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Consumi: Natale sottotono per 3 italiani su 5

Milano, 8 novembre 2022 – I dati diffusi da Istat sulle vendite al dettaglio del mese di settembre registrano un aumento sul mese precedente (+0,5%), sia per i beni alimentari (+0,8%) che per quelli non alimentari (+0,4%).

“I dati a valore delle vendite al dettaglio di settembre sono fortemente influenzati dall’impatto dell’inflazione, mentre i dati a volume indicano un significativo rallentamento in particolare per il settore food, in cui rileviamo un trend a progressivo compreso tra il -2 e il -3%”, commenta Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Ufficio Studi e Relazioni con la Filiera di Federdistribuzione.

Per il mese di ottobre l’Istat conferma il trend negativo del clima di fiducia dei consumatori, che raggiunge il livello più basso da maggio 2013. Un dato sui cui incidono le aspettative negative degli italiani per la tenuta della situazione economica, sia personale che del Paese, oltre che il pessimismo sulla possibilità di risparmiare nel prossimo futuro. È un ulteriore segnale di preoccupazione per la tenuta dei consumi nelle prossime settimane, le ultime dell’anno, fondamentali per i bilanci delle imprese della Distribuzione Moderna. Uno scenario critico in vista del Natale, su cui gravano inflazione e caro-energia, confermato anche dalla recente rilevazione condotta da Ipsos per Federdistribuzione sul sentiment dei consumatori: più di 3 su 5 si aspettano un Natale sottotono per la propria famiglia. Gli italiani, a causa del difficile contesto economico che stiamo vivendo, prevedono di ridurre sensibilmente i consumi legati al periodo natalizio: il 65% dichiara di voler diminuire l’acquisto di ornamenti e addobbi natalizi, il 62% spenderà meno per fare regali destinati a persone adulte, il 50% taglierà l’acquisto di prodotti alimentari tipici delle festività e il 47% ridurrà la spesa dedicata ai regali per i bambini. Un quadro preoccupante, che potrebbe anticipare l’inizio di un periodo di vera e propria crisi dei consumi nei primi mesi del 2023. Per questo è urgente che il Governo dia priorità al sostegno delle imprese e delle famiglie, tutelando specialmente le fasce a reddito più basso, per prevenire un rallentamento della domanda interna che potrebbe minacciare le prospettive economiche del sistema Paese”.

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