare le imprese energivore che non prendono in considerazione gli investimenti sul risparmio energetico (anzi, chi consuma di più ottiene più vantaggi). Si pensi, ad esempio, al decreto ministeriale 5 aprile 2013 che, nel definire le imprese “a forte consumo di energia”, applica un criterio del tutto iniquo (percentuale di costo per l’energia in rapporto al fatturato). Tale provvedimento è stato dichiarato non conforme alla normativa comunitaria si è in attesa della ufficializzazione delle nuove agevolazioni a favore degli energivori.

Come detto, sui costi energetici incidono in maniera sempre più rilevante e preoccupante gli oneri presenti in bolletta per l’incentivazione di fonti rinnovabili, con particolare riferimento alla voce A3 della bolletta.

Si vedono con favore gli interventi normativi degli ultimi anni (d.l. n. 145/2013 – cd. decreto Destinazione Italia – convertito in legge n. 9/2014, d.l. n. 91/2014 – c.d. Decreto Competitività – convertito in l. n. 116/2014) volti a diminuire gli oneri in bolletta, in particolare quelli relativi al finanziamento degli incentivi sulle fonti rinnovabili. Rimane tuttavia ancora molto da fare per eliminare gli effetti distorsivi attuali del sistema di incentivi che segue uno schema in base al quale, al crescere degli investimenti in produzione rinnovabile, aumentano in modo esponenziale i costi per lo Stato che vengono poi riversati nelle bollette degli utenti.

In tema di agevolazioni, era stato approvato, in attuazione dell’art. 39 del d.l. n. 83/2012 (convertito in l. n. 134/2012), il decreto ministeriale del 5 aprile 2013 che definiva  le imprese a “forte consumo di energia” alle  quali  concedere una riduzione degli oneri parafiscali, a discapito di tutti gli altri utenti chiamati a compensare le agevolazioni concesse. Tale provvedimento, anche a seguito di un esposto di Federdistribuzione, è stato dichiarato illegittimo dalla Commissione UE in quanto le agevolazioni agli energivori integrano una fattispecie di aiuto di stato di cui possiedono i tre caratteri fondamentali: a) attribuiscono un vantaggio selettivo alle imprese che ne beneficiano, b) sono imputabili allo Stato e c) sono idonee a determinare un effetto negativo sugli scambi e sulla concorrenza nel mercato ove operano le imprese beneficiarie. La verifica condotta dalla Commissione ha poi rilevato una serie di profili di incompatibilità delle riduzioni italiane con le Linee Guida europee sia per mancato rispetto dei requisiti di ammissibilità delle imprese beneficiarie delle agevolazioni, sia per mancato rispetto del requisito di proporzionalità dell’agevolazione.

Per superare i rilievi della Commissione, l’Italia ha presentato un Piano di adeguamento che è stato accolto positivamente a livello europeo. Si tratta ora di attendere l’ufficializzazione delle nuove agevolazioni a favore degli energivori che saranno contenute in un decreto di attuazione dell’art. 19 della Legge Europea 2017 (la legge n.167/2017 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 novembre 2017).

Una volta definite tali agevolazioni, sarà anche possibile capire gli impatti sulle imprese non energivore che – in occasione della riforma tariffaria – saranno chiamate ancora una volta a sostenere gli oneri per coprire gli sconti e gli incentivi a favore dei soggetti agevolati.

Un altro tema da affrontare in materia di energia è quello della valorizzazione degli investimenti in efficienza energetica, per la riduzione degli sprechi energetici e per l’implementazione di impianti tecnologicamente più avanzati e a minor consumo: le imprese che effettuano tali investimenti non devono essere penalizzate dall’incremento progressivo delle componenti tariffarie e dalle diverse interpretazioni del GSE circa gli interventi che danno diritto ad ottenere i certificati bianchi. Nell’ultimo periodo, infatti, sono stati rimessi in discussione progetti già approvati in precedenza dagli organi amministrativi preposti con conseguente riduzione/rallentamenti nell’erogazione  dei  titoli di efficienza energetica, rendendo quindi molto incerto per le imprese il ritorno economico degli investimenti. È necessario che si valorizzino gli investimenti sull’efficienza attraverso agevolazioni sulle tariffe o incentivi fiscali, quindi, misure che possano concretamente portare le imprese ad una convenienza nell’evoluzione tecnologica dei propri impianti. Si segnala, sul tema, l’approvazione del d. lgs. 4 luglio 2014, n. 102, per il recepimento della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica che avrebbe dovuto, a nostro avviso, tenere conto delle peculiari esigenze delle imprese che non hanno, tra le opzioni disponibili per il loro sviluppo, la delocalizzazione della loro attività caratteristica (si pensi al settore del commercio).

Un importante intervento normativo finalizzato alla riduzione degli oneri in bolletta è contenuto del citato Decreto Competitività che ha previsto, rimodulando alcune agevolazioni esistenti nel settore dell’energia, la riduzione degli oneri tariffari per i clienti di energia elettrica in media tensione e di quelli di bassa tensione con potenza disponibile superiore a 16,5 kW, diversi dai clienti residenziali e dall’illuminazione pubblica.

A seguito dei primi provvedimenti attuativi dell’AEEGSI erano diventati tangibili i risparmi in bolletta realizzabili dalle imprese a partire dal 1° gennaio 2015 (pari a circa 4,1 euro/MW per la bassa tensione e a circa 3,8 euro/MWh per la media tensione). Nel corso del 2015 si è tuttavia assistito ad un crescente traiettoria degli oneri di sistema che hanno causato un aumento di alcune componenti tariffarie, che di fatto hanno portato ad una situazione tariffaria che a fine d’anno ha eroso il vantaggio/risparmio significativo maturato nei primi mesi dell’anno.

In generale, il  periodo 2016/2017 si è  caratterizzato per una relativa stabilità e contenimento nell’approvvigionamento della componente “energia” (il costo di approvvigionamento dell’energia è in ripresa negli ultimi mesi del 2017). In particolare, le previsioni per l’anno 2017 hanno confermato il trend deglianni precedenti, grazie ad una riduzione degli oneri, dovuta alla sospensione della componente AE, in attesa delle decisioni a livello UE sulla questione energivori.

L’auspicio dunque è che si prosegua sulla strada intrapresa negli ultimi anni per la riduzione delle bollette elettriche, dando piena attuazione al programma avviato con  il Decreto Competitività, secondo la filosofia che è alla base di questo intervento normativo, ossia “togliere a chi ha avuto troppo, restituire a chi ha pagato di più” e “eliminare le rendite, eliminare i sussidi incrociati ingiustificati, far funzionare la concorrenza e promuovere la legalità”.

Posizione FD

Nonostante gli interventi normativi degli anni precedenti, volti a diminuire gli oneri in bolletta, è necessaria l’adozione di ulteriori misure che tutelino le imprese dalla crescita esponenziale dei costi energetici. L’azione deve mirare a far sì che gli incentivi alle diverse fonti siano dimensionati in modo equo e modulati sulla base dell’evoluzione tecnologica, allo scopo di supportare lo sviluppo delle fonti rinnovabili più efficienti e ridurre i costi sulle fonti energetiche tradizionali. Si auspica che il Governo intervenga con nuove misure per la riduzione degli oneri tariffari e l’applicazione graduale e non retroattiva delle nuove regole di ripartizione degli oneri generali di sistema. E’ necessario, pertanto, monitorare gli effetti del nuovo sistema energivori e della riforma tariffaria dal 1°gennaio 2018.