Pratiche sleali UE: non ampliare a grandi fornitori e pagamenti da fine mese data fattura

Milano, 9 luglio 2018 –  Condividiamo l’impostazione generale della proposta di Direttiva della Commissione Europea di muoversi a tutela delle piccole e medie imprese, in particolare di quelle agricole, la parte che appare più debole nella filiera alimentare.

Occorre però, su alcuni aspetti, renderla coerente con quanto già previsto nell’ordinamento italiano.

In particolare riteniamo opportuno salvaguardare prassi operative già utilizzate da tempo dalle imprese operanti in Italia e che creano efficienza nei rapporti commerciali. Ci riferiamo in particolare alla pratica, a suo tempo condivisa dalla filiera italiana, di fare decorrere i termini di pagamento dalla fine del mese di ricevimento della fattura, per evitare pagamenti giornalieri e ridurre i costi amministrativi e bancari.

Necessario anche mantenere limitate alle piccole e medie imprese agricole le tutele previste nel provvedimento, evitando di allargare il campo di applicazione a tutti i fornitori, di qualsiasi dimensione. In questo caso si darebbe una condizione di vantaggio alle grandi imprese della fornitura (molte delle quali sono multinazionali del largo consumo), poichè la norma europea agirebbe solo sulle pratiche commerciali a loro danno e non, viceversa, su quelle che tali grandi imprese produttive potrebbero praticare, spesso da una posizione dominante, verso piccoli, medi e grandi acquirenti retailers.

Se si volesse procedere all’allargamento dell’ambito di applicazione della direttiva sarebbe perlomeno necessario, come già accade in Italia con l’art. 62, che ci fosse una tutela per tutte le imprese operanti nella filiera nei diversi settori (agricoltura, produzione, distribuzione).

Auspichiamo quindi che, su questo aspetto, non ci si discosti dall’approccio originario promosso dalla Commissione europea, nato dalla necessità di tutelare le parti deboli e non certo le multinazionali della fornitura.

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