Ingresso Area Riservata
Associati

Mappa Italia
 
La rete di vendita della Distribuzione Moderna nelle regioni italiane

iniziative

FEDERDISTRIBUZIONE
2° Bilancio di Sostenibilità di Settore

2° Bilancio di Sostenibiltà

Per approfondire, visita il sito:
http://www.federdistribuzionexlasostenibilita.it


SALDI ESTIVI 2015

Merceologie interessate
e periodo di decorrenza


Videogallery
Senato della Repubblica
Palazzo Giustiniani - Sala Zuccari

Video Gallery

Vai alla Video Gallery


Convegno
“Lavoro & Jobs Act”
Proposte per rispondere
alla crisi

Convegno “Lavoro & Jobs Act”

Scarica gli atti


Incontro
"Agricoltura e
moderna distribuzione
valore e valori"

Agricoltura e moderna distribuzione: valore e valori

Scarica la ricerca

Scarica la sintesi


EXPO MILANO 2015

Expo 2015


CARTA ACQUISTI

(Social Card)

 

Social card

Trova il punto vendita più vicino
che accetta la Carta Acquisti


partners

eurocommerce
ciesnet

consumers forum


WELCOME TO FEDERDISTRIBUZIONE
Benvenuti nel Portale di FEDERDISTRIBUZIONE

Federdistribuzione è organismo di coordinamento e di rappresentanza della distribuzione moderna.


Catene Distributive



 

 

 

COMUNICATI STAMPA

 

 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: la stabilità degli indicatori è indice di Paese in stallo.
Necessari provvedimenti che imprimano un'accelerazione nella ripresa dei consumi.

 

 

Milano, 30 giugno 2015 – I dati  provvisori per il mese di giugno diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,1% sia rispetto a giugno 2014 che rispetto allo scorso mese. Si tratta delle stesse variazioni registrate nel mese precedente. L'Istat sottolinea che la stabilità della variazione rispetto al 2014 è sostanzialmente comune a tutte le categorie merceologiche.

“Gli ultimi dati forniti dall'Istat ci consegnano il quadro di un Paese che ha superato il punto più critico della crisi ma che non riesce ad avviare una decisa ripresa - dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - i consumi sono deboli (le vendite al dettaglio nei primi 4 mesi del 2015 crescono a valore solo dello 0,2%) e, nonostante le operazioni della Bce, non riescono a spingere una ripresa dei prezzi e l'occupazione non decolla, alternando mesi di incremento ad altri di flessione. Una situazione di stallo sulla quale peraltro incombono tensioni internazionali e minacce all'equilibrio dei conti dello Stato che ancora non scongiurano definitivamente interventi significativi, come l'applicazione della clausola di salvaguardia con gli aumenti dell'Iva dal 2017 in avanti”.

“Occorre sbloccare questa situazione con iniziative che contribuiscano ad aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, ridurre la pressione fiscale sulle imprese e consolidare il programma di riforme per accelerare un vero cambiamento nel Paese, capace di ridare fiducia e prospettive alle persone, portandole ad investire in modo produttivo parte delle risorse in questo momento accantonate a risparmio” conclude il Presidente di Federdistribuzione .

 


 

 

 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: nei primi 4 mesi dell'anno vendite al dettaglio a crescita zero.
Un approccio di sistema per far ripartire i consumi

 

 

Milano, 23 giugno 2015 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di aprile 2015 registrano complessivamente una variazione nulla (0,0%) nella dinamica delle vendite a valore al dettaglio nel confronto con aprile 2014. L'alimentare segna un -0,8% e il non alimentare un +0,6%. Per quanto riguarda i dati a volume Istat rileva in aprile un calo complessivo del -0,5% rispetto al 2014, con l'alimentare a -1,8% e il non alimentare a +0,5%.

 

Dall'inizio dell'anno i dati a valore segnano un +0,2%, con l'alimentare a +0,6% e il non alimentare a 0,0%.

 

“I dati Istat di aprile confermano che siamo di fronte a un trend di leggera ripresa rispetto ai dati negativi del 2013 e del 2014 ma che ci troviamo ancora su livelli insufficienti per poter prospettare in tempi brevi un recupero delle vendite perse negli anni precedenti –commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Il valore attuale delle vendite al dettaglio è infatti ancora del 5% più basso di quello del 2010 e la variazione molto modesta (+0,2%) dei primi 4 mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente dimostra che si è arrestata la caduta dei consumi ma che non si è avviata una ripresa stabile e strutturale della domanda interna”.

 

Fatto confermato dai dati in volume diffusi per la prima volta dall'Istat, che indicano per il periodo gennaio-aprile 2015 un trend pari a 0,0% rispetto ai numeri negativi del 2013 e 2014, rispettivamente pari a -3,1% e -1,1%.

 

“Occorre sostenere e stimolare le famiglie in questo loro lento e graduale percorso di recupero della fiducia e del passato tenore di vita. La Distribuzione Moderna Organizzata sta facendo la sua parte, continuando con politiche di convenienza, scelta e servizio ai consumatori, ma serve un approccio corale e di sistema, per il quale attori economici (agricoltura, industria, servizi) e istituzioni condividano l'obiettivo comune di tornare a far crescere i consumi, senza che in questo percorso siano frapposti ostacoli, come potrebbero essere gli aumenti dell'Iva previsti dall'applicazione della clausola di salvaguardia” conclude Cobolli Gigli


 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Primo segnale positivo sui prezzi. Necessari nuovi stimoli per i consumi ancora troppo deboli

 

Milano, 29 maggio 2015 – I dati  provvisori per il mese di maggio diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,2% rispetto a maggio 2014. I beni diminuiscono del -0,3% e i servizi crescono del +0,7%.

Permangono le variazioni negative nel comparto energetico, con la Benzina a -6,3%  e il Gasolio a -8,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Al netto dei beni energetici l'indice dei prezzi mostra una crescita del +0,8%

“Dopo quattro mesi consecutivi di variazioni negative dei prezzi il dato di maggio torna positivo – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Questo non deve portare ad abbassare la guardia nei confronti del rischio deflazione, ma potrebbe essere il primo segnale che l'azione della BCE comincia a produrre i suoi effetti. L'inflazione di fondo al netto dei beni energetici si attesta al +0,8%, un livello contenuto e compatibile con l'introduzione nel sistema di nuovi stimoli per accelerare il rilancio dei consumi,  elemento portante per l'uscita dalla crisi.

“I dati economici trimestrali diffusi oggi dall'Istat indicano infatti una situazione ancora ambigua per i consumi interni, con un quadro che non prospetta ancora l'avvio di una decisa ripresa e che vede le famiglie ancora molto prudenti negli acquisti, soprattutto per quanto riguarda la “spesa abituale”, come testimoniano i dati delle vendite al dettaglio Istat in calo a marzo del -0,2%”.

“Insistiamo nel ripetere quanto già altre volte formulato, cioè la necessità di aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, ridurre la pressione fiscale sulle imprese e insistere con il programma di riforme per accelerare un vero cambiamento nel Paese, capace di ridare fiducia e prospettive alle persone, portandole ad investire in modo produttivo parte delle risorse in questo momento accantonate a risparmio”. Ha concluso il Presidente di Federdistribuzione.

 


 

 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

La ripresa dei consumi non si vede. Famiglie ancora prudenti sugli acquisti.

No all'aumento dell'Iva che innescherebbe una nuova fase recessiva

 

 

Milano, 22 maggio 2015 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di marzo 2015 mostrano complessivamente un calo del -0,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, frutto di una dinamica diversa tra prodotti alimentari (+0,7%) e non alimentari (-0,8%).

 

Nei primi tre mesi dell'anno si registra una crescita complessiva delle vendite pari al +0,3%, con l'alimentare a +1,2% e il non alimentare a -0,1%.

 

“I nostri timori sulla fragilità e debolezza della ripresa delle vendite al dettaglio sono stati purtroppo confermati – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Guardando i dati del 2015 si evidenzia come il fuoco di paglia di gennaio (+1,2%) si sia già esaurito il mese successivo (0,0%), per tornare con i dati di marzo in terreno negativo (-0,2%). Segno che ancora non ci sono le condizioni economiche e di fiducia sul futuro da parte delle famiglie per un cammino di reale crescita dei consumi”.

 

“Colpisce in particolare il dato di marzo dei prodotti non alimentari (-0,8%) – continua il Presidente di Federdistribuzione - che indica quanto ancora si tendano a rimandare acquisti importanti, in attesa di un maggior consolidamento delle aspettative relative alla propria situazione economica, fattore decisivo per impiegare in attività produttive come i consumi parte delle risorse accumulate negli ultimi mesi in risparmi”.

 

“La crescita del Paese passa necessariamente dalla ripresa dei consumi. Su questo occorre focalizzare gli sforzi, ridando potere d'acquisto alle famiglie per creare quella domanda interna che sarà in grado di spingere l'occupazione dando così solidità alla crescita. E non smetteremo mai di sostenere la necessità di cancellare, per tutti gli anni previsti, gli aumenti dell'Iva definiti nella clausola di salvaguardia della Legge di Stabilità 2015, fattore che, alla luce del trend piatto dei consumi che l'Istat ci sta testimoniando in questi primi mesi dell'anno, potrebbe comportare una nuova fase di recessione” conclude Cobolli Gigli