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Si è svolto il 3 aprile a Roma, l'incontro " Agricoltura e moderna distribuzione: valore e valori ", organizzato da ADM (Associazione Distribuzione Modena) in collaborazione con Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad. Al centro dei lavori, la presentazione della ricerca di Nomisma "La filiera agroalimentare italiana. Formazione del valore e dei prezzi alimentari lungo la filiera" .

Di seguito il link per scaricare la ricerca e la relativa sintesi.

 

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COMUNICATI STAMPA

 

Saldi estivi 2014

 

Avvio dei saldi positivo: nel primo week end +5% rispetto all'anno scorso

 

Meglio la domenica rispetto al sabato: incoerente tornare indietro nella liberalizzazione degli orari

 

 

Milano, 09 luglio 2014 – Partenza positiva per il primo week end di saldi. Le vendite per le imprese associate a Federdistribuzione hanno registrato un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; in particolare la crescita è stata maggiore la domenica rispetto al sabato.

 

“Il primo dato disponibile sulle vendite dei saldi – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – è un segnale che, in un quadro di difficoltà e di costante erosione del potere d'acquisto, quando si riesce a unire convenienza e qualità dei prodotti arriva anche la risposta dei consumatori ”.

 

Da questi primi dati – prosegue Cobolli Gigli – emerge come la domenica diventi un giorno sempre più importante per gli acquisti delle famiglie, consolidandosi, a due anni e mezzo dalla liberalizzazione degli orari, come utile alternativa al sabato. Tornare indietro rispetto a quanto stabilito nel “Salva Italia” rappresenterebbe quindi non solo un provvedimento contrario al percorso di ammodernamento del Paese che sta impostando il Governo ma anche una diminuzione concreta del servizio offerto ai cittadini”.

 

“Il dato positivo dell'avvio dei saldi estivi si inserisce però in un contesto nel quale persiste una cronica debolezza dei consumi. Continuiamo a segnalare che sia indispensabile attuare politiche di rilancio della domanda interna rafforzando il potere d'acquisto delle famiglie, attraverso l'inserimento di più concorrenza nei mercati e l'eliminazione dei vincoli ancora presenti nelle politiche commerciali delle aziende distributive, come le restrizioni alle attività promozionali per i prodotti non alimentari” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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Senigallia. Convegno sul commercio. Effetti socio-economici del processo di liberalizzazione: quali prospettive?

 

 

Sbagliato pensare di intervenire sul “Salva Italia”. Con le aperture domenicali e festive più salari distribuiti, più lavoro e sostegno ai consumi.

 

 

Antitrust e Corte Costituzionale a favore della liberalizzazione. Gli enti locali non giochino “contro” qualcuno ma giochino un ruolo positivo “a favore” dell'intero commercio

 

Milano, 4 luglio 2014 – “Vogliamo esprimere il nostro atteggiamento critico su questo tentativo di intervenire su quanto stabilito con il “Salva Italia” – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione. L'attuale testo del Progetto di Legge in discussione alla X Commissione della Camera non solo prevede 12 giornate di chiusura obbligatoria (senza peraltro riconoscere le esigenze di comuni turistici e città d'arte) ma ridà un ruolo agli enti locali nella pianificazione degli orari dei negozi, riproponendo un sistema di differenziazione territoriale che crea inefficienze e costi per le imprese distributive che operano su ambito multi regionale o nazionale e disparità di trattamento tra cittadini di territori limitrofi.

 

“ La nostra posizione di sostegno alla liberalizzazione continua Cobolli Gigli - è supportata da quanto più volte ha dichiarato l'Antitrust , dotata del ruolo di “advocacy” nei confronti del Governo, del Parlamento, delle Regioni e degli enti locali; e dalle sentenze della Corte Costituzionale , che ha respinto ogni legge regionale del commercio che prevedesse limiti o restrizioni al libero esercizio dell'attività economica” .

 

L'Autorità per la concorrenza ritiene che anche la materia degli orari di apertura dei negozi sia un fattore di concorrenza tra operatori, e in quanto tale non debba essere sottoposta ad alcun vincolo. Mentre le diverse sentenze della Corte Costituzionale, tutte dello stesso tenore, costituiscono ormai una giurisprudenza che ritiene illegittimo ogni intervento regionale in violazione dei principi di liberalizzazione stabiliti a livello nazionale.

 

Sarebbe estremamente opportuno che il mondo delle Istituzioni, nazionali e locali, prestasse il giusto ascolto alle segnalazioni dell'Antitrust e alle sentenze della Corte Costituzionale nell'ambito della propria attività normativa, affinchè tutti i provvedimenti siano orientati a garantire un solido ambito di concorrenza”.

 

La liberalizzazione degli orari ha consentito di offrire un miglior servizio ai cittadini, che possono trovare un commercio più adeguato ai loro nuovi bisogni, in una fase in cui cresce fortemente l'e-commerce, una vetrina aperta 7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

 

“Bisogna ricordare che l'introduzione di maggiore concorrenza nei mercati va soprattutto a vantaggio dei cittadini - prosegue il Presidente di Federdistribuzione - che trovano in questo modo imprese più efficienti e prezzi più contenuti. Questo aspetto viene spesso trascurato, soffermandosi solo su analisi legate esclusivamente agli effetti sugli operatori economici”. Con la liberalizzazione stiamo distribuendo più salari per 400 mio € annui e creato 4.200 posti di lavoro , prevalentemente part time a tempo determinato. Non mi pare poco, in anni di forti perdite occupazionali e trovo singolare la presa di posizione dei sindacati, contrari al “Salva Italia”! Questa libertà sugli orari di apertura ha inoltre sostenuto i consumi, creando nuove occasioni d'acquisto”.

 

Non si poteva certo pensare che potessero bastare da sole a invertire il trend negativo della domanda interna che sta caratterizzando questa pesantissima crisi, ma senza queste maggiori giornate di apertura dei negozi le cose sarebbero andate ancora peggio.

 

“Ed è alla crisi,comune a tutti gli operatori, e al continuo sviluppo dell' e-commerce che vanno imputate le difficoltà del dettaglio tradizionale, non certo alla liberalizzazione”. Ad una lettura corretta dei dati, infatti, non si evidenza una grande moria di piccoli esercizi. Per ogni negozio che chiude ne apre un altro, magari a conduzione straniera, ma in grado di offrire pur sempre un valido servizio. Ne sono una prova i numeri diffusi da Movimprese, la banca dati di Unioncamere: a marzo 2014 il numero di imprese registrate era 865.820, solo 754 in meno (-0,1%) rispetto a un anno fa (marzo 2013 pari a 866.574 unità). D'altra parte è la stessa Antitrust che, nella sua segnalazione del 22 luglio 2013, pur consapevole delle difficoltà del piccolo commercio, “… ritiene che la risposta più adeguata non sia nel ripristino della situazione precedente o nella ricerca di una nuova regolamentazione ma nell'eliminazione dei vincoli che impediscono il pieno realizzarsi della liberalizzazione, lasciando ai singoli soggetti la piena libertà in merito alla scelta di usufruire di tale possibilità secondo la propria convenienza economica ”;

 

“La liberalizzazione degli orari offre una facoltà in più all'imprenditore, che fa le sue scelte combinando al meglio il servizio al consumatore e le esigenze economiche nella sua gestione d'impresa. Non ci troviamo di fronte ad aperture domenicali e festive indiscriminate ma a specifiche decisioni, piazza per piazza e punto vendita per punto vendita, sulla base di quella che viene valutata l'esigenza della clientela. Per questo riteniamo che il ruolo degli enti locali non debba essere quello di “giocare contro” qualche formula distributiva, ma debba orientarsi verso il “giocare a favore” dell'intero settore del commercio per farne un potente volano di sviluppo del territorio: valorizzando i centri storici, sviluppando servizi intorno alle polarità commerciali (parcheggi, trasporti, sicurezza, ecc), facilitando il riuso delle aree dismesse, incentivando il franchising, promuovendo tecnologia e uso di internet, sostenendo la creazione di reti o di catene di piccoli negozi” conclude Cobolli Gigli.

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Relazione Presidente Antitrust

 

Pieno accordo alle affermazioni del Presidente Pitruzzella. Dare più ascolto all'Antitrust per avere un modello di sviluppo del Paese moderno e innovativo

 

Milano, 30 giugno 2014 – Accogliamo con grande favore e condividiamo in pieno le parole del Presidente dell'Antitrust relativamente alla necessità di procedere sui processi di liberalizzazione dell'economia – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Di particolare rilievo il fatto, sottolineato dal Presidente Pitruzzella, che l'attività dell'Autorità, il cui potere di advocacy è stato rafforzato con il “Salva Italia”, sia svolta in un ambito di relazioni stabili con le Commissioni parlamentari. E' necessario che il mondo delle Istituzioni, nazionali e locali, presti il giusto ascolto alle segnalazioni dell'Antitrust nell'ambito della propria attività normativa, affinchè tutti i provvedimenti siano orientati a garantire un solido ambito di concorrenza”.

 

“Solo in questo modo si riuscirà a privilegiare un modello di sviluppo del Paese moderno e innovativo”, quello che il Presidente Pitruzzella ha definito ispirato a una concezione aperta dell'economia e della società, dove è centrale una competizione basata sui meriti, contro un modello di capitalismo fondato sulle relazioni tra grandi poteri economici e sulla protezione nei confronti dei concorrenti.

 

Un modello di sviluppo, quello basato sulla concorrenza, che favorisce l'innovazione, riduce i prezzi con vantaggio della competitività delle imprese e incrementa il benessere dei consumatori, ma che può avere un costo sociale. Fatto che non deve fermare la concorrenza, ma indurre a migliorare i meccanismi di welfare.

 

“Siamo convinti che il percorso di introduzione di maggiore concorrenza nell'economia non debba essere frenato – sottolinea il Presidente di Federdistribuzione – come invece rischia di accadere per quanto riguarda la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi introdotta con il “Salva Italia” .

 

Su questo tema la relazione complessiva dell'Autorità Garante evidenza che l'orario di apertura dei negozi costituisce una delle dimensioni rispetto alle quali può realizzarsi la concorrenza tra esercenti e che a livello locale persistono ostacoli normativi e amministrativi alla liberalizzazione disposta dal legislatore nazionale. Tale situazione ha portato a numerosi contenziosi giurisdizionali e a ripetuti interventi della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionali i provvedimenti regionali in contrasto con la normativa nazionale. La stessa Autorità si è pronunciata più volte con propri pareri contro diversi provvedimenti restrittivi in materia di orari dei negozi a livello locale. Occorre, sempre secondo l'Antitrust, che vengano rimosse tutte le restrizioni alla liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali.

 

Anche in questo caso prendiamo atto con piacere di quanto evidenziato dell'Antitrust: la libertà dell'imprenditore di poter gestire i propri punti vendita anche per quanto riguarda gli orari di apertura nei giorni domenicali e festivi deve essere garantita, nell'interesse delle imprese ma soprattutto dei consumatori, che godono ora di un servizio da parte del commercio adeguato ai loro nuovi bisogni”. Conclude Cobolli Gigli.

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Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: rilanciare i consumi per evitare lo spettro della deflazione

 

Milano, 30 giugno 2014 – – I dati  provvisori per il mese di giugno 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione (beni + servizi), pari al +0,3% rispetto a giugno 2013, in riduzione dopo il +0,5% registrato maggio nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente.

 

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona a giugno 2014 appaiono per la prima volta in deflazione (-0,5% su giugno 2013), trainati in questa direzione dai beni alimentari, che calano del -0,6%.

 

“La dinamica dei prezzi è preoccupante perché testimonia come ancora non vi sia da parte delle famiglie alcun segnale di ripresa dei consumi che possa stimolare la ripresa – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Le vendite al dettaglio nei primi 4 mesi del 2014 sono ancora in calo (-0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), dopo 6 anni di diminuzioni costanti (solo un +0,1% nel 2010). In questo scenario appare inevitabile un'inflazione vicina allo zero, come conseguenza della preoccupazione degli operatori ad agire sulla leva del prezzo, anche a costo di accettare una riduzione dei propri indicatori di redditività, ormai a livelli allarmanti. Non è un caso, infatti, che per la prima volta l'inflazione della totalità dei beni venduti mostri un segno meno (-0,3% rispetto a un anno fa)”.

 

“Occorre evitare che il pericolo della deflazione agisca in termini ulteriormente depressivi sull'economia, attuando una decisa politica di rilancio dei consumi come leva strategica e prioritaria per la ripresa del Paese. E' da lì che tutto deve cominciare! L'intervento degli 80 euro in busta paga è stato un passo importante e positivo, ma ora è necessario continuare attraverso una seria riforma fiscale, un programma di liberalizzazioni dei settori ancora protetti e un percorso di semplificazioni burocratiche e amministrative” conclude Cobolli Gigli.

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Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: riforme e più concorrenza per tradurre in consumi il ritrovato clima di fiducia

 

Milano, 25 giugno 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di aprile 2014 mostrano un rialzo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un +2,6%, con l'alimentare a +6,7% e il non alimentare a +0,2%.

 

La dinamica delle vendite alimentari è stata tuttavia influenzata dalla differente calendarizzazione della Pasqua (il 31 marzo nel 2013 e il 20 aprile nel 2014), che ha provocato l'innalzamento delle vendite di questo mese.

 

Il dato più significativo per analizzare il trend dei consumi è quello delle vendite consolidate dall'inizio dell'anno: per il periodo gen-apr 2014 rispetto a gen-apr 2013 si evidenzia un -0,8% per il totale, con l'alimentare a -0,5% e il non alimentare a -0,8%.

 

“Esaminando i dati da inizio anno risulta evidente che anche per il 2014 siamo di fronte a un calo delle vendite, un trend che pesa sull'economia italiana con preoccupante continuità – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Questo nonostante cresca negli ultimi mesi il clima di fiducia delle famiglie: segno che per tradurre in consumi il ritrovato sentore positivo sul futuro occorre tempo ma, soprattutto, occorrono fatti concreti che consolidino le aspettative e ridiano potere d'acquisto”.

 

“In questo senso gli 80 euro in busta paga per un ampio numero di lavoratori dipendenti sono stati un segnale importante che ci auguriamo producano effetti nel medio periodo – continua Cobolli Gigli - ma, per “capitalizzare” il credito che in questo momento gli viene riconosciuto dai cittadini e trasformarlo in consumi che possano stimolare la ripresa, è necessario che il Governo proceda nel programma di riforme. In particolare introducendo semplificazioni negli adempimenti per cittadini e imprese e (coerentemente con il progetto di Italia moderna ed efficiente che il Presidente Renzi propone e vuole perseguire) proseguendo nel programma di liberalizzazioni dei mercati, introducendo più concorrenza laddove esistono ancora barriere corporative e non arretrando nei settori in cui si sono già fatti passi importanti in questo senso” , conclude il Presidente di Federdistribuzione


 

 

Con la liberalizzazione degli orari più servizio, occupazione e sostegno ai consumi.

 

Tornare indietro è contrario al progetto Renzi e alle sollecitazioni di Europa e Antitrust

 

Milano, 17 giugno 2014. “Con la liberalizzazione degli orari siamo riusciti a dare un miglior servizio ai cittadini , che vogliono un commercio moderno e in grado di rispondere alle loro nuove esigenze – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Ogni passo indietro rispetto al “Salva Italia” sarebbe incomprensibile per le famiglie che si sono abituate ad avere anche la domenica e i giorni festivi per fare gli acquisti e incoerente con il Paese che il Presidente del Consiglio Renzi vuole costruire, più competitivo, moderno, semplificato nelle leggi e nella burocrazia e vicino ai cittadini. Per non parlare dei continui stimoli a introdurre più concorrenza nei mercati che provengono costantemente dall'Europa e dall'Antitrust, che verrebbero del tutto disattesi con l'introduzione di una nuova regolamentazione degli orari”.

Continua Cobolli Gigli: “La liberalizzazione degli orari ha consentito di distribuire più salari (stimiamo 400 milioni nella sola Distribuzione Moderna Organizzata –DMO); di creare nuova occupazione (4.200 nuovi posti di lavoro nella DMO) e di sostenere quella esistente, minacciata dagli effetti sulle imprese della caduta degli acquisti; di sostenere i consumi , che sarebbero diminuiti in misura ancora maggiore senza le nuove giornate di apertura. Se il quadro delle aperture domenicali e festive dovesse mutare con l'introduzione di alcune giornate di chiusura obbligatoria ci sarebbero inevitabili effetti sui livelli occupazionali ”.

“Il settore del commercio al dettaglio, nel suo complesso, ha dimostrato di saper “tenere” anche in questo periodo di crisi: secondo i dati di Movimprese il numero di imprese registrate a marzo 2014 è pari a 865.820, in calo solo di 754 unità, pari allo 0,1%, rispetto al marzo 2013. Ciò non significa che l'intero settore non stia attraversando un periodo complicato: la riduzione dei consumi ha avuto un impatto forte sui fatturati delle imprese, grandi o piccole che siano. Un gran numero di imprese hanno chiuso e altrettante hanno aperto, anche con operatori stranieri . Il dettaglio più tradizionale e meno innovativo sta soffrendo, ma lo spostamento degli acquisti verso la DMO è iniziato da decenni e la crisi spinge le famiglie verso i punti vendita nei quali può trovare maggiore convenienza. E' la crisi quindi che sta avendo effetti sulle dinamiche del settore, non certo la liberalizzazione degli orari!” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: rilanciare i consumi per scongiurare la deflazione

 

Milano, 30 maggio 2014 – I dati  provvisori per il mese di maggio 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso di inflazione pari al +0,5% rispetto a maggio 2013, in riduzione dopo il +0,6% registrato ad aprile nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente.

 

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona a maggio 2014 mostrano un +0,1% su maggio 2013, frenando nel confronto con il +0,5% del mese precedente (aprile 2014 rispetto ad aprile 2013).

 

“La dinamica dei prezzi è lo specchio della strutturale debolezza della domanda interna – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – come mostrano i recenti dati delle vendite al dettaglio dell'Istat (-1,8% a valore nel periodo gennaio-marzo 2014 rispetto ai primi tre mesi del 2013) le famiglie continuano a spendere meno e, soprattutto, a diminuire le quantità acquistate, anche a causa delle incertezze legate alla tassazione sugli immobili”.

 

“In questo scenario – Prosegue Cobolli Gigli - preoccupa in particolare il dato relativo ai prodotti alimentari e bevande analcoliche, che mostra per la prima volta un segnale di deflazione: -0,2%, un pericolo che dobbiamo scongiurare, confermando il rilancio dei consumi come una priorità assoluta per la ripresa economica del Paese”.

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Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: chiarezza sulle tasse per le famiglie per rilanciare i consumi

 

Milano, 23 maggio 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di marzo 2014 mostrano un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un -3,5%, con l'alimentare a -6,8% e il non alimentare a -1,5%.

 

La dinamica particolarmente negativa delle vendite alimentari è stata tuttavia influenzata dalla differente calendarizzazione della Pasqua (il 31 marzo nel 2013 e il 20 aprile nel 2014), che ha penalizzato le vendite del 2014 rispetto a quelle dell'anno precedente.

 

Per il mese di marzo 2014 il dato più significativo per evidenziare il trend dei consumi è quello delle vendite dei prodotti non alimentari, che registra un -1,5% che peggiora la dinamica dei primi due mesi dell'anno, che era attestata al -1,2%. Da segnalare che tutti i comparti del non alimentare mostrano dall'inizio dell'anno un segno meno, con picchi significativi per mobili e arredamento (-2,3%), informatica, telecomunicazioni e telefonia (-2,7%), cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,8%).

 

“Anche questo dato testimonia come siamo ancora lontani da una ripresa dei consumi e dall'uscita dalla crisi – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Le famiglie continuano a essere molto prudenti negli acquisti, anche a causa dell'incertezza che permane sui prossimi adempimenti fiscali, come quello sugli immobili.

Affinchè le ultime misure varate dal Governo, come gli 80 euro in busta paga, possano avere effetti concreti sui consumi occorre fare chiarezza e dare ai cittadini una positiva prospettiva di medio periodo.

La Distribuzione Moderna Organizzata continua nella sua politica di tutela del potere d'acquisto delle famiglie – conclude Cobolli Gigli - ma per rilanciare la domanda interna è indispensabile creare un nuovo clima di fiducia nel futuro, attraverso la realizzazione di un programma di riforme in grado di cambiare e modernizzare il Paese”

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Accordo quadro tra Italia Lavoro e Federdistribuzione

 

 

Milano, 16 maggio 2014 – E' stato sottoscritto oggi un accordo quadro tra Italia Lavoro e Federdistribuzione. L'accordo è finalizzato a dare la massima efficacia possibile alle iniziative di politiche attive sul lavoro promosse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso il coinvolgimento anche di Federdistribuzione.

 

La collaborazione tra Italia Lavoro e Federdistribuzione si sviluppa principalmente nel promuovere, in accordo con lo spirito e gli obiettivi dell'Unione Europea e della riforma nazionale del mercato del lavoro, forme di cooperazione tra soggetti pubblici e privati.

 

Ciò avviene attraverso modalità di reciproco scambio di informazioni; azioni di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro; servizi integrativi e innovativi di facilitazione della conciliazione lavoro-famiglia; promozione di programmi di politiche attive per target specifici (giovani, lavoratori svantaggiati, immigrati, ecc); agevolazione all'utilizzo dei contratti di apprendistato, dei tirocini formativi e alla realizzazione di work experiences; azioni di orientamento/placement scolastico e universitario.

 

“L'accordo con Italia Lavoro è un fatto rilevante – sottolinea Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Le nostre imprese associate, nonostante la crisi, continuano ad effettuare investimenti e quindi a sviluppare nuova occupazione. La collaborazione con Italia Lavoro consente di rendere più efficace questo percorso. Rappresenta così al contempo un'opportunità per chi deve cercare un nuovo impiego e un fattore di migliore organizzazione e di riduzione di costi per le imprese distributive”

 

“L'accordo con Federdistribuzione – dichiara Paolo Reboani, Presidente e Amministratore Delegato di Italia Lavoro - si instaura nella tradizione do cooperazione con le associazioni di categoria che Italia Lavoro ha sviluppato in questi ultimi mesi nella convinzione che l'intesa tra pubblico e privato sia lo strumento principale per offrire maggiori opportunità di lavoro e facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro”.

 

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Dati Istat sui prezzi al consumo


Federdistribuzione: questo tasso di inflazione favorirà la crescita dei consumi

 

 

 

Milano, 30 aprile 2014 – I dati  provvisori per il mese di aprile 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso di inflazione pari al +0,6% rispetto ad aprile 2013, in leggero rialzo rispetto al +04% di marzo.

 

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona ad aprile 2014 mostrano un +0,4% su base annua, in rallentamento rispetto al +0,7% di marzo e al +1,0% di febbraio.

 

“Nonostante la leggera ripresa in aprile dopo sette mesi di caduta, la dinamica dei prezzi rimane ancora sotto controllo – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Il tasso di inflazione al di sotto dell'1% favorirà l'impulso ai consumi che proverrà dai recenti provvedimenti del Governo di sostegno ai redditi più bassi, un sostegno che auspichiamo possa essere esteso anche ad altri soggetti non compresi nell'attuale perimetro dell'intervento”.

 

“Importante anche il fatto che l'indice relativo ai beni alimentari, per la cura della casa e della persona sia ancora molto basso (+0,4%) e in riduzione. Su questi prodotti si concentra infatti la spesa quotidiana delle famiglie e questa contenuta evoluzione dei prezzi è anche l'effetto delle politiche orientate alla convenienza messe in atto dalla Distribuzione Moderna Organizzata a tutela del potere d'acquisto delle famiglie” conclude il Presidente di Federdistribuzione

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Dati Istat sul commercio al dettaglio


Federdistribuzione: per rilanciare i consumi estendere ad altre fasce di lavoratori il sostegno al reddito

 

 

Milano, 29 aprile 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di febbraio 2014 mostrano ancora un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il dato totale delle vendite al dettaglio indica un -1,0%, con l'alimentare a -1,0% e il non alimentare a -1,2%.

Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta al -0,9% con l'alimentare a -0,7% e il non alimentare a -1,2%.

 

“I dati dell'Istat testimoniano come anche nei primi mesi del 2014 la dinamica dei consumi sia stata negativa – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Il mese di febbraio si presenta infatti con il segno meno per tutte le tipologie di prodotto e, ad eccezione dei Discount, per tutte le formule distributive”.

 

L'intervento del Governo sui redditi meno elevati riveste quindi un ruolo rilevante per il rilancio della domanda interna . Il sostegno dei consumi è infatti condizione imprescindibile per la ripresa del Paese - continua il Presidente di Federdistribuzione – Il nostro auspicio è che l'Esecutivo faccia ogni sforzo per recuperare le risorse per varare misure anche per le fasce di reddito e per i lavoratori non compresi nel perimetro individuato nel primo provvedimento, riuscendo in questo modo a gettare le basi per una reale ripresa dei consumi, che possa anche trarre beneficio dal rinnovato clima di fiducia che i consumatori stanno manifestando da un paio di mesi”.

 

Questi interventi dovranno inserirsi e trovare impulso dall'attuale regime di liberalizzazioni avviato negli ultimi anni che dovrà essere assolutamente preservato. conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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Giovanni Cobolli Gigli confermato Presidente di Federdistribuzione

 

Milano, 16 aprile 2014 – L'Assemblea di Federdistribuzione, l'associazione espressione della Distribuzione Moderna in Italia, svoltasi il 15 aprile 2014, ha confermato all'unanimità Giovanni Cobolli Gigli come Presidente della Federazione.

 

“Esprimo il mio ringraziamento per il rinnovo della fiducia – ha dichiarato Cobolli Gigli – Operiamo in un periodo complicato per il Paese, che dopo aver attraversato una pesante crisi sta faticosamente cercando di tornare a crescere. Sono convinto che la Distribuzione Moderna Organizzata, se messa nelle condizioni di poter agire in libertà, possa fornire un contributo fondamentale nel cammino di ripresa, attraverso la sua costante azione a tutela del potere d'acquisto delle famiglie, i suoi investimenti e la sua capacità di offrire occupazione” .

 

“Il mio impegno – ha continuato il Presidente di Federdistribuzione - sarà orientato a contribuire alla creazione di condizioni che possano favorire questo ruolo positivo della DMO, promuovendo un generale ed ampio processo di liberalizzazione dei mercati, un contesto di legalità, un approccio etico e “sostenibile” al mercato, un'azione sempre ispirata al soddisfacimento dei bisogni dei consumatori”.

 

Nella stessa Assemblea è stato confermato il Vicepresidente Giuseppe Brambilla di Civesio (Carrefour Italia) e sono stati nominati i componenti del Comitato Esecutivo e del Consiglio Direttivo:

 

Comitato Esecutivo:

 

Giuseppe

Brambilla di Civesio

Carrefour Italia

Adriano

De Zordi

Bennet

Riccardo

Francioni

Selex Gruppo Commerciale

Claudio

Giannetti

Despar Italia

Claudio

Gradara

Gruppo Pam

Giampiero

Lanzarotti

Finiper

Luca

Lattuada

Esselunga

Philippe

Le Grignou

Auchan Italia - SMA

Lars

Petersson

Ikea Italia

Danilo

Preto

Sisa

Giorgio

Santambrogio

Interdis

Nicola

Scattolin

Gruppo Coin

Wilson

Trezzi

Gruppo SIB - Leroy Merlin

 

Consiglio Direttivo:

 

Alberto

Baldan

La Rinascente

Giuseppe

Brambilla Di Civesio

Carrefour Italia

Mauro

Carbonetti

Magazzini Gabrielli

Sergio

Cassingena

Sisa

Adriano

De Zordi

Bennet

Massimo

Dell'Acqua

Percassi

Enrico

Drago

Zara Italia

Roberto

Fagnani

Rewe Italia Penny Market

Jeff

Fardell

Conbipel

Claudio

Giannetti

Despar Italia

Claudio

Gradara

Gruppo Pam

Gianpiero

Lanzarotti

Finiper

Luca

Lattuada

Esselunga

Fulvio

Matteoni

Gruppo Oxylane - Decathlon Italia

Philippe

Palazzi

Metro Italia

Lars

Petersson

Ikea Italia

Giovanni

Pomarico

Selex Gruppo Commerciale

Giorgio

Santambrogio

Interdis

Nicola

Scattolin

Gruppo Coin

Antonello

Sinigaglia

Auchan Italia - SMA

Slobodan

Skolnik

Conforama Italia

Wilson

Trezzi

Gruppo SIB - Leroy Marlin

Giorgio

Zanni

Maxima

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Federdistribuzione accanto a Scelta Civica a sostegno della liberalizzazione degli orari dei negozi

 

Milano, 03 aprile 2014. Federdistribuzione condivide pienamente la posizione espressa oggi dal gruppo di Scelta Civica della Camera relativamente alla necessità di avere una completa liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. 

Dopo più di due anni dall'emanazione della legge "Salva Italia" le aperture domenicali e festive sono entrate nelle abitudini di acquisto dei consumatori e hanno indotto le imprese della distribuzione moderna a organizzarsi per fornire un servizio efficace ai propri clienti, distribuendo più salari (400 milioni di euro su base annua) ed effettuando 4.200 nuove assunzioni (prevalentemente contratti parte time a tempo determinato).

"Tornare indietro sarebbe un errore gravissimo - afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione -   e avrebbe impatti sui livelli occupazionali e ridurrebbe il servizio ai cittadini. Federdistribuzione si adopererà in ogni sede per far sì che questi principi di liberalizzazione non siano in alcun modo ridimensionati da provvedimenti restrittivi che introducano nuovi limiti all'attività imprenditoriale, che deve potersi espletare senza vincoli che ne riducano la capacità di rappresentare un volano di sviluppo per il Paese”.

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Federdistribuzione: soddisfazione per il voto del Parlamento europeo sul limite alle commissioni interbancarie

 

Milano, 03 aprile 2014. Federdistribuzione esprime soddisfazione in merito all'approvazione da parte del Parlamento Europeo del rapporto relativo alle commissioni interbancarie. Il voto di oggi, espresso in seduta plenaria, conferma i limiti approvati dalla Commissione referente del Parlamento Europeo (ECON) il 20 febbraio scorso per le commissioni sulle transazioni con carte di credito (tetto massimo dello 0,3% del valore della transazione) e carte di debito (0,2% fino a un massimo di 7 centesimi). Nelle prossime settimane il testo passerà all'esame del Consiglio UE.

“Siamo soddisfatti del voto di oggi – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – è necessario porre limiti precisi alle commissioni interbancarie dato che questo rappresenta uno stimolo allo sviluppo dei pagamenti elettronici, un elemento fondamentale nell'ambito della lotta all'evasione fiscale, e un'opportunità per i consumatori. Auspichiamo che il testo non venga modificato dal Consiglio UE e che abbia una rapida approvazione ”.


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Dati Istat sui prezzi al consumo


Federdistribuzione: per evitare il rischio di deflazione ridare slancio ai consumi

 

 

Milano, 31 marzo 2014. – I dati  provvisori per il mese di marzo 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso di inflazione pari al +0,4% rispetto a marzo 2013. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persone a marzo mostrano un +0,7% su base annua, in rallentamento rispetto a febbraio (1,0%).

La riduzione del tasso di inflazione, nel confronto con marzo 2013, è principalmente legata al calo dei carburanti (-3,8%) e degli Alimentari non lavorati (-0,6%). Al netto dei soli beni energetici l'inflazione a marzo è pari al +0,8%.

“Siamo i fronte ad un ulteriore calo dell'inflazione determinato prevalentemente dalla riduzione dei prezzi dei beni energetici – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per contrastare il rischio di deflazione che questo comporta, bisogna ridare rapidamente slancio ai consumi per riattivare il motore produttivo del Paese e determinare, così, le condizioni per creare nuova occupazione.

Ridare potere d'acquisto alle famiglie è un intervento ineludibile verso il quale bisogna indirizzare la quantità maggiore di risorse possibile, derivanti sia dai tagli alla spesa pubblica improduttiva sia dalle entrate provenienti dalle diverse misure previste dal governo. Pensando anche a sostenere le persone più in difficoltà e che non rientrano nei criteri stabiliti per il taglio del cuneo fiscale ”. Ha concluso il Presidente di Federdistribuzione .

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Dati Istat sul commercio al dettaglio


Vendite ancora in calo: necessaria una scossa per tornare a far crescere i consumi

Attuare il taglio del cuneo fiscale, intervenire sulle fasce a reddito zero ed evitare passi indietro nelle liberalizzazioni.

 

Milano, 26 marzo 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di gennaio 2014 mostrano ancora un calo rispetto a gennaio 2013: il dato totale delle vendite al dettaglio indica un -0,9%, con l'alimentare a -0,1% e il non alimentare a -1,3%.

Per quanto riguarda le formule distributive, spicca la crescita dei discount che fanno segnare un +3,1%.

“Dopo il 2013 che è stato l'anno peggiore della crisi per quanto riguarda il calo delle vendite al dettaglio (-2,1%), anche il 2014 parte con il segno meno, sia per i prodotti alimentari che per quelli non alimentari – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Peraltro, dati in nostro possesso relativi al mese di febbraio e alle prime due settimane di marzo, indicano un ulteriore peggioramento del trend rispetto a gennaio, dando all'avvio di quest'anno un sapore di preoccupante continuità con il 2013” .

 

“Siamo quindi ancora molto lontani da una ripresa dei consumi: la situazione resta estremamente critica e sono sempre più necessari interventi di rilancio della domanda interna – prosegue Cobolli Gigli – Da sempre sosteniamo l'importanza di ridare potere d'acquisto agli Italiani. E' necessario che il provvedimento deciso dal Governo di sostegno dei redditi più bassi sia attuato nei tempi previsti, pensando anche a come agire nei confronti della popolazione in grave difficoltà e che non rientra nel perimetro già individuato dei 1.000 euro a 10 milioni di persone”.

 

Per tornare a far crescere i consumi occorre dare al sistema una scossa , che sia concretamente economica (più soldi alle famiglie) ma anche psicologica, in grado di aumentare la fiducia nel futuro. Per questo occorre evitare che l'impulso derivante dal taglio del cuneo fiscale sia frenato da rigurgiti normativi che, ripristinando condizioni precedenti al “Salva Italia”, potrebbero annullare gli effetti positivi per i consumatori introdotti dalle liberalizzazioni avviate negli ultimi anni, ad esempio in materia di aperture domenicali e festive dei negozi conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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Dati Istat sui prezzi al consumo


Inflazione nella GDO allo 0,6% grazie a promozioni e marca del distributore

 

Milano, 13 marzo 2014. – L'Istat ha confermato le stime provvisorie sull'inflazione per il mese di febbraio con un tasso che si attesta allo 0,5% rispetto a febbraio 2013, il dato più basso dal 2009.

Per quanto riguarda i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e delle persona l'Istat certifica una crescita dell'1% rispetto a febbraio 2013, in calo rispetto al +1,3% di gennaio.

Una dinamica più elevata rispetto a quella rilevata nella Grande Distribuzione Organizzata da istituti di ricerca, che per gli stessi prodotti forniscono, come media del periodo novembre 2013 – gennaio 2014, una crescita dei prezzi pari allo 0,6%, un dato in linea con quello del tasso di inflazione generale che nello stesso periodo era attestato sul +0,7%.

“La GDO continua a tutelare il potere d'acquisto dei cittadini italiani attraverso politiche commerciali mirate – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – le promozioni rappresentano ormai nel 2013 il 28,6% degli acquisti delle famiglie e garantiscono risparmi per 6 miliardi ; altri 2,5 miliardi vengono risparmiati comprando la Marca del Distributore, il prodotto che a parità di qualità assicura un risparmio fino al 30% rispetto alle grandi marche; infine costanti occasioni di convenienza possono essere trovate nelle insegne che operano con la logica dell' ‘Every day low price' .

“Un tasso d'inflazione generale al +0,5% è un'ulteriore testimonianza della debolezza della domanda interna. Vediamo però con favore le decisioni prese ieri dal Governo Renzi perché sono coerenti con l'obiettivo, da noi sempre affermato, di avviare la ripresa del Paese attraverso il rilancio dei consumi” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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Bene le scelte del Governo. Più soldi ai cittadini per stimolare consumi, produzione e lavoro

 

Milano, 12 marzo 2014. – “Accogliamo con grande favore le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri in data odierna che stanziano l'importo di 10 miliardi a favore dei cittadini con redditi più bassi” – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione .

“L'importo stanziato è sicuramente consistente e potrebbe portare un effetto positivo e importante sui consumi dei beni alimentari e non alimentari – continua il Presidente di Federdistribuzione - Considerando che la riduzione fiscale e quindi la maggiore disponibilità favorisce i cittadini che si trovano nelle condizioni di maggiore ristrettezze e che normalmente si trovano a ridurre drasticamente i propri acquisti già dalla terza settimana è ragionevole pensare che buona parte di questo importo si riversi su consumi di natura primaria, con immediati benefici per tutta la filiera secondo il circolo virtuoso + consumi + produzione + lavoro”.

“Il complesso dei provvedimenti decisi oggi dal Governo in ambito politico, economico su cittadini e imprese (Irap), sociale su lavoro, scuola, casa e territorio unitamente agli impegni sulla Pubblica Amministrazione rappresentano una fondamentale iniezione di ottimismo e fiducia per le imprese e per tutti i cittadini italiani. Anche la ferma volontà espressa di procedere con i decreti attuativi mancanti e quelli necessari per rendere operative le leggi è un importante segnale di cambiamento.

Auspichiamo che in questo percorso avviato dal Governo si mantenga alta la priorità su liberalizzazioni e stimolo alla concorrenza che hanno caratterizzato l'ultimo periodo” conclude Giovanni Cobolli Gigli.


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Dati Istat sui prezzi al consumo


Quadro del Paese preoccupante: più potere d'acquisto ai cittadini e meno tasse sulle imprese per ripartire

 

Milano, 28 febbraio 2014. – I dati  provvisori per il mese di febbraio 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso di inflazione pari al +0,5% rispetto a febbraio 2013, in calo rispetto ai tre mesi precedenti che si erano attestati al +0,7%. La riduzione del tasso di inflazione è principalmente legata al calo dei prezzi di frutta e verdura (rispettivamente -3,7% e -3,9% sul febbraio 2013), dei carburanti (benzina -3,6% e gasolio -3,4%) e di alcuni beni durevoli (telefonini -17,4%, computer -10,5%). In rallentamento anche la dinamica dei prezzi per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona: dal +1,3% di gennaio al +0,9% di febbraio.

“L'Istat ha fornito un quadro impietoso del Paese: il 2013 è stato l'anno peggiore dall'inizio della crisi per le vendite al dettaglio (-2,1%), l'inflazione è calata a febbraio al +0,5% - un tasso che evoca spettri di deflazione – e la disoccupazione a gennaio è arrivata al 12,9%, il dato più alto dal 1977 – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – La crisi non è ancora alle spalle, le famiglie continuano a soffrire e permangono le incertezze sul futuro. Diventa prioritario intervenire per dare solidità e continuità ai pochi segnali positivi che emergono, come la debole crescita congiunturale del PIL nell'ultimo trimestre del 2013 (+0,1%)”.

“Sproniamo il Governo a varare in tempi rapidi provvedimenti che ridiano potere d'acquisto ai cittadini, in particolare ai meno abbienti, e riducano il peso fiscale per le imprese – continua Cobolli Gigli – Occorre ridare slancio ai consumi, vero motore della crescita, facendo sì che la ripresa della domanda interna si affianchi a un'esportazione che continua a “tirare”, favorendo in questo modo lo sviluppo della produzione industriale e quindi dell'occupazione” .

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Dati Istat sul commercio al dettaglio


Federdistribuzione: vendite ancora negative.

Ripartire dal rilancio dei consumi: “più consumi – più produzione – più lavoro”

 

Milano, 25 febbraio 2014. I dati pubblicati oggi dall'Istat mostrano ancora un calo nelle vendite al dettaglio per il mese di dicembre 2013. Rispetto allo stesso mese del 2012 il calo è pari al -2,6%, con l'alimentare a -2,3% e il non alimentare a -2,7%. Segno meno per tutte le formule distributive ad eccezione dei discount, che segnano un +0,7%.  Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta al  -2,1%, con l'alimentare a -1,1% e il non alimentare a -2,7%.

“I dati dell'Istat di oggi confermano le preoccupazioni da noi già espresse in precedenti occasioni – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - In primo luogo perché si riferiscono al mese di dicembre, fondamentale per le vendite del commercio. Il forte calo testimonia come neanche il Natale sia stato in grado di modificare il comportamento di freno ai consumi , divenuto ormai consolidato per gli effetti della pesante situazione di crisi economica”.

“In seconda battuta perché l'intero 2013, con il suo calo del -2,1%, si presenta come l'anno peggiore dall'inizio della crisi e come il sesto anno di vendite in riduzione (con la sola eccezione del 2010 che ha fatto segnare un modesto +0,1%) – continua Cobolli Gigli - La crisi è ancora una drammatica realtà: le famiglie hanno meno risorse per i consumi e il clima di incertezza sul futuro rallenta ulteriormente gli acquisti”.

Al nuovo Governo chiediamo di ripartire proprio da qui, dal rilancio della domanda interna , ridando alle famiglie il potere d'acquisto che è stato eroso dagli anni di crisi. Auspichiamo un rapido, effettivo e significativo intervento di riduzione del cuneo fiscale concentrato sulle fasce di reddito più basse, accompagnato da una riduzione del peso delle tasse sulle imprese per innescare il circolo virtuoso ‘più consumi – più produzione – più lavoro' ha concluso il Presidente di Federdistribuzione.

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Governo Renzi: necessario un programma di forte discontinuità.

Riforme strutturali (liberalizzazioni, concorrenza e riforma del Titolo V), un serio programma di “spending review”, lotta all'evasione e rilancio dei consumi

 

Milano, 22 febbraio 2014 – L'Italia sta attraversando dal 2008 una profonda crisi della quale si fatica a vedere l'uscita – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - Il rischio, concreto, è che, terminata la fase di discesa, non si riesca ad avviare una ripresa robusta , condannando il Paese a una fase di nuova stagnazione come quella che ha caratterizzato gli anni duemila, con la conseguenza di perdere ulteriormente capacità di agire in campo internazionale e opportunità di sviluppo” .

“L'obiettivo prioritario del nuovo Governo – continua Cobolli Gigli - dovrebbe essere quindi quello di aggredire con determinazione tutti i ritardi, le incrostazioni e le inefficienze che caratterizzano il nostro sistema economico , politico e sociale per ridare produttività e competitività al Paese, attraverso un piano di riforme coraggiose e innovative. Un vero progetto di rottura e discontinuità con il passato, capace di ridare all''Italia un ruolo da protagonista” .

In primo luogo occorre ridare potere d'acquisto alle famiglie , eroso dagli anni di crisi, e diminuire il peso delle tasse sulle imprese, un macigno che riduce produttività e competitività. Innescare cioè il circolo virtuoso “più consumi – più produzione – più lavoro” . Un primo intervento dovrebbe riguardare la riduzione del cuneo fiscale, che agisca sui lavoratori a più basso reddito e sulle aziende. Ma bisognerebbe anche sostenere i cittadini più in difficoltà non coinvolti dalla riduzione del cuneo fiscale attraverso una estensione della “social card” (3 milioni di persone considerate in condizioni di “deprivazione nutrizionale grave”) e, dal lato imprese, intervenire per allentare la stretta creditizia e proseguire nei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione, finora limitati a circa 22 miliardi sugli oltre 100 complessivi.

Indispensabile inoltre avviare una stagione di riforme strutturali , con un programma che vada oltre quelle, seppur fondamentali, relative alla politica (riforma elettorale, costi della politica, ecc).

•  Confermare le liberalizzazioni già in atto, promuoverne altre e introdurre maggiore concorrenza in settori ancora troppo protetti. La libertà imprenditoriale – che non significa anarchia e totale assenza di regole – deve essere un valore sul quale costruire una società e un modello economico più efficienti, in grado di produrre vantaggi anche per i cittadini. Fondamentale non fare passi indietro su quanto già realizzato , come invece rischia di avvenire nel mondo del commercio a proposito di orari di apertura dei punti vendita e opportunità di aperture di nuove strutture commerciali;

•  favorire semplificazioni burocratiche e amministrative . La giungla di norme nazionali e locali uccide e rende molto costosa l'operatività aziendale, scoraggiando nuovi investimenti delle imprese, sia nazionali che estere;

•  riformare il Titolo V della Costituzione , rafforzando le competenze dello Stato centrale rispetto a quelle degli enti locali. Ovviare all''eccessivo potere conferito alle Regioni che ha determinato una frammentazione e disomogeneità normativa e interpretativa e ha reso complesso e costoso agire sull'intero territorio nazionale;

•  riformare il mercato del lavoro , promuovendo una maggiore flessibilità in entrata, per consentire alle imprese di cominciare ad assumere ai primi segnali di ripresa, e in uscita. Contestualmente rivedere gli ammortizzatori sociali, per sostenere il lavoratore che abbia momentaneamente perso il posto di lavoro favorendone la riqualificazione per un nuovo inserimento nel sistema produttivo. Migliorare il collegamento scuola – lavoro;

•  intervenire con una riforma della giustizia che assicuri certezza del diritto e tempi certi nei processi. Il clima di incertezza rappresenta un vero costo per le aziende,pregiudicando nuove iniziative imprenditoriali e quindi frenando le opportunità di sviluppo;

•  modernizzare la Pubblica Amministrazione , applicando il programma dell' Agenda Digitale e cercando efficienza sia in ambito centrale che in ambito locale.

“Un programma ambizioso di interventi in favore della crescita che deve essere sostenuto da un altrettanto ambizioso programma di recupero di risorse – continua il Presidente di Federdistribuzione - che può essere articolato su progetti in grado di produrre risultati a breve e altri più orientati sul medio periodo. In primo luogo occorre dare attuazione al nuovo programma di “spending review”, in grado di portare vantaggi già dal primo anno di sua applicazione; in seconda battuta risorse a breve potrebbero arrivare anche dalla revisione degli incentivi alle imprese , eliminando quelle inutili o “a pioggia”; sempre in una logica di tempi brevi, occorre potenziare il dossier della vendita di aziende e beni posseduti dallo Stato , sia a livello centrale che attraverso le Amministrazioni Locali. Infine c'è il capitolo, di respiro più medio-lungo, relativo alla lotta all'evasione , da condurre attraverso operazioni di trasparenza nei confronti dei capitali illegalmente portati all'estero, l'estensione degli studi di settore, una migliore tracciabilità del contante, l'espansione della moneta elettronica, l'introduzione del cosiddetto “contrasto di interessi”, la lotta alla contraffazione e all'abusivismo”.

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Dati Istat sui prezzi al consumo


Nella GDO inflazione allo 0,7%.

Con le promozioni risparmi di 6 miliardi annui per i consumatori


Milano, 21 febbraio 2014 – I dati per il mese di gennaio 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un'inflazione stabile al +0,7% rispetto al gennaio 2013, un dato allineato con quelli dei due mesi precedenti. La variazione dei prezzi é fortemente influenzata dalla dinamica dei beni energetici (-2,2%) e dalla voce comunicazione (-10,1%). Al netto dei beni energetici l'inflazione risulta pari all'1,0%.

L'Istat ha diffuso oggi, per la prima volta, informazioni relative all'inflazione per l'insieme dei prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, misurata sull'intero commercio al dettaglio in sede fissa . Questo indice segnala un incremento dell'1,3% su gennaio 2013, dato in riduzione rispetto al mese di dicembre 2013 (1,7% su dicembre 2012).

Per quanto riguarda la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) gli istituti di rilevazione dei prezzi misurano una variazione pari allo 0,7% , in linea con l'inflazione generale e inferiore a quella indicata escludendo i beni energetici (1,0%).

“Siamo da sempre impegnati nella tutela del potere d'acquisto dei nostri clienti – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – e i 60 milioni di consumatori che ogni settimana scelgono di comprare nei nostri punti vendita ne sono consapevoli. Le nostre promozioni garantiscono 6 miliardi di risparmio all'anno, con sconti medi ormai vicini al 30%. Un effetto determinato anche dalla forte concorrenza che anima le imprese della GDO e che produce effetti positivi sui prezzi”.

 

*Fonte: IRI. Universo iper + super. Dato gennaio 2014 vs gennaio 2013

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Federdistribuzione: soddisfazione per il voto della commissione del Parlamento europeo sulle commissioni interbancarie

 

Milano, 20 febbraio 2014. In merito al voto espresso oggi dalla commissione economica del Parlamento europeo (ECON) circa i limiti alle commissioni interbancarie, Federdistribuzione esprime soddisfazione. “Porre limiti precisi alle commissioni interbancarie rappresenta uno stimolo in più allo sviluppo dei pagamenti elettronici, un elemento fondamentale nell'ambito della lotta all'evasione fiscale, e un'opportunità per i consumatori” – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione.

 Il testo del Rapporto votato oggi pone il limite dello 0,3% per le transazioni con le carte di credito e dello 0,2% (fino a un massimo di 7 centesimi) per le transazioni con carte di debito.

“Questo voto è un primo passo, ma auspichiamo un rapido iter di approvazione da parte delle Istituzioni Europee” ha concluso il Presidente di Federdistribuzione.

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Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare

Prima convocazione della Task Force e della Consulta degli stakeholder

La GDO in prima linea sul tema della lotta allo spreco e del recupero delle eccedenze alimentari

 

Riduzione della tassa dei rifiuti per le imprese distributive che donano i prodotti alimentari invenduti alle Onlus

Roma, 5 febbraio 2014 – Federdistribuzione ha partecipato oggi agli “Stati generali della prevenzione dello spreco alimentare in Italia” , un'iniziativa promossa dal Ministero dell'Ambiente e che ha visto la partecipazione di interlocutori dell'intera filiera alimentare.

“Condividiamo pienamente le finalità che hanno mosso il Ministro Orlando nell'organizzare il Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare – ha dichiarato Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - Il tema della prevenzione dello spreco è di grande coinvolgimento, con importanti aspetti etici ma anche economici , fattore, quest'ultimo, che non deve essere visto come secondario. Infatti gli sprechi si traducono in rifiuti, generano costi di smaltimento e rappresentano a tutti gli effetti un costo per il Paese. Ridurli rappresenta un vantaggio per il sistema”.

Sebbene nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO) avere delle eccedenze alimentari sia un fatto insito nella stessa attività dei punti vendita (vogliamo garantire ad ogni cliente le medesime opportunità d'acquisto, al mattino come alla sera e in qualsiasi giorno della settimana, in coerenza con i cambiamenti delle modalità di fare la spesa), il settore sta sistematicamente cercando efficienza per ridurle al minimo , utilizzando rifornimenti su piazza, inserendo più efficienza logistica, applicando la tecnologia nei rapporti con i fornitori per rendere sempre più veloce il processo di riordino, impiegando sofisticati strumenti di analisi degli acquisti e delle abitudini di consumo dei clienti.

“La GDO è estremamente attiva anche nel dare una seconda vita ai prodotti alimentari invenduti e ancora perfettamente commestibili attraverso la collaborazione con le Onlus – continua Cobolli Gigli - Un'azione che produce già risultati importanti: l'intera GDO operativa in Italia destina in un anno 60.000 tonnellate* al riutilizzo delle eccedenze, equivalenti a 75 milioni di pasti , oltre 200.000 pasti al giorno tra mezzogiorno e sera”.

Un fenomeno che coinvolge ormai ogni azienda distributiva: nella prima edizione del Bilancio di Sostenibilità di Settore redatto da Federdistribuzione (le cui aziende realizzano un fatturato annuo di 61,5 miliardi di euro) è risultato che tutte le imprese associate mettono in pratica questa iniziativa , anche se con intensità diverse: il 36% di esse lo fa su tutti i punti vendita, il 18% lo fa in più della metà dei punti vendita, il 46% lo fa in meno della metà dei punti vendita. U n fenomeno in crescita : in particolare la collaborazione delle nostre aziende associate con la Fondazione Banco Alimentare ha visto coinvolti nel 2013 oltre 500 punti vendita, un numero superiore rispetto al 2011, nel quale i punti vendita erano meno di 400.

“Ma noi crediamo che si possa fare ancora qualcosa di più per sviluppare questa attività di donazione. Attualmente per un punto vendita optare per una seconda vita per i prodotti alimentari non ha alcun vantaggio economico, anzi l'organizzazione può risultare più complessa e costosa rispetto al destinarli a rifiuti. Eppure, cedendo i prodotti alle Onlus, si riduce la quantità di rifiuti prodotta e quindi i complessivi costi di sistema. Ciò che ci sembra giusto è che, a fronte di un'azione concreta di donazione da parte delle imprese distributive, i Comuni riconoscano alle aziende una riduzione della tassa rifiuti” – conclude il Presidente di Federdistribuzione.

* Studio del Politecnico di Milano: “Dar da mangiare agli affamati” – 2012

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Federdistribuzione: inflazione debole e consumi in calo,
un circolo vizioso da rompere stimolando la domanda interna

 

Milano, 4 febbraio 2014 – I dati provvisori per il mese di gennaio 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un'inflazione stabile al +0,7% rispetto al gennaio 2013, un dato allineato con quelli dei due mesi precedenti e ancora influenzato dalla diminuzione dei beni energetici, in calo del -2,2% su base annua. Al netto di questo effetto l'Istat attesta un'inflazione stabile all'1,0%.

“Anche la prolungata debolezza della dinamica dei prezzi è un segnale delle difficoltà che sta attraversando il Paese, incapace di uscire con decisione dalla crisi – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – I redditi delle famiglie continuano a diminuire, l'incertezza sul futuro politico ed economico non si attenua e le riforme strutturali stentano a decollare: tutto ciò crea sfiducia in consumatori e imprese, riduce la propensione all'acquisto e all'investimento e determina un ormai cronico calo dei consumi che rende impossibile qualsiasi aumento dei prezzi, obbligando le imprese ad assorbire anche fattori esogeni al rialzo come è stato il caso del recente aumento dell'Iva, con ciò compromettendo gravemente la propria redditività”.

“Non ci stancheremo mai di ripetere che il punto centrale per la crescita è ridare fiato ai consumi – continua il Presidente di Federdistribuzione - restituendo potere d'acquisto alle famiglie e realizzando quelle riforme in grado di ridare competitività ed efficienza al sistema d'imprese. Per questo riteniamo sia di grande rilevanza la concreta realizzazione del progetto di “Destinazione Italia”, un insieme di misure finalizzate a restituire attrattività per gli investimenti di aziende italiane e straniere, intervenendo sui ritardi strutturali che gravano sul nostro Paese e introducendo più concorrenza, libertà d'impresa ed efficienza nella Pubblica Amministrazione” conclude Cobolli Gigli.

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