Saldi e promozioni

sintesisviluppoposizione

Sintesi

Nella maggioranza delle Regioni permangono diversi vincoli e limitazioni allo svolgimento delle vendite promozionali, da cui derivano situazioni di disparità concorrenziale a danno di consumatori e imprese, a beneficio del solo del commercio on-line. Solo poche Regioni (Campania, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Umbria e Provincia di Trento) le hanno liberalizzate; tale intervento dovrebbe essere esteso a tutti i territori regionali.
Recependo gli indirizzi espressi nel 2011 dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome, la maggioranza delle Regioni italiane ha fissato la decorrenza dei saldi dal primo giorno feriale antecedente l’Epifania e dal primo sabato del mese di luglio. Nel 2016 la Conferenza delle Regioni ha modificato il proprio pronunciamento prevedendo che, qualora il giorno feriale antecedente l’Epifania coincida con il lunedì, l’inizio dei saldi viene anticipato al sabato. Tale indicazione dovrà ora essere recepita dalle singole Amministrazioni regionali nei propri ordinamenti.

Vendite promozionali e di fine stagione rappresentano un tema di grande rilievo concorrenziale per il nostro settore, in merito al quale però sono ancora ricorrenti proposte limitanti e vincolistiche, insieme a una estrema disomogeneità nelle discipline locali, soprattutto per quando riguarda le vendite promozionali.

Le promozioni, infatti, vengono ancora diversamente limitate dalle varie normative regionali, soprattutto prevedendo espliciti divieti di effettuazione prima, durante e dopo i periodi dei saldi. Le sole eccezioni positive sono rappresentate dal Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trento e Umbria che le hanno liberalizzate per l’intero anno, mentre Campania e Sicilia prevedono come unico divieto quello di effettuare le promozioni in concomitanza dei saldi.

Risulta evidente che un quadro disciplinare assolutamente variegato a livello locale come quello in essere origina disparità concorrenziali a danno dei consumatori e delle imprese, anziché favorire le necessarie occasioni di rilancio dei consumi per lo sviluppo dell’intero settore.

Nell’attuale difficile contesto economico che stiamo ancora attraversando, risultano essenziali interventi e politiche finalizzate al rilancio dei consumi, anche attraverso l’offerta a favore dei consumatori di prodotti a prezzi particolarmente vantaggiosi, che non dovrebbero avere vincoli nella loro realizzazione anche in considerazione della concorrenza derivante dalla presenza in costante e continuo aumento del commercio on–line, slegato da qualsiasi vincolo sui prezzi.

Per quanto riguarda i saldi, invece, il quadro di estrema disomogeneità territoriale delle date di avvio è stato reso più uniforme a seguito degli indirizzi espressi nel 2011 dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome che ha previsto per tutte le Regioni decorrenze a partire dal primo giorno feriale antecedente l’Epifania e dal primo sabato di luglio. Le uniche Regioni che prevedono ancora date diverse rimangono Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’Aosta, mentre nella Provincia di Trento i saldi (come le promozioni) possono essere liberamente effettuate dai singoli operatori.

Nell’estate 2016 la Conferenza delle Regioni ha ulteriormente modificato il proprio pronunciamento, prevedendo che qualora il primo giorno feriale antecedente l’Epifania coincida con il lunedì, l’inizio dei saldi è anticipato al sabato; tale indicazione dovrà ora essere ufficialmente recepita da tutte le Amministrazioni regionali all’interno dei propri ordinamenti.

Tale modifica permetterà ai consumatori di poter usufruire di opportunità di acquisto a condizioni vantaggiose in occasione di giornate particolarmente favorevoli come quelle del primo fine settimana dell’anno, e alle imprese di poter sfruttare da punto di vista economico il maggiore slancio ai consumi che ne deriverebbe.

Posizione FD

Liberalizzazione dei periodi di effettuazione delle vendite promozionali.
Mantenimento del periodo dei saldi quale grande momento di comunicazione e attrazione per i consumatori italiani e stranieri.
Omogeneità nella disciplina dei saldi con il loro inizio fissato, rispettivamente, dal primo giorno feriale antecedente l’Epifania (con la sola eccezione che qualora tale giornata coincida con il lunedì, l’inizio sia anticipato al sabato), e dal primo sabato di luglio; durata di 60 giorni sia per i saldi estivi che per quelli invernali; uguale definizione dei prodotti assoggettabili da individuare nei “prodotti di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo“.
Infine, dovrebbe essere escluso qualsiasi obbligo di comunicazione ai Comuni e ogni altro adempimento che aggravi il libero svolgimento di saldi e promozioni.