Sciopero del 19 dicembre 2015 – FACCIAMO CHIAREZZA

Il 19 dicembre è stata proclamata dalle OO.SS. una giornata di sciopero. Si tratta dell’ultimo sabato prima di Natale, un giorno importante per gli acquisti legati alle festività. “Uno scarso senso di responsabilità da parte dei sindacati – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per una decisione che potrebbe arrecare disagio alle persone interessate agli acquisti e minare la sostenibilità del settore”.

“Le trattative si sono interrotte perché abbiamo trovato un muro di fronte a qualsiasi nostra proposta – continua il Presidente di Federdistribuzione – Vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma veniamo da anni difficili, con cali di fatturato e redditività vicine allo zero. Il nostro obiettivo è siglare il primo contratto della Distribuzione Moderna Organizzata che rispecchi le nostre distintività rispetto ad altre formule del commercio, che salvaguardi le condizioni economiche dei lavoratori ma ponga le basi per tornare a crescere, sviluppando investimenti e nuova occupazione”.

“In questo quadro non possiamo accettare le condizioni sindacali, che vorrebbero una mera applicazione degli incrementi economici concordati con Confcommercio: si tratterebbe infatti di aumenti superiori all’inflazione previsionale, che comporterebbero inevitabilmente ricadute negative per il settore”.

“Per questo la nostra proposta è semplice: – prosegue il Presidente di Federdistribuzione – da un lato erogazione di aumenti salariali allineati con l’inflazione prevista nel triennio 2016-2018 per tutelare i salari e dall’altro sviluppo di un welfare aziendale di sostegno al reddito e di servizi, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, dei trasporti, delle attività scolastiche, ecc”.

“Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le retribuzioni o di peggiorare le condizioni di lavoro. Infatti, contrariamente a quanto diffuso, aumenteremo i salari, manterremo la 13° e la 14° mensilità, manterremo le attuali maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, manterremo gli scatti di anzianità”.

“Ciò che noi proponiamo è concreto, realizzabile e costruttivo. Il nostro auspicio è che su questi presupposti il dialogo possa riavviarsi per arrivare in tempi brevi a un risultato positivo per lavoratori e imprese” – conclude Cobolli Gigli.

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