Trasmissione Telematica

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Sintesi

Il D.lgs. 127/2015 ha previsto un nuovo sistema di trasmissione telematica dei corrispettivi delle vendite al dettaglio, con decorrenza 1° gennaio 2017. Questo nuovo sistema costringe le imprese della GDO, che già effettuano la trasmissione telematica dei corrispettivi da molti anni, a modificare radicalmente la propria organizzazione di raccolta e invio dei dati, con rilevanti investimenti per l’adeguamento. Dopo un lungo percorso per la definizione delle specifiche tecniche, terminato solo nel novembre del 2016 (anche considerando i tempi per la notifica a Bruxelles), è stata inevitabile una proroga dell’applicazione delle nuove modalità di trasmissione al 31 dicembre 2017 (D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito in L. 1 dicembre 2016, n. 225, art. 4, comma 6, lett. b). A novembre 2017 non sono stati ancora commercializzati gli apparecchi fiscali necessari per la nuova trasmissione telematica per le imprese cd. “multi cassa” e le ultime specifiche tecniche per la soluzione relativa alle imprese con più punti cassa sono state pubblicate solo nell’agosto 2017.

Il d. lgs. n. 127/2015 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2017, nuove regole per la trasmissione telematica dei corrispettivi.

Tale decreto apriva un grave vuoto normativo, in quanto non prevedeva alcun regime transitorio per le imprese che già effettuavano l’invio telematico dei corrispettivi, ai sensi dei commi 429-432 della legge n. 311/2004, e che si trovavano nell’impossibilità oggettiva di passare in un solo giorno al nuovo sistema: l’assurda conseguenza era che, per effetto dell’abrogazione dei citati commi 429-432 già dal 1° gennaio 2017 e l’iniziale inapplicabilità delle nuove disposizioni normative, le imprese che già effettuavano la trasmissione telematica avrebbero dovuto ripristinare per un breve periodo i misuratori fiscali, sostenendone rilevanti costi e oneri amministrativi di adeguamento, per poi ritornare al sistema dell’invio telematico, una volta disponibili i dispositivi previsti dal provvedimento attuativo della nuova norma

Dopo un lungo percorso per la definizione delle specifiche tecniche, terminato solo nel novembre del 2016 (anche considerando i tempi per la notifica a Bruxelles), è stata inevitabile una proroga dell’applicazione delle nuove modalità di trasmissione al 31 dicembre 2017 (D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito in L. 1 dicembre 2016, n. 225, art. 4, comma 6, lett. b).

Ad oggi non sono stati ancora commercializzati gli apparecchi fiscali necessari per la nuova trasmissione telematica da parte delle imprese che operano con almeno tre punti cassa per punto vendita (c.d. “multi cassa”) e le ultime specifiche tecniche per la soluzione relativa a tali tipologie di  imprese  sono state pubblicate solo nell’agosto 2017.

Allo stato, risulta quindi oggettivamente impossibile per le imprese della GDO passare al nuovo sistema nei termini indicati dalla normativa (1° gennaio 2018), in quanto il percorso per la produzione, certificazione e immissione sul mercato dei nuovi sistemi di trasmissione telematica, così come indicato dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate, non è allineato con la tempistica prevista dall’attuale normativa fiscale in materia.

Va infatti tenuto in considerazione che un cambiamento così radicale dei sistemi tecnologici in utilizzo richiede, per organizzazioni complesse come quelle delle imprese della grande distribuzione, tempi tecnici ineludibili e cadenzati, per poter arrivare, senza impatti negativi sull’organizzazione aziendale, ad un completo adeguamento delle barriere casse e dei server all’interno dei punti vendita.

Ciò anche tenendo conto che le aziende della grande distribuzione già oggi trasmettono telematicamente i corrispettivi all’Agenzia e quindi l’amministrazione finanziaria acquisirebbe in ogni caso i corrispettivi dell’anno 2018 nella sua completezza.

Posizione FD

Il settore della Distribuzione Moderna Organizzata risulta direttamente e pesantemente coinvolto nella riforma del sistema di invio telematico dei corrispettivi considerato che è un settore che opera con migliaia di punti vendita su tutto il territorio nazionale, con decine di migliaia di terminali di cassa e che, da quasi un decennio, effettua già la trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. Occorre individuare regole attuative che non vanifichino tutti gli investimenti fatti sino ad oggi e che non ostacolino lo sviluppo tecnologico dei pagamenti, a fronte di ulteriori investimenti richiesti che sarebbero di scarsa prospettiva per il futuro progresso. Federdistribuzione ritiene, quindi, che una proposta di tipo software, con garanzie sulle rigide procedure organizzative dell’impresa, rappresenti un’idonea soluzione per l’attuazione delle nuove norme sull’invio telematico dei corrispettivi poiché, nel rispetto del dettato normativo (garanzia di inalterabilità del dato), non pone vincoli o limiti agli sviluppi di nuove soluzioni di vendita, rende più semplice ed efficiente l’adeguamento da parte delle imprese e migliora il rapporto di collaborazione e trasparenza tra contribuente ed amministrazione finanziaria, potenziando anche la capacità e la tempestività dell’azione di analisi e controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. La soluzione normativa per risolvere questo impasse potrebbe concedere alle imprese che già effettuano la trasmissione telematica (ossia quelle della GDO previste dai commi 429-432 dell’art. 1 della legge 311/2004) un periodo temporale più ampio rispetto a quello attuale per l’adeguamento tecnologico, che non superi in ogni caso il 31 dicembre 2018. Ciò anche tenendo conto che le aziende della grande distribuzione già oggi trasmettono telematicamente i corrispettivi all’Agenzia e quindi l’amministrazione finanziaria acquisirebbe in ogni caso i corrispettivi dell’anno 2018 nella sua completezza. Se non si percorresse questa strada, la prevista abrogazione dei commi 429-432 dell’art. 1, legge 311/2004 già dal 1° gennaio 2018, porterebbe ad uno stallo delle attività di vendita per le imprese della GDO. Siamo quindi di fronte ad un problema tecnico oggettivo, al quale non si può fare in alcun modo fronte senza una proroga dei termini di legge.