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Detrazione al 20%: la proposta di Federdistribuzione per rilanciare i consumi

Una detrazione d’imposta del 20% sui beni di generale consumo acquistati nei negozi fisici e pagati con moneta elettronica. Questa la proposta di Federdistribuzione presentata al Governo nel corso degli Stati Generali dell’Economia.
Lontana da ogni polemica Federdistribuzione ha infatti scelto di proporre una “terza via”, nel dibattito sulle misure per ridare smalto all’economia che vedono in campo la riduzione dell’Iva e il taglio del cuneo fiscale.

Un intervento sull’Iva, che potrebbe giocare un ruolo sui consumi nel medio periodo più che nell’immediato, per essere realmente efficace e intervenire con un taglio delle aliquote “percepibile” dai consumatori richiederebbe risorse probabilmente più ingenti rispetto ai circa 10miliardi di euro a disposizione dal Governo.
D’altra parte una riduzione del cuneo fiscale, misura pur utile in generale per ridare potere d’acquisto ai cittadini tramite buste paga più robuste, coinvolgerebbe solo la componente di lavoratori dipendenti, lasciando fuori altre categorie. Inoltre, non è in alcun modo scontato che stipendi più alti si tramutino in maggiori acquisti.

La paralisi dei consumi non è infatti imputabile alla sola riduzione del potere d’acquisto degli italiani ma anche a un calo della fiducia dei consumatori che vedono nell’immediato futuro prospettive incerte e preoccupanti per l’andamento economico e per la propria situazione personale e preferiscono di conseguenza rimandare gli acquisti a favore di una logica improntata sul risparmio.
Da questa riflessione nasce la proposta di Federdistribuzione che, come ha spiegato il Presidente Claudio Gradara in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, attinge a un concetto caro al mondo del marketing e del commercio ma naturalmente estraneo alla politica economica: il concetto di promozione.

Per determinare nell’immediato un cambiamento nei comportamenti delle persone è necessario imprimere uno shock; in questo caso l’evidenza di una condizione di forte risparmio, di abbassamento reale dei prezzi. Qualcosa che sia realmente percepibile dal consumatore, come se si trattasse di un periodo straordinario, limitato anche solo a quattro o sei mesi. Con il sistema della detrazione d’imposta è possibile rispondere a questa esigenza. In aggiunta lo sconto fiscale si sommerebbe ad ogni altra attività promozionale attivata dalle imprese.
In questo modo si rimetterebbe nelle tasche dei consumatori parte di quello che si è speso, applicando questa misura solo a chi sceglie di pagare con moneta elettronica e nei negozi fisici, dando ossigeno a questi ultimi.

La proposta inoltre, peserebbe sulle casse dello Stato per un massimo, nello scenario peggiore, di 3,5miliardi di euro; cifra che potrebbe notevolmente ridursi grazie ai consumi incrementali e dunque un aumento dei fatturati delle imprese del commercio e quindi delle tasse pagate, Iva in primo luogo. Da ultimo, l’attuazione della detrazione per i soli pagamenti con moneta elettronica potrebbe dare un serio contributo alla riduzione di fenomeni di evasione fiscale.

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