Liberalizzazioni

posizione FDargomentazioni

Posizione FD

La normativa nazionale contiene una serie di disposizioni volte a favorire e tutelare la liberalizzazione delle attività e dell’iniziativa economica. Tuttavia tali misure non sempre sono sufficienti a garantire l’effettivo esercizio della libertà d’impresa, soprattutto a livello locale. L’auspicio è che si possa giungere a normative quanto più possibile uniformi e prive di vincoli e limiti ingiustificati, con criteri di programmazione qualitativi. Seguendo questa direzione, quindi anche agevolando e valorizzando gli interventi più virtuosi e sostenibili (es. recupero di aree dismesse e rigenerazione urbana), si potrà perseguire un nuovo modello di sviluppo competitivo, finalizzato anche all’ammodernamento dell’apparato commerciale esistente

Il legislatore italiano è intervenuto negli ultimi anni con una serie di disposizioni volte a favorire le attività e l’iniziativa economica. Non sono tuttavia mancate, soprattutto a livello locale, applicazioni discriminatorie dei principi definiti a livello nazionale che, di fatto, hanno introdotto vincoli e restrizioni ingiustificati allo stabilimento delle attività economiche, anche con riferimento alle categorie merceologiche vendibili. Si pensi, ad esempio, a quanto previsto per il centro storico del Comune di Firenze (divieto di aperture e ampliamenti, obbligo di avere in assortimento il 50% di prodotti toscani salvo deroghe specifiche, vincoli e divieti alla vendita di determinate merceologie in alcune aree del territorio comunale, ecc.), e di Roma (divieto assoluto di apertura di attività in determinati ambiti territoriali, imposizione agli operatori di specifiche merceologie). Riteniamo che normative comunali come quelle citate dovrebbero sempre prevedere deroghe specifiche per quei progetti di sviluppo e quindi per quegli esercizi che siano in grado di garantire servizio, qualità e sostenibilità nella propria attività, valorizzando il contesto del centro storico e fornendo un servizio reale ai consumatori e al turismo.

 

La libertà d’impresa dovrebbe essere garantita anche con riferimento alla gestione delle vendite promozionali, per le quali si auspica l’eliminazione di alcuni attuali vincoli e divieti per alcuni periodi dell’anno, mantenendo fermo il periodo dei saldi, quale grande momento di comunicazione e attrazione per i consumatori italiani e stranieri, garantendone un’omogeneità della disciplina. Infine, dovrebbe essere escluso qualsiasi obbligo di comunicazione ai Comuni e ogni altro adempimento che aggravi il libero svolgimento di tali attività promozionali.

Anche nel settore dei carburanti occorrerebbe intervenire per eliminare una serie di vincoli ed ostacoli allo svolgimento dell’attività tuttora esistenti, quali l’obbligo di presenza contestuale di più tipologie di carburanti (c.d. obbligo del Terzo Prodotto). Nel recepimento della direttiva DAFI (2014/94), il d. lgs n. 257/2016 infatti ripropone obblighi sul Terzo Prodotto che penalizzano fortemente i nuovi entranti e la rete esistente con alto erogato. Riteniamo che questo provvedimento possa essere in contrasto con i principi del diritto comunitario e, in generale, con le norme di liberalizzazione delle attività economiche.

Un altro settore dove si dovrebbe intervenire è quello della vendita dei farmaci: ai fini di una efficace intervento in questo settore sarebbero necessarie sia un effettivo allargamento degli assortimenti in vendita nei corner della grande distribuzione e nelle parafarmacie (con presenza quindi del farmacista) sia l’individuazione di una lista di prodotti OTC da potersi vendere senza la presenza del farmacista.