Disegni di Legge sul Salario Minimo

La fissazione ex lege di un salario minimo pone diversi interrogativi e spunti di riflessione, toccando e ridisegnando gli schemi e gli equilibri che fino ad oggi hanno regolato aspetti sociali ed economici del Paese.

Prima di tutto, la libertà delle imprese e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori di trovare, attraverso la contrattazione collettiva, le risposte più appropriate alle diverse esigenze dei settori dell’economia, esce inevitabilmente ridimensionata dalla fissazione di un salario minimo orario.

I contratti collettivi hanno saputo interpretare nel tempo le diverse realtà produttive e commerciali con strutture normative in continua evoluzione, sviluppando importanti strumenti di welfare, incentivi e premi di produttività che si aggiungono alle normali dinamiche salariali. Un salario minimo indiscriminato impatterà trasversalmente su situazioni disomogenee.

Inoltre, un intervento “calato dall’alto” dal legislatore sarà ancor più critico se il disegno di legge pretenderà di imporre soluzioni rapide e semplicistiche al problema della rappresentatività di associazioni datoriali e organizzazioni sindacali: questo tema, reso sempre più complesso  dalla numerosità dei contratti collettivi nazionali sottoscritti, richiede un confronto politico e tecnico ben più ampio ed approfondito rispetto a quanto sino ad ora discusso.

Ulteriori perplessità desta la quantificazione del salario minimo orario identificato nel disegno di legge (AS 658) attualmente in discussione: 9 euro lordi sono un valore che rischia di creare sensibili aumenti del costo del lavoro in diversi settori dell’economia, soprattutto nei livelli di ingresso nel mondo del lavoro, con inevitabili ricadute occupazionali, in particolare per i giovani.

La tutela dei lavoratori, in un contesto di mercato complesso, deve essere concentrata su poche e chiare azioni:

  • Fissare un salario minimo orario per i lavoratori che non siano tutelati da una contrattazione collettiva applicabile
  • Evitare la proliferazione della contrattazione collettiva, affidando l’individuazione dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi in ogni settore ad un Ente che possa adeguatamente consentire il confronto delle Parti Sociali (Cnel) oppure stimolando l’attività delle competenti Commissioni parlamentari alle quali sono stati assegnati disegni di legge sulla rappresentanza
  • Intensificare i controlli da parte dei competenti organi ispettivi per combattere i comportamenti fraudolenti ed elusivi
  • Intervenire sul cd. cuneo fiscale per consentire alle imprese di investire e generare una crescita sostenibile e per contribuire ad elevare il potere d’acquisto dei lavoratori
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