Il Paese indietro di decenni. Crollo di consumi, investimenti, esportazioni e clima di fiducia. La DMO in prima linea per difendere il potere d’acquisto delle famiglie

Milano, 29 maggio 2020 – “I dati diffusi oggi dall’Istat restituiscono un’immagine nitida dell’impatto dell’emergenza Covid-19 sul Sistema Italia e riportano il Paese indietro di decenni – osserva Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione –. Crollano PIL e consumi, si riduce drasticamente il clima di fiducia, l’inflazione diventa negativa ma con alcune tensioni localizzate”.
“Gli indicatori economici complessivi del primo trimestre confermano il quadro anticipato dalle stime, con un’ulteriore revisione al ribasso: la caduta del PIL del 5,4% su base tendenziale riporta indietro l’Italia al primo trimestre del 1995 ed è una flessione che coinvolge tutte le sue componenti, dagli investimenti ai consumi all’esportazione, nonostante rifletta solo le prime settimane di lockdown. Uno scenario che si aggraverà ulteriormente con i conti del secondo trimestre – aggiunge Gradara -. Per questo occorre pensare fin da subito alla fase successiva all’emergenza, con risorse alle imprese e un robusto sostegno ai consumi, la sola via per dare vita a una concreta ripresa del Paese”.
“Particolarmente significativa la dinamica del clima di fiducia di famiglie e imprese, che subisce una riduzione in tutte le sue componenti con l’indicatore relativo alle imprese che compie un balzo indietro a marzo 2005”.
“Anche l’inflazione del mese di maggio si conferma una cartina tornasole di quanto sta accadendo, con il dato negativo a -0,1% (non accadeva dal 2016), trascinato verso il basso dalla diminuzione del prezzo dei carburanti. L’inflazione dei prodotti alimentari sostanzialmente non cambia rispetto al mese precedente, assestandosi al +2,6% (era +2,5%), tendenza imputabile a difficoltà oggettive delle filiere, stressate dall’emergenza per improvvisi rialzi della domanda, costi di logistica in crescita e scarse produzioni per alcuni prodotti a causa di fattori climatici.
La Distribuzione Moderna è impegnata ad arginare questi aumenti, accettando solo incrementi giustificati dei listini e garantendo al contempo in molti casi ampi panieri di prodotti a prezzi fissi, difendendo così il potere d’acquisto delle famiglie”,
conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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