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Si accentua l’incertezza delle famiglie, a rischio i consumi

Milano, 6 maggio 2022 – I dati Istat sulle vendite al dettaglio di marzo rilevano una lieve flessione congiunturale (-0,5%), da imputarsi esclusivamente al calo dei beni non food (-0,8%); stabili, al contrario, rispetto a febbraio le vendite dei beni alimentari.

«Il 2022 prosegue nel segno dell’incertezza: il calo delle vendite nel comparto dei beni non alimentari è dovuto ad un peggioramento del clima di fiducia delle famiglie italiane, influenzato dalla crescita dell’inflazione e dalle preoccupazioni per le prospettive future generate dall’evoluzione del conflitto in Ucraina – commenta Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione.Anchel’andamento delle vendite a volume nel settore alimentare, considerando il dato inflattivo del carrello della spesa registrato nella distribuzione moderna, sta già rilevando un decremento superiore al 3%».

«Registriamo ulteriori segnali di peggioramento che indicano che una crisi dei consumi è già in corso, e se si dovesse confermare anche nei prossimi mesi potrebbe avere un impatto sulla crescita del Paese. Inoltre, la propensione alla ricerca della convenienza da parte dei consumatori potrebbe impattare negativamente sulle filiere produttive di eccellenza italiane. Per il settore non alimentare, già duramente colpito dalle restrizioni durante la pandemia, e che in molti comparti non ha ancora recuperato i valori pre-Covid, vi è la prospettiva concreta di una ulteriore fase di grande difficoltà, con il rischio di una flessione a doppia cifra a causa del perdurare delle difficoltà delle famiglie», conclude Buttarelli.

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