Farmaci

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Sintesi

Una normativa del 2006 ha consentito la vendita dei farmaci senza obbligo di prescrizione medica in canali alternativi a quello della farmacia, purché la vendita avvenga in spazi dedicati e con la presenza di un farmacista. A seguito di questa riforma hanno aperto oltre 300 corner nella GDO e più di 2.500 parafarmacie.
Alcuni provvedimenti degli ultimi anni (decreti Salva Italia e Cresci Italia) hanno ampliato l’elenco dei farmaci non soggetti ad obbligo di prescrizione medica vendibili negli esercizi commerciali in possesso di determinati requisiti strutturali.
Ciò non è ancora sufficiente a soddisfare le esigenze di liberalizzazione del settore, che oltre a richiedere l’ampliamento dei farmaci vendibili nelle parafarmacie ove vi è la presenza del farmacista, ritiene necessario prevedere la possibilità di vendere liberamente alcuni prodotti OTC anche senza la presenza del farmacista.

Il d.l. n. 223 del 4 luglio 2006 (convertito nella legge n. 248/2006) ha previsto la possibilità per gli esercizi commerciali di vendere farmaci da banco o di automedicazione (OTC) e farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica (SOP), purché siano in grado di garantire la presenza di un farmacista iscritto all’Albo al momento della vendita del prodotto e questa avvenga in spazi dedicati. Con questo provvedimento, che riguarda medicinali destinati al trattamento di affezioni minori e quindi acquistabili senza presentazione di ricetta medica, i farmaci sono usciti dall’ambito di esclusiva delle farmacie.

I provvedimenti normativi di fine 2011 e inizio 2012 (Decreti Salva Italia e Cresci Italia) hanno ampliato, anche se non in modo completo e con il mantenimento di alcuni vincoli, il processo di liberalizzazione. Le nuove disposizioni prevedono che gli esercizi commerciali in possesso di determinati requisiti tecnici e strutturali (definiti con Decreto del Ministro della Salute del 9 marzo 2012), possano vendere farmaci veterinari, anche con prescrizione, e preparati galenici che non prevedano la presentazione di ricetta medica, nonché alcuni farmaci di fascia C, per i quali viene eliminato l’obbligo di prescrizione medica, indicati nell’elenco allegato al Decreto del Ministero della Salute del 18 aprile 2012 (poi sostituito dal Decreto del 15 novembre 2012). Tutti gli altri farmaci rimangono di esclusiva competenza delle farmacie tradizionali.

Con i recenti provvedimenti, che avrebbero dovuto operare in un’ottica di ben maggiore liberalizzazione, è stata, in termini di principio, ampliata la categoria di farmaci vendibili fuori dalle farmacie, subordinando peraltro tale ampliamento alla presenza di specifici requisiti strutturali, in palese contrasto con le altre norme di liberalizzazione previste nel provvedimento che mirano proprio ad eliminare questi vincoli e queste restrizioni. Infine, nessuna concessione in materia di liberalizzazione degli OTC (ossia vendita senza farmacista).

Riflessi sui consumatori e sul mercato derivanti dalla vendita dei farmaci nella GDO:

  • gradimento dei consumatori per il servizio reso dagli esercizi della distribuzione moderna in termini di orari di apertura, convenienza di prezzo (nei corner GDO il prezzo dei farmaci è, a distanza di 8 anni dalla liberalizzazione, più basso del 4% rispetto a quello rilevato a inizio 2006 nelle farmacie. Confrontando invece i prezzi al momento attuale, quelli nei corner della GDO evidenziano un risparmio del 16% medio rispetto alle farmacie – Fonte: Altroconsumo), assistenza e assortimento;
  • i dati di riferimento dimostrano come non si sia verificato un fenomeno (paventato da alcuni) di incremento dei consumi di medicinali;
  • le quote di mercato acquisite dai nuovi operatori sono ancora modeste, proprio in relazione all’obbligo della presenza del farmacista che rende onerosa l’attività: i corner della GDO (340 unità) hanno circa il 3% di quota di mercato a valore e le parafarmacie (circa 3.500) hanno una quota a valore di circa il 5%;
  • l’allargamento della rete distributiva ha anche stimolato le farmacie a reagire al mutato contesto normativo, sia attraverso il rinnovamento e ampliamento del proprio assortimento non farmaceutico che incentivando l’attivazione di nuovi servizi sanitari/paraospedalieri (implementazione dei servizi di base per il cittadino);
  • la liberalizzazione iniziata nel 2006 ha quindi migliorato il servizio per gli utenti e stimolato la concorrenza, incentivando gli operatori tradizionali del settore farmaceutico a sviluppare altri mercati ed a sperimentare nuovi servizi, con ricadute positive per la collettività.

Posizione FD

Ogni ulteriore intervento sulla materia dovrebbe essere indirizzato alla crescita dei vantaggi per gli utenti, allo sviluppo equilibrato del mercato e del sistema delle imprese, partendo dai risultati positivi che l’ampliamento della rete di distribuzione dei farmaci ha prodotto in questi anni. Esistono ancora degli spazi per stimolare ulteriormente gli operatori e la concorrenza, per ridurre i costi ed aumentare la convenienza.
Questo risultato potrebbe essere raggiunto con un effettivo allargamento degli assortimenti in vendita nei corner della GDO e nelle parafarmacie, con presenza quindi del farmacista, e tramite l’individuazione di una lista di prodotti OTC da potersi vendere senza la presenza del farmacista.