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FACCIAMO CHIAREZZA
Manifesto con le posizioni di Federdistribuzione

2° FACCIAMO CHIAREZZA;

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COMUNICATI STAMPA

 

Dati Istat sui prezzi al consumo

Federdistribuzione: l’inflazione ancora debole. Stimolare la domanda interna per una crescita dei prezzi

Milano, 3 febbraio 2016 – I dati provvisori per il mese di gennaio diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,3% rispetto allo stesso mese del 2015.

“La leggera ripresa dell’inflazione di gennaio è in gran parte dovuta al ridimensionamento del calo dei beni energetici e al rialzo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Il quadro complessivo che emerge è però ancora quello di un Paese con i prezzi fermi e, ultimo dato Istat sulle vendite al dettaglio (-0,1% novembre 2015 vs novembre 2014), con una domanda interna ancora molto debole e incerta sul suo sviluppo.

Nonostante gli sforzi della BCE e alcuni segnali incoraggianti sui livelli occupazionali, il Paese non riesce a riprendere slancio proprio per la fragilità della crescita dei consumi, l’unico fattore in grado di sollecitare produzione e ripresa dei prezzi – continua Giovanni Cobolli Gigli - Sarebbe importante, quindi, attivare ogni iniziativa per far sì che le famiglie trasformino in consumi, attraverso scelte sempre attente e oculate, almeno parte dei risparmi che stanno aumentando. Vi sono iniziative che non hanno alcun costo per lo Stato e possono invece avere impatti positivi. E’ il caso della liberalizzazione delle vendite promozionali per i prodotti non alimentari, un provvedimento capace di stimolare gli acquisti di settori fortemente penalizzati negli ultimi anni dalla crisi” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Dati Istat sulle vendite al dettaglio

Federdistribuzione: dato di novembre ulteriore segnale della fragilità della ripresa. Liberalizzare le promozioni per stimolare i consumi

Milano, 25 gennaio 2016 – I dati pubblicati oggi dall’Istat relativi al mese di novembre 2015 registrano complessivamente una variazione pari al -0,1% nella dinamica delle vendite a valore nel confronto con novembre 2014. L’alimentare segna un -0,2% mentre per il non alimentare la variazione è nulla. Per quanto riguarda i dati a volume, l’Istat rileva un calo del -1,0% rispetto a novembre 2014, con l’alimentare a -1,7% e il non alimentare a -0,6%.

Dall’inizio dell’anno le vendite segnano un +0,8% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente: l’alimentare è a +1,3% e il non alimentare a +0,6%.

“Dopo 5 mesi di crescita le vendite al dettaglio a novembre frenano bruscamente per tutte le formule distributive, segnando addirittura nel suo complesso un valore negativo – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Siamo sempre stati molto prudenti nel commentare i dati positivi dell’ultimo periodo, temendo che l’instabile situazione nazionale e internazionale potesse frenare quello slancio. I dati di novembre confermano i nostri timori, e informazioni in nostro possesso fanno prevedere risultati non brillanti anche per il mese di dicembre.

“Viviamo una situazione nella quale i segnali di risveglio dell’economia nazionale rischiano di non tradursi in nuovi consumi generalizzati (solo il settore dell’auto appare fortemente dinamico), con ciò bloccando il processo di ripresa che non riesce a decollare. Infatti, nonostante il clima di fiducia delle famiglie sia alto, queste ultime preferiscono aumentare i risparmi. Siamo da sempre convinti che solo una decisa e generale ripresa dei consumi delle famiglie potrà stimolare efficacemente la ripresa economica italiana, e in questa direzione vanno dedicati tutti gli sforzi”.

“Ci sono alcune iniziative che possono contribuire a stimolare gli acquisti delle famiglie italiane – continua Cobolli Gigli – Come ad esempio la liberalizzazione delle vendite promozionali per i prodotti non alimentari, un provvedimento utile per i consumatori, che godrebbero regolarmente di offerte convenienti, e per le imprese, che potrebbero gestire al meglio la rotazione e gli stock assortimentali, minimizzando i propri costi e garantendo ai clienti sempre un’offerta aggiornata”.

“Sono iniziative senza alcun impatto economico sui conti delle amministrazioni ma utili a rilanciare una domanda interna poco vivace” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Saldi invernali 2016

Federdistribuzione: vendite -0,4% nei primi 11 giorni del 2016. La data di partenza dei saldi si è rivelata una scelta inopportuna, ora liberalizzare le promozioni

Milano, 13 gennaio 2016 – per quanto riguarda i saldi, le vendite dal 1 all’11 gennaio 2016 segnano un -0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno*.

“Temevamo questo risultato che si conferma essere al di sotto delle attese e contrario alle previsioni diffuse – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – L’avvio delle vendite di fine stagione in un giorno feriale è stata una scelta inopportuna che ha avuto effetti negativi sull’affluenza dei consumatori nei negozi e sulle vendite. Federdistribuzione, con altre associazioni della Distribuzione Moderna, si è opposta chiedendo l’anticipo dei saldi al primo week end dell’anno, cioè al 2 e 3 gennaio, ma non è stata ascoltata”.

“Quest’anno c’era grande attesa per le vendite di fine stagione – continua Cobolli Gigli – poiché un clima anomalo ha penalizzato le vendite di abbigliamento negli ultimi mesi del 2015. Un avvio corretto dei saldi avrebbe offerto un’opportunità importante per migliorare questa situazione”.

“La conferma dell’avvio al 5 gennaio, un martedì, ha invece penalizzato tutti, inducendo peraltro a una corsa “opaca” all’anticipo dei saldi fin da prima di Natale, che forse avrebbe potuto essere limitata da una scelta diversa della data di partenza. I comportamenti di consumatori e imprese confermano che mantenere in vita normative vetuste e anacronistiche, come quelle che in molte regioni impediscono le promozioni sui prodotti oggetto dei saldi nei giorni precedenti e/o successivi alle vendite di fine stagione, non aiuta lo sviluppo moderno del sistema distributivo e la trasparenza nel mondo del commercio. Non dimentichiamoci, inoltre, che quest’anno è davvero esploso il fenomeno dell’acquisto via internet, un ambito nel quale regole come queste non possono essere rispettate”.

“Torniamo a ribadire che, di fronte a questa situazione, la strada migliore da percorrere è quella della piena liberalizzazione delle promozioni nel settore non alimentare, mantenendo il momento dei saldi come forte elemento di marketing e di attrazione, in grado di far competere il nostro Paese con quanto accade nelle altre grandi capitali europee, attirando clienti da tutto il mondo in virtù della nostra unica e qualificata offerta di “Made in Italy”, conclude il Presidente di Federdistribuzione.

*dato relativo all’80% delle aziende associate a Federdistribuzione operanti nel tessile

 

Sciopero del 19 dicembre 2015

Federdistribuzione: adesione all’8%, inferiore a quella della scorsa agitazione del 7 novembre. Punti di vendita aperti e regolare servizio ai consumatori

Milano, 19 dicembre 2015. L’adesione allo sciopero di oggi risulta al momento dell’8%, inferiore del 15% rispetto a quella della scorsa manifestazione del 7 novembre, che era stata misurata nel 9,4%.

Non abbiamo segnalazioni di punti di vendita chiusi e quindi siamo in grado di fornire un regolare servizio alle persone in un momento così particolare per gli acquisti “Ciò che noi proponiamo è concreto, realizzabile e costruttivo. Il nostro auspicio è che il dialogo possa riavviarsi per arrivare in tempi brevi a un risultato positivo per lavoratori e imprese” – dichiara Cobolli Gigli.

“Le trattative si sono interrotte perché abbiamo trovato un muro di fronte a qualsiasi nostra proposta – continua il Presidente di Federdistribuzione – Vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma veniamo da anni difficili, con cali di fatturato e redditività vicine allo zero.

La nostra proposta è semplice: da un lato erogazione di aumenti salariali che tutelino il potere d’acquisto dei lavoratori, quindi allineati con l’inflazione prevista nel triennio 2016-2018; dall’altro sviluppo di un welfare aziendale di sostegno al reddito e di servizi, soprattutto nell’ambito dell’assistenza sanitaria”.

“Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le retribuzioni o di peggiorare le condizioni di lavoro. Infatti, contrariamente a quanto diffuso, aumenteremo i salari, manterremo la 13° e la 14° mensilità, manterremo le attuali maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, manterremo gli scatti di anzianità”.

 

Federdistribuzione contesta le dichiarazioni di UILTUCS sui decreti ingiuntivi. Il Tribunale di Milano oggi ha rigettato il decreto ingiuntivo presentato contro Rinascente

 

 

Milano, 18 dicembre 2015 – Federdistribuzione contesta le dichiarazioni rilasciate dal Segretario Generale UILTUCS Brunetto Boco relativamente ai ricorsi ingiuntivi presentati da UILTUCS e al fatto che la stessa abbia avuto ragione nei confronti delle aziende appartenenti a Federdistribuzione verso cui i decreti sono stati presentati.

I decreti ingiuntivi vengono emessi dal giudice ma con la possibilità di opposizione da parte delle aziende. L’ingiunzione non implica alcuna condanna, e tutte le aziende coinvolte hanno fatto opposizione.

Proprio in data odierna si è giunti per la prima volta alla conclusione di un giudizio: il Tribunale di Milano, dopo ampia discussione nel merito, ha deciso il rigetto del decreto ingiuntivo promosso da UILTUCS contro Rinascente.

Sciopero del 19 dicembre 2015

 

Federdistribuzione: sabato 19 dicembre assicurato il servizio per la clientela

 

 

Milano, 17 dicembre 2015 – Per il 19 dicembre sono state annunciate agitazioni sindacali nel settore del commercio. Si tratta dell’ultimo sabato prima di Natale, un momento importante per le persone che vogliono acquistare i regali o vogliono procurarsi ciò che serve per passare le festività insieme ai propri cari.

Le imprese associate a Federdistribuzione assicureranno il servizio ai propri clienti. Ci si potrà quindi rivolgere regolarmente al proprio punto vendita di fiducia per fare la spesa o per comprare gli ultimi regali.

“Non vogliamo penalizzare le persone in un giorno così significativo nella loro preparazione delle festività – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Ci impegneremo per garantire il servizio che meritano in un momento nel quale, dopo anni di buio, si incomincia a intravvedere una debole luce di uscita dal tunnel e si ritrova fiducia nel futuro e desiderio di condividere i momenti di festa”.

Sciopero del 19 dicembre 2015

 

FACCIAMO CHIAREZZA

 

 

Milano, 15 dicembre 2015 – Il 19 dicembre è stata proclamata dalle OO.SS. una giornata di sciopero. Si tratta dell’ultimo sabato prima di Natale, un giorno importante per gli acquisti legati alle festività. “Uno scarso senso di responsabilità da parte dei sindacati – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per una decisione che potrebbe arrecare disagio alle persone interessate agli acquisti e minare la sostenibilità del settore”.

“Le trattative si sono interrotte perché abbiamo trovato un muro di fronte a qualsiasi nostra proposta – continua il Presidente di Federdistribuzione – Vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma veniamo da anni difficili, con cali di fatturato e redditività vicine allo zero. Il nostro obiettivo è siglare il primo contratto della Distribuzione Moderna Organizzata che rispecchi le nostre distintività rispetto ad altre formule del commercio, che salvaguardi le condizioni economiche dei lavoratori ma ponga le basi per tornare a crescere, sviluppando investimenti e nuova occupazione”.

“In questo quadro non possiamo accettare le condizioni sindacali, che vorrebbero una mera applicazione degli incrementi economici concordati con Confcommercio: si tratterebbe infatti di aumenti superiori all’inflazione previsionale, che comporterebbero inevitabilmente ricadute negative per il settore”.

“Per questo la nostra proposta è semplice: - prosegue il Presidente di Federdistribuzione - da un lato erogazione di aumenti salariali allineati con l’inflazione prevista nel triennio 2016-2018 per tutelare i salari e dall’altro sviluppo di un welfare aziendale di sostegno al reddito e di servizi, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, dei trasporti, delle attività scolastiche, ecc”.

“Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le retribuzioni o di peggiorare le condizioni di lavoro. Infatti, contrariamente a quanto diffuso, aumenteremo i salari, manterremo la 13° e la 14° mensilità, manterremo le attuali maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, manterremo gli scatti di anzianità”.

“Ciò che noi proponiamo è concreto, realizzabile e costruttivo. Il nostro auspicio è che su questi presupposti il dialogo possa riavviarsi per arrivare in tempi brevi a un risultato positivo per lavoratori e imprese” – conclude Cobolli Gigli.