Temi attuali

  • Legge di Bilancio 2018

Se opportunamente incentivata attraverso politiche che garantiscano libertà d’impresa, semplificazioni, chiarezza delle regole e certezza normativa, omogeneità legislative sui territori, la DMO (Distribuzione Moderna Organizzata) attraverso i suoi investimenti può produrre uno sviluppo che sia a salvaguardia del consumo del suolo, che garantisca la massima attenzione ai temi ambientali (ogni punto vendita nuovo o ristrutturato prevede un uso più efficiente delle risorse, minori consumi di energia, sistemi di impatto sul territorio più ecocompatibili, una migliore gestione dei rifiuti, l’utilizzo di materiali riciclabili, ecc), che produca uno stimolo ai consumi attraverso un’offerta conveniente, la proposizione di ambienti più moderni, una migliore allocazione delle merci, migliori servizi e personale affidabile e formato. La Legge di Bilancio 2018 sarà un’opportunità da non perdere per raggiungere tali obiettivi.

  • Liberalizzazioni e semplificazioni

Con il comma 1 dell’articolo 31 del d. l. n. 201/2011 (Decreto Salva Italia), convertito nella Legge n. 214/2011, è stata introdotta la piena liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali in tutt’Italia. Fin dall’approvazione del “Salva Italia” Regioni e Comuni hanno mostrato ostilità nei confronti della norma, intervenendo con provvedimenti che limitavano i nuovi principi di libertà introdotti. Il sostegno alla piena liberalizzazione degli orari di apertura si inserisce tuttavia in un quadro normativo consolidato e confermato da Organi Giurisdizionali e Authority di tutela della concorrenza.

Il tema delle semplificazioni rappresenta uno degli argomenti maggiormente discussi negli ultimi tempi: serve meno burocrazia e più semplificazione per una maggiore efficienza di sistema. E’ necessario rendere più fluidi i rapporti tra soggetti, per recuperare tempi e risorse da dedicare ad attività che possano creare valore.

  • Industria 4.0

Con il con il “Piano Industria 4.0” il Governo intende sostenere, attraverso la misura dell’iper ammortamento, il processo di trasformazione delle imprese italiane che vogliono cogliere le opportunità legate alla «quarta rivoluzione industriale» incentivando gli investimenti privati per il rinnovo del “parco macchine” all’interno delle imprese e degli investimenti a maggior contenuto trasformativo utilizzando le tecnologie digitali e l’utilizzo di una serie di beni strumentali. Il provvedimento ha un forte impatto sul retail in Italia e coinvolge l’evoluzione del ruolo del negozio e l’impatto delle nuove tecnologie sul comparto, supportando, attraverso un approccio strutturato, il cambiamento verso la digitalizzazione delle imprese.

  • Lotta agli sprechi alimentari e donazione delle rimanenze

Il sistema della produzione, trasformazione, distribuzione e consumo di prodotti alimentari genera in Italia un importante fenomeno di rimanenze. Pur essendo inevitabile che nel mondo della distribuzione, per garantire pari opportunità di acquisto a tutti i clienti nell’arco della giornata, si generino tali rimanenze, la distribuzione è responsabile solo del 13% del problema. La GDO è inoltre costantemente alla ricerca di metodologie gestionali per ridurlo ed è attivamente impegnata per promuovere il riutilizzo dei prodotti ancora commestibili.

In ottica di lotta agli sprechi e incentivazione alla donazione di derrate alimentari si vede con favore la recente approvazione della legge n. 166/2016 che ha il merito di aver introdotto nell’ordinamento una serie di norme per la semplificazione nella gestione delle cessioni gratuite, favorendo anche interventi di informazione e sensibilizzazione sul tema.

  • Buoni pasto

Il mercato dei buoni pasto si regge oggi su delicati equilibri di compensazione tra pubblico e privato. In sostanza, il privato svolge il ruolo di “ripianatore” degli scompensi finanziari delle società emettitrici, causati dagli sconti concessi da queste ultime al “pubblico” per aggiudicarsi le gare di appalto indette dalle Pubbliche Amministrazioni e dagli altri grandi utenti (grandi aziende anche a partecipazione pubblica o private).

  • Economia circolare

Il 2 dicembre 2015 la Commissione Europea ha adottato un pacchetto di misure sull’Economia Circolare per affiancare le imprese e i consumatori a completare la transizione verso un’economia dove le risorse vengono utilizzate in modo più sostenibile. Attraverso un maggior ricorso al riciclo e al riuso, le azioni proposte costituiscono “l’anello mancante” nel ciclo di vita dei prodotti, a beneficio sia dell’ambiente che del sistema nel suo complesso.
Il 14 marzo 2017 il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza il pacchetto proposto dalla Commissione, modificando al rialzo i target di riciclo al 2030, elevandoli al 70% per i rifiuti solidi urbani e all’80% per gli imballaggi. Riguardo ai rifiuti alimentari, l’obiettivo è ridurli del 30% per il 2025 e del 50% entro il 2030 (pur senza obblighi vincolanti). Sui rifiuti smaltiti in discarica l’obiettivo è di portare la loro quota al 5%.
Le quattro risoluzioni approvate dal Parlamento aprono ora la strada ai negoziati col Consiglio UE in vista del varo di un testo condiviso.

  • E-commerce

La digitalizzazione è un processo che sta coinvolgendo ogni settore e ambito del sistema economico del Paese e l’intera società. La sua realizzazione, che può avvenire con velocità diverse in relazione ai differenti contesti che ne sono coinvolti, impatta certamente sul mondo delle imprese e in modo determinante su quello della Distribuzione Moderna Organizzata, al cuore di una filiera che spazia dalle produzioni nazionali ed estere fino al consumatore finale.

In particolare le aree maggiormente investite dal fenomeno digitalizzazione nel nostro settore appaiono essere

  • Innovazione nel punto vendita
  • Sistemi di pagamento nel punto vendita
  • E commerce
  • Organizzazione del lavoro
  • Forme di pagamento
  • Rapporti con l’industria
  • Supply chain
  • Comunicazione (social)
  • Big Data (carte fedeltà)
  • Cybersecurity
  • Efficienza energetica

La dinamica crescente dei costi energetici impone l’adozione di misure volte a tutelare le imprese dall’aumento esponenziale dei costi. Su questi costi crescenti incidono in maniera rilevante gli oneri di natura parafiscale, che oggi generano effetti distorsivi sul mercato e che devono essere affrontati con la finalità di ridurre e riequilibrare gli impatti per imprese e consumatori. Assumono un effetto preoccupante gli oneri presenti in bolletta per l’incentivazione di fonti rinnovabili, con particolare riferimento al fotovoltaico. Desta, inoltre, molta preoccupazione il decreto ministeriale 5 aprile 2013 che, nel definire le imprese “a forte consumo di energia”, applica un criterio del tutto iniquo (percentuale di costo per l’energia in rapporto al fatturato) e illegittimo, senza tenere in considerazione gli investimenti sul risparmio energetico (anzi, chi consuma di più ottiene più vantaggi).