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COMUNICATI STAMPA

 

Federdistribuzione: archivieremo un 2016 di deflazione. Sostenere i consumi per tornare a una fisiologica dinamica positiva dei prezzi

Milano, 30 novembre 2016 – I dati provvisori per il mese di novembre diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,1% rispetto allo stesso mese del 2015.

"Il dato di novembre sull'inflazione torna in terreno moderatamente positivo, ma ciò non impedirà di archiviare un 2016 caratterizzato da una dinamica di deflazione - commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione.

"Ci auguriamo che questo segnale possa rappresentare l'avvio di una graduale ripresa dei prezzi, ma su questo auspicio pesa come un macigno la debolezza dei consumi, come testimoniato dalla dinamica delle vendite al dettaglio dell'Istat, che per i primi dieci mesi dell'anno indicano una stabilità assoluta in valore (0,0%) e addirittura un calo in volume (-0,6%)"

"Difficile dunque aspettarsi un prossimo riavvicinamento agli obiettivi della BCE (2%) proprio per fattori strutturali inerenti al nostro Paese. L'inflazione infatti negli altri Paesi Europei è più dinamica (+0,6% nella zona euro a novembre rispetto al nostro +0,1%) anche per una maggiore vivacità dei consumi (vendite al dettaglio a settembre +1,1% nella zona euro rispetto al nostro -1,4%)".

"Anche per raggiungere una fisiologica crescita dei prezzi è quindi necessario sostenere i consumi. I successi delle ultime manifestazioni commerciali (Black Friday) fanno capire come sia indispensabile avere un commercio libero di agire, senza vincoli od ostacoli che ne limitino le opportunità, come invece continua ad accadere sia a livello nazionale che locale" conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: il decreto approvato dal Governo è incostituzionale. Agiremo nelle sedi competenti

Milano, 28 novembre 2016– Il Consiglio dei Ministri ha varato giovedì scorso il Decreto Legislativo 25/11/2016, n. 222, cosiddetto Scia 2*.

In esso (articolo 1 comma 4) viene attribuito potere illimitato ai Comuni per porre vincoli e restrizioni allo stabilimento delle attività economiche e alle categorie merceologiche vendibili, utilizzando in modo strumentale l’obiettivo di tutelare e valorizzare il patrimonio storico e culturale delle città, ma attuando in questo modo discriminazioni tra operatori economici. I Comuni hanno peratro già ora gli strumenti adeguati per un buon governo del territorio.

“Prendiamo atto della decisione del Consiglio dei Ministri – commenta Federdistribuzione - Una decisione contraria ai principi di liberalizzazione delle attività economiche e che presenta, a nostro avviso e a parere di esperti, profili di incostituzionalità.

Un provvedimento destinato a penalizzare le scelte dei cittadini e a frenare gli investimenti delle imprese sul territorio.

Esattamente il contrario di quello di cui avremmo bisogno per rimettere in moto il Paese e le economie locali.

Solleveremo la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 comma 4 nelle sedi giudiziarie competenti, sulla base dei profili critici già evidenziati nel parere della Commissione Affari Costituzionali del Senato. E contesteremo gli atti applicativi che via via verranno adottati dalle varie amministrazioni locali”.

 

Federdistribuzione: rischio crescita negativa delle vendite nel 2016. Priorità al sostegno dei consumi

Milano, 25 novembre 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di settembre registrano un calo del -1,4% rispetto a settembre 2015 nelle vendite a valore, con l’alimentare a -1,3% e il non alimentare a -1,6%.

“Il dato di settembre è estremamente preoccupante: il peggiore dall’inizio dell’anno, capace di azzerare il pur debole sviluppo che le vendite al dettaglio avevano mostrato nel 2016 – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - Da gennaio la crescita è infatti nulla a valore e pari al -0,6% a volume. E guardando agli ultimi mesi dell'anno non si riescono a vedere segnali incoraggianti, con un clima di incertezza sul futuro che preoccupa consumatori e imprese. In tal senso insistiamo sulla nostra proposta di liberalizzare le promozioni sui prodotti non alimentari per tutto l’arco dell’anno e non porre miopi divieti in alcuni periodi”

“C'è il rischio concreto che il 2016 si concluda con una variazione negativa delle vendite facendo riportare il commercio in una situazione di grave difficoltà dopo segnali modestamente positivi del 2015. Il sostegno alla domanda interna deve essere una priorità, poiché senza ripresa dei consumi non potrà avvenire alcun percorso di ripresa solida e continua nel tempo” Conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia

Milano - 24 novembre 2016. Prendiamo atto della decisione odierna del Tar, che ha sollevato una questione procedurale, rimettendo la soluzione del tema in via esclusiva alla Corte Costituzionale cui è stato richiesto di annullare le norme limitative della apertura festive degli esercizi.

Restiamo convinti che imporre giornate obbligatorie di chiusura dei negozi da parte delle Regioni o dei Comuni viola il quadro normativo nazionale, che delega il tema della concorrenza, al cui interno sono sicuramente inclusi gli orari di apertura dei negozi, alle competenze esclusive dello Stato. Fatto più volte affermato dalla Corte Costituzionale, dal Consiglio di Stato e dall’Antitrust.

L’ultimo caso è il pronunciamento della Consulta sulla legge del commercio della Puglia, nella quale si sono dichiarati illegittimi e incostituzionali aspetti relativi a vincoli e limiti allo sviluppo della distribuzione che la norma conteneva. Una sentenza rilevante e destinata ad avere impatto nazionale proprio per l’ampiezza degli argomenti trattati e per l’unicità e coerenza dei giudizi: non possono essere posti limiti agli orari di vendita; non possono essere posti divieti di vendita di particolari merceologie e settori merceologici; non possono essere richieste, da parte dei comuni, autorizzazioni espresse o controlli ex-ante all’esercizio di attività commerciali (se non per specificate situazioni) in quanto non coerenti con i principi di semplificazione delle procedure (SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e di liberalizzazione delle attività economiche.

Sulla base di questi presupposti, attendiamo la sentenza della Corte Costituzionale, prevista per il mese di aprile 2017

 

Federdistribuzione e FederBio firmano un protocollo d'intesa per rafforzare le garanzie e l'integrità del mercato del bio in Italia

Bologna, 18 novembre 2016 – Federdistribuzione e FederBio hanno firmato un protocollo d’intesa che stabilisce gli ambiti e le modalità organizzative di una stretta e fattiva collaborazione fra le due organizzazioni relativamente al mercato dei prodotti biologici in Italia, che vede la Grande Distribuzione Organizzata sempre più protagonista in un settore il cui valore è riconosciuto dal consumatore e che ha registrato una crescita del 20,6% in valore nel primo semestre del 2016 (Fonte: Ismea-Nielsen).

Le due organizzazioni con questo accordo attiveranno un coordinamento operativo permanente allo scopo di condividere informazioni e iniziative nei rispettivi ambiti di competenza. Ciò si concretizzerà con un’attività di prevenzione delle situazioni di rischio per garantire l’integrità del mercato, un miglioramento dei sistemi di gestione della conformità dei prodotti biologici di competenza delle imprese, l’adozione di sistemi di tracciabilità di filiera e sistemi di qualifica dei fornitori sulla base di standard condivisi.

“Si tratta di un accordo importante che mira a prevenire le frodi in cui possono incorrere inconsapevolmente anche gli operatori commerciali. Attraverso la collaborazione con FederBio e quindi un costante flusso informativo sul mercato dei prodotti biologici, siamo convinti che si possa fare molto per tutelare i consumatori e salvaguardare la garanzia di prodotti che costituiscono un valore aggiunto negli assortimenti della GDO” dichiara il Presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli.

“La firma del protocollo d’intesa è un passaggio importante di un percorso di collaborazione già avviato da tempo e testimonia la volontà comune di lavorare per contribuire a rendere sempre più reali e stringenti le garanzie per i consumatori che acquistano prodotti biologici certificati anche sugli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata. Dobbiamo lavorare sempre più e meglio per la prevenzione delle frodi con tutti gli attori della filiera e del mercato” dichiara il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla.

 

Al via Life - Food.Waste.StandUp Primo progetto di filiera per la sensibilizzazione e l'informazione contro gli sprechi alimentari

Roma, 16 novembre - Al via il progetto LIFE - Food.Waste.StandUp, la campagna di comunicazione e sensibilizzazione contro lo spreco alimentare e per l’aumento delle donazioni, diffusa su tutto il territorio nazionale che per la prima volta coinvolge l’intera filiera: industria, distribuzione e consumatori.
Presentato stamattina al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il progetto LIFE-Food.Waste.StandUp è co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE 2014-2020) e si focalizza sulla prevenzione e riduzione dello spreco alimentare e il recupero delle eccedenze, tema di straordinaria rilevanza sociale e ambientale.
L’iniziativa, che vanta un partenariato di filiera composto da Federalimentare che ha il ruolo di capofila, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare Onlus e Unione Nazionale Consumatori, prevede la realizzazione di una intensa campagna di sensibilizzazione e informazione presso tre target strategici: imprese della produzione agroalimentare, imprese della Grande Distribuzione Organizzata e consumatori.
Il progetto è stato illustrato alla presenza del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,Maurizio Martina.

“Ancora una volta – afferma il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina - il nostro Paese si riconferma protagonista nella lotta allo spreco alimentare e alla guida di un progetto sperimentale virtuoso che vede un gioco di squadra importantissimo. Industria, grande distribuzione e consumatori insieme. Sono le componenti stabili del lavoro che facciamo da anni attraverso il nostro Tavolo per l'assistenza alimentare agli indigenti. Già con Expo abbiamo raccolto la sfida a livello internazionale e, con l’approvazione ad agosto della legge contro gli sprechi, abbiamo messo in pratica i principi sottoscritti nella Carta di Milano. Abbiamo reso più conveniente per le imprese donare che sprecare e siamo sempre più vicini all’obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo e distribuirle a chi ne ha bisogno con il prezioso aiuto degli enti caritativi. Abbiamo segnali positivi dagli operatori su un incremento significativo del recupero delle eccedenze in questo ultimo anno, serve rafforzare sempre di più questo lavoro. Creando consapevolezza anche tra i cittadini perché è a livello domestico che si genera il 50% degli sprechi. Ecco allora che anche iniziative come queste diventano fondamentali. Siamo più forti insieme e questi progetti lo dimostrano. Andiamo avanti sul percorso intrapreso”.
Presente anche l’onorevole Maria Chiara Gadda, promotrice e relatrice della legge contro gli sprechi alimentari e per favorire la donazione delle eccedenze entrata in vigore lo scorso settembre.

“La legge è frutto di un lavoro partecipato ha spiegato l’onorevole Gadda - il contenuto del provvedimento è stato fin dall'inizio condiviso con le imprese dell’intera filiera agroalimentare e con gli enti caritativi perché il principio della legge è proprio questo: agevolare la costituzione di soggetti diversi che partecipano a un progetto comune”. “La legge è entrata in vigore il 14 di settembre e ora siamo entrati nella fase più impegnativa ma anche più avvincente della conoscenza e dell'attuazione. Quindi questo progetto mi rende orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto perché in sintonia con il principio della legge e perché affianca il tema della sensibilizzazione alla formazione degli operatori. Il provvedimento, infatti, deve essere conosciuto innanzitutto e applicato in modo corretto. La legge - ha concluso Maria Chiara Gadda - interviene a valle chiaramente cercando di intercettare le eccedenze alimentari prima che diventino spreco per destinarle alla solidarietà sociale, questo ci rende unici in Europa. A monte bisogna agire sul fronte della prevenzione e questo progetto centra l’obiettivo. È l'accezione giusta di economia circolare perché mette al centro temi ambientali, economici e solidarietà sociale”.
“L’idea alla base di LIFE-Food waste stand up - spiega infatti Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare - viene concepita esattamente nello stesso momento in cui inizia la discussione sulla proposta della prima la legge per la lotta agli sprechi alimentari e la distribuzione delle derrate agli indigenti in Italia e, con un tempismo quasi perfetto, il progetto vince il finanziamento della CE in concomitanza all’approvazione della legge nazionale in Parlamento”. “La recente legge anti-spreco - ha commentato Scordamaglia - essendo la prima legge quadro nazionale organica, attraverso il significativo alleggerimento delle condizioni per la donazione e la gestione delle eccedenze, consentirà alle attività di progetto di sortire effetti ancora maggiori e incidere profondamente nella prevenzione e riduzione degli sprechi e il recupero delle eccedenze alimentari su tutto il territorio. È solo l'inizio, la creazione e la diffusione di un contesto normativo ed informativo atto ad accogliere le numerose iniziative oggi finalmente possibili sulla materia”.
Perché il progetto? Secondo i dati della FAO, nel mondo 1,3 mld ton di cibo va sprecato ogni anno, per un valore di oltre 2000 mld di euro all'anno, 1/3 della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura, quasi uguale la proporzione degli sprechi tra Paesi industrializzati (670 mln/ton) e Paesi in via di sviluppo (630 mln/ton). In Italia, ogni anno buttati via alimenti per un valore di circa circa 12,6 mld di euro (vedi la ricerca “Surplus Food Management Against Food Waste Il recupero delle eccedenze alimentari. Dalle parole ai fatti.” di Garrone, Melacini, Perego -– DIG, Politecnico di Milano - Ed. La Fabbrica 2015). Il nostro Paese si attesta a metà della media europea dove il Paese con maggior spreco è l'Olanda e quello col minor spreco la Grecia. La produzione degli alimenti annualmente sprecati in Italia equivale a 24,5 mln di ton di carbonio inutilmente sprigionate in atmosfera.
Il progetto LIFE-FOOD.WASTE.STAND.UP intende contribuire e influenzare favorevolmente un processo già in corso decisamente valorizzato grazie alla approvazione della legge 166/2016 sugli sprechi alimentari in vigore dal 14 settembre 2016.
La sensibilizzazione in materia di prevenzione degli sprechi alimentari e gestione delle eccedenze lungo la filiera, al fine di aumentare il loro recupero e incrementare le donazioni, sarà realizzata attraverso una intensa campagna di sensibilizzazione e informazione diffusa su tutto il territorio nazionale tagliata sui tre target individuati (imprese agro alimentari, della distribuzione e consumatori) e supportata dall’esperienza della Fondazione Banco Alimentare Onlus. L’inizio delle campagne informative è previsto per gennaio 2017.
Il progetto mira a coinvolgere circa 20.000 imprese italiane agroalimentari, 12.000 punti vendita (diretti e in franchising) e 500.000 consumatori nella campagna di sensibilizzazione anti-spreco alimentare per: diffondere informazioni e modelli per la gestione eccedenze alimentari a circa 200.000 imprese alimentari europee; formare almeno 200 aziende agroalimentari e 65 aziende della Grande Distribuzione Organizzata sulle procedure di donazione e di gestione delle eccedenze alimentari. Inoltre saranno attivati 59 infopoint per i consumatori in altrettante città di 15 regioni italiane per fornire informazioni sulle pratiche anti-spreco alimentare.
“Una delle principali eredità che Expo ha lasciato al mondo - ha detto il Presidente di Federalimentare - è la riacquisita sacralità del cibo e di una filiera italiana modello non solo di efficienza ma soprattutto di sostenibilità. E in questa visione anche se nello stadio della trasformazione industriale, l’eccedenza alimentare ha un’incidenza di appena lo 0,4% rispetto al valore della produzione e pesa solo per il 3% dell’eccedenza generata nell’intera filiera agroalimentare (Fonte: “Surplus Food Management Against Food Waste- Il recupero delle eccedenze alimentari. Dalle parole ai fatti.” Autori: Paola Garrone, Marco Melacini, Alessandro Perego - Fondazione Banco Alimentare onlus e Politecnico di Milano), la lotta allo spreco alimentare è una priorità assoluta per l’industria alimentare italiana e Federalimentare ne è da sempre portavoce. Lo abbiamo dimostrato con la prevenzione, attraverso azioni come il riporzionamento dei prodotti ridotti di quantità, l’allungamento della shelf life, l’utilizzo di packaging innovativi, e soprattutto attraverso una maggiore informazione al consumatore”. “Una battaglia che però nessuno può vincere da solo - ha concluso Scordamaglia - ed è per questo che abbiamo voluto guidare questa straordinaria iniziativa di filiera che per la prima volta riunisce gli attori chiave della catena in un progetto di altissimo valore sociale ed ambientale. Non solo filiera produttiva ma anche perfetta sinergia tra pubblico e privato”

“La realizzazione di un progetto di filiera sul tema della lotta allo spreco e del recupero delle eccedenze alimentari è un fatto di grande rilievo - ha detto Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - Insieme agli altri partner potremo avere una forza d’urto significativa per stimolare comportamenti virtuosi del mondo delle imprese e dei consumatori, con impatti positivi sulla società e sull’ambiente. La recente legge approvata dal Parlamento crea un contesto più favorevole ad un aumento delle donazioni: sarà compito di Federdistribuzione sensibilizzare ulteriormente il settore della distribuzione, consapevole e già impegnato in iniziative concrete”. “Lavoreremo in ogni Regione d’Italia - ha aggiunto - affinché si possano intraprendere in modo ancora più convinto azioni per dare una seconda vita a prodotti alimentari perfettamente commestibili. Nell’ambito del progetto Life gireremo tutto il Paese, per parlare alle amministrazioni locali e per aprire nuove collaborazioni tra le nostre imprese e le istituzioni del territorio, con l’obiettivo di contribuire, attraverso le donazioni, a migliorare le condizioni delle persone che si trovano in situazioni di bisogno e ridurre l’impatto sull’ambiente attraverso un utilizzo sostenibile delle risorse” .
Per Andrea Giussani, presidente del Banco alimentare, “con questo progetto europeo è la prima volta che in Italia nasce una vera coalizione tra quattro grandi organizzazioni territoriali, con l'obiettivo comune di recuperare le eccedenze alimentari e combattere lo spreco a favore delle persone indigenti. Migliaia di imprenditori, manager e responsabili aziendali saranno contattati affinché le eccedenze dell'industria e della distribuzione vengano affidate a Banco Alimentare; e migliaia di consumatori saranno sensibilizzati a non sprecare cibo nelle mura domestiche. Siamo molto contenti di far parte di questa squadra e metteremo a disposizione tutte le nostre competenze per lavorare al meglio, nei prossimi tre anni, insieme ai nostri partner ".

Anche per Massimiliano Dona, Segretario Generale Unione Nazionale Consumatori “solo con una grande alleanza tra chi produce, vende e consuma, coinvolgendo tanto i soggetti professionali che la società civile, si potrà vincere la sfida agli sprechi alimentari”. “Per questo - spiega l’avvocato Dona - l’Unione Nazionale Consumatori aderisce con slancio al progetto Life Food Waste Stand Up, promosso insieme ad altre organizzazioni di spicco, nella convinzione dell’urgenza di contestualizzare presso la cittadinanza nuovi comportamenti nel rapporto con il cibo anche per aiutare le fasce più deboli e bisognose”.

 

Corte Costituzionale: ribadite illegittimità e incostituzionalità dei vincoli all'attività commerciale. La libertà dell'imprenditore unica strada per un commercio moderno e coerente con le esigenze dei cittadini

Milano, 15 novembre 2016– "La sentenza della Corte Costituzionale (n. 239/2016) emessa venerdì 11 novembre 2016 in relazione alla legge sul commercio del 2015 della Regione Puglia, rappresenta l'ennesima conferma che l'impianto di liberalizzazione delle attività economiche costituito dalle leggi Salva Italia e Cresci Italia non può essere modificato da norme regionali, in quanto attinente alla materia di tutela della concorrenza, ambito di competenza esclusivamente statale" afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione.

"Questa sentenza si aggiunge alle altre già emesse in passato dalla Consulta su simili interventi restrittivi emanati dalle Amministrazioni locali, e si affianca a pronunciamenti nella stessa direzione del Consiglio di Stato e dei Tar, oltre alle numerose segnalazioni dell'Antitrust" continua il Presidente di Federdistribuzione.

Nel mese di aprile 2015 con la legge n. 24 (Codice del Commercio) la Regione Puglia aveva disegnato un provvedimento che prevedeva numerosi ostacoli allo sviluppo del commercio: limiti nell'orario di apertura dei negozi, divieto di vendita di particolari merceologie o settori merceologici pur se per "programmi di valorizzazione commerciale", necessità di apposite autorizzazioni espresse o di controlli ex-ante all'esercizio di attività commerciali da parte del Comune.

"La Corte Costituzionale si esprime sui numerosi aspetti trattati nella legge del commercio della Regione Puglia. Su tutti ribadisce l'illegittimità e incostituzionalità di norme che prevedano limiti e vincoli al libero espletarsi dell'attività d'impresa e quindi ostacoli alla concorrenza. Dopo questa sentenza, così ampia per argomenti trattati e così uniforme e coerente nei suoi giudizi, siamo sempre più convinti che farsi portavoce di istanze che tutelino la libertà dell'imprenditore nel gestire la propria attività sia il modo migliore per contribuire a disegnare un commercio sempre più moderno e capace di rispondere alle nuove esigenze dei cittadini e alle sfide che l'e-commerce propone” conclude Cobolli Gigli.

In allegato una sintesi della sentenza della Corte Costituzionale sui principali punti della legge 16 aprile 2015 n. 24 della Regione Puglia (Codice del Commercio)

 

Federdistribuzione: valuta con favore i decreti del Presidente del TAR che consentono l’apertura dei negozi il prossimo 1° novembre

Milano, 31 ottobre 2016 - In data di oggi sono stati pubblicati i provvedimenti monocratici con cui il Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia ha accolto la domanda di tutela cautelare degli operatori del commercio, consentendo loro di mantenere aperti gli esercizi nella giornata del 1 novembre.

Federdistribuzione valuta con favore questa pronuncia riconoscendola come una misura di considerazione e tutela dei principi di liberalizzazione già contenuti nell’art. 31 del Salva Italia.

Federdistribuzione auspica che detta misura possa essere confermata alla prossima udienza del 23 novembre perché si tratta di una decisione che risponde in modo pieno ai principi nazionali e comunitari di libertà del commercio e di libera prestazione dei servizi.

 

Federdistribuzione: nuovamente prezzi in discesa. Rilanciare la domanda interna per sostenere la crescita del Paese

Milano, 31 ottobre 2016 – I dati provvisori per il mese di ottobre diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,1% rispetto allo stesso mese del 2015.

“Dopo il valore modestamente positivo registrato a settembre - commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - l’indice dei prezzi torna nuovamente a scendere, segno che non siamo ancora emersi dalla spirale deflattiva che ha accompagnato il Paese negli ultimi mesi”.

“Siamo ancora lontani da una ripresa economica strutturale e questo perché la domanda interna rimane troppo debole: il dato di agosto relativo al commercio al dettaglio registra un -0,2%. Occorre fare tutto il possibile per sostenere la domanda interna, vero propulsore di sviluppo per il Paese e unico fattore capace di riportare la dinamica dei prezzi sui livelli fisiologici di un’economia in crescita” - conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: situazione di stagnazione delle vendite. Serve un "piano industriale per il rilancio dei consumi"

Milano, 26 ottobre 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di agosto registrano un calo del -0,2% rispetto ad agosto 2015 nelle vendite a valore, con l'alimentare a -0,7% e il non alimentare con variazione nulla. Dall'inizio dell'anno le vendite complessivamente segnano un +0,2% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, con però un -0,2% a volume.

"Un altro mese con vendite al dettaglio negative, sia a valore (-0,2%) che a volume (- 0,8%) – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Un dato che ci aspettavamo, perché l'estate del 2015 si era configurata come un momento di crescita dei consumi trainati da fattori climatici e da Expo, entrambi elementi non ripetutisi quest'anno".

"Resta comunque il fatto – continua Cobolli Gigli - che dall'inizio dell'anno stiamo fronteggiando una situazione di sostanziale stagnazione: +0,2% le vendite a valore e -0,2% a volume. Riteniamo che poco sia destinato a cambiare nei prossimi mesi, perché le incertezze che ancora dominano nel quadro politico, sociale ed economico del Paese creano un atteggiamento di attendismo nelle famiglie in relazione ai consumi; e ciò nonostante i prezzi siano fermi da mesi”.

"Il 2016 è quindi destinato a segnare una battuta d'arresto rispetto alla leggera ripresa che avevamo registrato nel 2015, probabilmente attestandosi nei dintorni di una crescita nulla. Una politica di rilancio della domanda interna diventa quindi indispensabile, considerando che i consumi delle famiglie sono responsabili del 60% del PIL e se non si trovano le leve giuste per rimetterli velocemente in moto, saremo condannati a ulteriori momenti di difficoltà. Serve un "piano industriale per il rilancio dei consumi", articolato con interventi che agiscano sulle sacche di povertà presenti nel Paese, aiutino la ripresa della natalità e ridiano certezze e fiducia al ceto medio, la popolazione in grado di riportare in alto i consumi" conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: Caprotti un grande imprenditore che ha fatto la storia del nostro Paese

Federdistribuzione, l’Associazione espressione della Distribuzione Moderna, partecipa con dolore al lutto per la morte di Bernardo Caprotti, un grande imprenditore che ha fatto la storia della distribuzione, dell’economia e della società del nostro Paese.

 

Federdistribuzione: positivo il ritorno al segno più. Nella Legge di Bilancio sostenere anche i consumi e includere la Distribuzione Moderna all'interno di Industria 4.0

Milano, 30 settembre 2016 – I dati provvisori per il mese di settembre diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,1% rispetto allo stesso mese del 2015.

"Dopo la deflazione che ha caratterizzato il nostro Paese per sette mesi consecutivi, l’indice dei prezzi al consumo risale sopra lo zero grazie alla minor discesa dei prezzi dei beni energetici - commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione.

"Vediamo quindi con favore questo primo segnale positivo e ci auguriamo che il dato di settembre rappresenti l’avvio di un graduale processo di ritorno a una dinamica dei prezzi che dia testimonianza di un’economia più vivace. Anche i dati sull’occupazione relativi ad agosto danno qualche buona indicazione, pur nella loro variabilità” continua Cobolli Gigli.

“In un quadro di preoccupazione che si manifesta principalmente nella debolezza della domanda interna, esiste dunque qualche piccolo segnale di luce. La prossima Legge di Bilancio deve essere l’occasione per cogliere questi segnali e trasformarli in opportunità di crescita. Giusta l’attenzione posta dal Governo verso la ripresa degli investimenti e la ricerca di produttività, ma non bisogna dimenticare i consumi, che rappresentano il 60% del PIL e che devono essere adeguatamente sostenuti, attraverso misure che includano le fasce più povere e il ceto medio e, in una logica di lungo periodo, aiutino la natalità. Indispensabile inoltre che il Piano Nazionale Industria 4.0 sia in grado di coinvolgere anche i settori del terziario che abbiano spiccate caratteristiche industriali, come la Distribuzione Moderna Organizzata, in grado di realizzare investimenti significativi che hanno la totalità delle ricadute direttamente sui territori, senza alcuna delocalizzazione” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: dall'inizio della crisi perse vendite per il 6,5%. Non trascurare lo stimolo ai consumi nella Legge di Bilancio

Milano, 26 settembre 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di luglio registrano nuovamente un segno negativo (-0,2% rispetto a luglio 2015) nelle vendite a valore, con l’alimentare a +0,5% e il non alimentare a -0,6%. Dall’inizio dell’anno le vendite complessivamente segnano un +0,2% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, ma -0,2% in volume.

“Anche a luglio le vendite al dettaglio presentano un segno meno, sia a valore (-0,2%) che a volume (-0,8%) e neanche i saldi sono serviti per crescere – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - Preoccupante soprattutto il dato a volume, che viene confermato anche nella cifra complessiva dell’anno: -0,2% da gennaio a luglio 2016, che fotografa una situazione nella quale, anche a fronte di prezzi sostanzialmente fermi e di retribuzioni reali in crescita, le quantità acquistate dalle famiglie diminuiscono. Manca la voglia di comprare, prevale la preoccupazione e l’attendismo, si aspettano segnali più convincenti e un quadro di prospettive migliori, proprie e del Paese. Una cornice che ricrei stimolo al consumo”.

“Occorre fare tutto il possibile per invertire questa tendenza – prosegue Cobolli Gigli - Dal 2007 ad ora le vendite al dettaglio Istat sono diminuite del 6,5% a valore, miliardi di fatturato perso dall’inizio della crisi che hanno avuto un impatto violentissimo sul mondo del commercio e su tutta l’economia nazionale”.

“La prossima Legge di Bilancio sarà prevalentemente centrata sugli incentivi all’offerta, puntando sulla ripresa degli investimenti pubblici e privati, per ritrovare efficienza, produttività e competitività del nostro sistema industriale. Il lato della domanda non deve tuttavia essere trascurato. I consumi delle famiglie sono responsabili del 60% del PIL e se non si trovano le leve giuste per rimetterli velocemente in moto, saremo condannati a una crescita lenta e faticosa. Serve un “piano industriale per il rilancio dei consumi”, articolato con interventi che agiscano sulle sacche di povertà presenti nel Paese, aiutino la ripresa della natalità e ridiano certezze e fiducia al ceto medio, la popolazione in grado di riportare in alto i consumi” conclude Il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: ancora deflazione. Legge di Stabilità per ridare fiducia e stimolare i consumi

Milano, 31 agosto 2016 – I dati provvisori per il mese di agosto diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,1% rispetto allo stesso mese del 2015.

“L’Italia non riesce a uscire dalla deflazione, che ormai affligge il Paese da sette mesi consecutivi – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Anche di fronte a un’attenuazione del calo dei beni energetici non regolamentati e a una crescita degli alimentari non lavorati, la variazione negativa dei servizi relativi alle comunicazioni e l’azzeramento dei servizi relativi ai trasporti tengono il trend complessivo dei prezzi in terreno negativo”.

“Nonostante questa dinamica dei prezzi – continua Giovanni Cobolli Gigli - la domanda interna rimane debole, come testimoniano i dati delle vendite al dettaglio Istat, in calo dello 0,2% in quantità nei primi sei mesi dell’anno (in aumento dello 0,4% a valore nello stesso periodo). E’ il risultato di un clima di fiducia delle famiglie che si sta progressivamente deteriorando dalla fine del 2015; famiglie sempre più preoccupate per la situazione economica complessiva del Paese e per il futuro, che quindi frenano gli acquisti malgrado le condizioni favorevoli dei prezzi”.

“Auspichiamo che la Legge di Stabilità, pur in un contesto economico complesso, contenga misure in grado di ridare prospettive positive ai cittadini e di stimolare i consumi, che rappresentano il primo e indispensabile volano per la ripresa del Paese – conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: dinamiche delle vendite stagnante, attendiamo le decisioni del Governo relative al sostegno della domanda

Milano, 30 agosto 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di giugno registrano un lieve aumento (+0,8% rispetto a giugno 2015) nelle vendite a valore, con l’alimentare a +0,2% e il non alimentare a +1,0%. Dall’inizio dell’anno le vendite complessivamente segnano un +0,4% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.

“I dati sulle vendite confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero”. commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – “Un quadro che secondo le informazioni in nostro possesso non è destinato a migliorare nei prossimi mesi e che ci riporta ad un calo ormai strutturale dei consumi. Questi dati diventano preoccupanti se si rapportano a quelli relativi al clima di fiducia dei consumatori pubblicati ieri dall’Istat, il cui indice ad agosto è nuovamente in calo e si porta a 109,2 dai 111,2 del mese di luglio.”

“Attendiamo dunque le decisioni del Governo in termini di sostegno alla domanda e siamo pronti a fornire nostre indicazioni agli organi decisori, tenendo conto che oggi resta assolutamente prioritario l’intervento dello Stato nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma in Centro Italia e che la Legge di Stabilità dovrà affrontare questo drammatico problema. Anche le imprese della Distribuzione Moderna si stanno adoperando per fornire il supporto necessario alle famiglie colpite dal Terremoto”. Conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: una buona legge che semplifica il processo delle donazioni

Approvata definitivamente la legge contro gli sprechi

Milano, 2 agosto 2016 – E’ stata definitivamente approvata oggi la legge contro gli sprechi di prodotti alimentari e farmaceutici (cosiddetta “Legge Gadda”), una norma che ha l'obiettivo di favorire il recupero di questi prodotti per destinarli a coloro che vivono in condizioni di indigenza, semplificandone le procedure di raccolta, di donazione e di distribuzione.

“Questa legge rappresenta un importante passo per semplificare il processo di donazione delle rimanenze alimentari, un’attività nella quale le nostre imprese sono impegnate già da molto tempo nonostante le numerose difficoltà – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione.

Secondo uno studio del Politecnico di Milano* la distribuzione ogni anno dona prodotti alimentari per 65.000 tonnellate (pari a oltre 220.000 pasti al giorno).

“Con l’applicazione di questa nuova norma si riducono gli adempimenti burocratici che ora appesantiscono il processo di donazione, rendendolo più costoso rispetto al destinare gli stessi prodotti a rifiuto” continua Cobolli Gigli. “Si sono così create le condizioni per aumentare queste attività e raggiungere l’obiettivo più volte indicato dal Ministro Martina, cioè raddoppiare le attuali 480.000 tonnellate di donazioni da parte dell’intera filiera, raggiungendo il milione di tonnellate annue”.

“Apprezziamo il lavoro svolto dall’Onorevole Gadda, impegnata in prima linea nell’intero percorso parlamentare della legge e sempre disponibile al confronto con i soggetti più coinvolti nel processo delle donazioni, partecipanti al tavolo permanente di coordinamento del Fondo nazionale indigenti istituito presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Una disponibilità importante, che ha consentito di giungere a una formulazione finale ampiamente condivisa. Stesso apprezzamento per il Senato, che ha saputo accelerare i tempi per l’approvazione di un provvedimento da tutti ritenuto efficace”.

“Il nostro auspicio è che ora gli enti locali recepiscano l’invito contenuto nella norma, riducendo la tassa sui rifiuti per i soggetti che donano. Più donazioni significa meno rifiuti e meno costi per il sistema”. Conclude il Presidente di Federdistribuzione.

*Surplus Food Management – Against food waste”. 2015

 

Federdistribuzione: estate 2016, negozi sempre aperti a Milano

Anche quest’anno le imprese associate a Federdistribuzione garantiranno ad agosto il consueto servizio ai cittadini che rimarranno in città.

Milano, 1 agosto 2016 – Anche per l’estate 2016 le aziende aderenti a Federdistribuzione, l’associazione espressione della Distribuzione Moderna Organizzata, garantiranno l’apertura dei punti vendita, fornendo così un servizio completo e continuativo ai cittadini che, per necessità o per scelta, resteranno in città. I negozi saranno sempre aperti nei giorni feriali e molti lo saranno anche la domenica e nella giornata festiva di Ferragosto.

Nel prossimo mese di agosto i Milanesi potranno trovare aperti 268 negozi (178 alimentari e 90 non alimentari) appartenenti alle imprese associate a Federdistribuzione tra Centri Commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari. Di questi ben 158 offriranno inoltre il servizio a domicilio.

Ad essere garantito, inoltre, non è soltanto lo shopping o la quotidiana spesa alimentare. Negli ultimi anni i punti vendita della distribuzione moderna sono diventati sempre più degli hub fornitori di servizi utili per i consumatori, che vi possono trovare servizi anche molto importanti, come ad esempio, in alcuni di maggiori dimensioni, i corner dedicati alla vendita dei farmaci, quelli cosiddetti “da banco” (OTC) e quelli Senza Obbligo di Prescrizione (SOP). A questi servizi essenziali si possono aggiungere anche tutta una serie di servizi accessori come la spesa on-line, la vendita di ricariche telefoniche, la stampa delle foto, i servizi di sartoria, il pagamento di bollettini e, soprattutto nei punti vendita più grandi, servizi assicurativi, agenzie viaggio o la vendita di carburanti (in quest’ultimo caso con un risparmio medio per i consumatori di circa 10 centesimi).

“Anche questa estate i punti di vendita aperti sono molto numerosi e distribuiti su tutto il territorio comunale – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - a testimonianza della volontà delle aziende associate a Federdistribuzione di rendere sempre più efficace il proprio servizio ai cittadini che lo richiedono e dimostrano di apprezzarlo. Assicurare negozi aperti tutto il mese di agosto, domeniche e festività comprese, vuol dire inoltre sostenere l’economia milanese, offrendo un servizio anche ai turisti che abitualmente visitano la città”.

Per quanto riguarda le domeniche e le festività di agosto, nelle prime due domeniche del mese (7 e 14 agosto) saranno aperti rispettivamente 225 e 213 negozi (pari al 84% e al 79,5% del totale). Nelle successive domeniche del 21 e 28 agosto cittadini e turisti potranno contare su 220 e 231 punti vendita nei quali poter fare gli acquisti necessari (pari all’82,1% e all’86,2% del totale).

Nella giornata di lunedì 15 agosto, le saracinesche saranno alzate per 190 punti vendita, il 70,9% del totale.

“Le aperture durante i mesi estivi hanno assunto, ormai, un carattere di servizio sociale nei periodi in cui storicamente le città sono meno popolate – prosegue Cobolli Gigli – assicurando un servizio essenziale e migliorando la vita delle persone che rimangono in città, che a causa dell’impatto della crisi risultano essere in numero sempre maggiore. Pensiamo ad esempio ai più anziani, che altrimenti dovrebbero percorrere lunghe distanze sotto il sole per arrivare ad un negozio aperto e che possono anche trovare un’occasione di sollievo dall’afa estiva”.

 

Federdistribuzione: estate 2016 , negozi sempre aperti a Torino

Nel mese di agosto i cittadini torinesi troveranno aperti 164 negozi ( 134 alimentari e 30 non alimentari) tra Centri Commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari.

Milano, 29 luglio 2016– Anche per l’estate 2016 le aziende aderenti a Federdistribuzione, l’associazione espressione della Distribuzione Moderna Organizzata, garantiranno l’apertura dei punti vendita di Torino, fornendo così un servizio completo e continuativo ai cittadini che, per necessità o per scelta, resteranno in città.

Nel prossimo mese di agosto i cittadini torinesi potranno, infatti, trovare aperti 164 negozi ( 134 alimentari e 30 non alimentari) appartenenti alle imprese associate a Federdistribuzione tra Centri Commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini, cash and carry e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari. Di questi ben 63 offriranno inoltre il servizio a domicilio.

A Torino, in particolare, per quanto riguarda le domeniche e le festività di agosto, nelle prime due domeniche del mese (7 e 14 agosto) saranno aperti rispettivamente 117 e 114 negozi (pari al 71,3% e al 69,5% del totale). Nelle successive domeniche del 21 e 28 agosto, consumatori locali e turisti potranno contare su 115 e 120 punti vendita nei quali poter fare gli acquisti necessari (pari al 70% e al 73% del totale). Nella giornata di lunedì 15 agosto, le saracinesche saranno alzate per 65 negozi, pari al 39,6% del totale.

Ad essere garantito, inoltre, non è soltanto lo shopping o la quotidiana spesa alimentare. Negli ultimi anni i punti vendita della distribuzione moderna sono diventati sempre più degli hub fornitori di servizi utili per i consumatori, che vi possono trovare servizi anche molto importanti, come ad esempio, in alcuni di maggiori dimensioni, i corner dedicati alla vendita dei farmaci, quelli cosiddetti “da banco” (OTC) e quelli Senza Obbligo di Prescrizione (SOP) A questi servizi essenziali si possono aggiungere anche tutta una serie di servizi accessori come la spesa on-line, la vendita di ricariche telefoniche, la stampa delle foto, i servizi di sartoria, il pagamento di bollettini e, soprattutto nei punti vendita più grandi, servizi assicurativi, agenzie viaggio o la vendita di carburanti (in quest’ultimo caso con un risparmio medio per i consumatori di circa 10 centesimi).

“Anche quest’anno le aziende aderenti a Federdistribuzione si sono assunte l’impegno di garantire l’apertura degli esercizi commerciali nei periodi in cui storicamente le città sono meno popolate – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per continuare ad assicurare un servizio essenziale richiesto e apprezzato dai cittadini, e per migliorare la vita delle persone che rimangono in città”.

“Le aperture durante i mesi estivi hanno assunto, ormai, un carattere di servizio sociale. Pensiamo ad esempio ai più anziani - prosegue Cobolli Gigli - che altrimenti dovrebbero percorrere lunghe distanze sotto il sole per arrivare ad un negozio aperto e che possono anche trovare un’occasione di sollievo dall’afa estiva. Inoltre i Centri Commerciali sono diventati sempre più dei veri e propri poli di aggregazione, dove famiglie e ragazzi trascorrono parte del loro tempo libero; e questo vale a maggior ragione in agosto, quando anche l’offerta di intrattenimento in città diminuisce”.

 

Federdistribuzione: ancora deflazione. Sostenere i consumi per tornare a crescere

Milano, 29 luglio 2016 – I dati provvisori per il mese di luglio diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,1% rispetto allo stesso mese del 2015.

"Un altro dato di deflazione – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – sono ormai sei mesi che non vediamo il segno più nella dinamica dei prezzi. Un dato preoccupante, perché affiancato da un trend dei consumi ancora molto debole (vendite al dettaglio Istat +0,3% nei primi 5 mesi dell’anno) e con segnali di rallentamento che non lasciano prevedere un consolidamento della ripresa. Un contesto che rende quantomeno bizzarra l’osservazione di alcune parti del mondo produttivo che ritengono che la GDO lavori con prezzi troppo bassi".

"In questo quadro la frenata della diminuzione dei prezzi registrata a luglio rispetto al mese precedente (dal -0,4% di giugno all’attuale -0,1%), dovuta principalmente ai beni energetici e agli alimentari non lavorati, è un appiglio al quale aggrapparsi per sperare di tornare in terreno positivo in autunno – continua il Presidente di Federdistribuzione.

"Ipotizzare qualche decimo di punto di inflazione negli ultimi mesi dell’anno non cambia tuttavia la prospettiva: occorre fare tutto il possibile per sostenere la domanda interna, vero propulsore di sviluppo per il Paese e capace di riportare la dinamica dei prezzi sui livelli fisiologici di un’economia in crescita, riducendo la pressione fiscale su cittadini e imprese, attuando semplificazioni burocratiche e liberalizzando ulteriormente i mercati. Fondamentale inoltre garantire che non vengano prese misure di ulteriore ostacolo ai consumi come l’applicazione delle clausole di salvaguardia” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: dinamica delle vendite preoccupante. Nel 2016 rischio di “crescita zero”. Priorità alla ripresa dei consumi

Milano, 22 luglio 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di maggio registrano una flessione del -1,3% rispetto a maggio 2015 nelle vendite a valore, con l’alimentare a -1,8% e il non alimentare a -1,0%. Dall’inizio dell’anno le vendite complessivamente segnano un +0,3% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.

“Il dato di maggio conferma le nostre preoccupazioni espresse ormai da molto tempo: siamo lontani da segnali stabili di ripresa dei consumi, con dati altalenanti nei mesi e che complessivamente indicano una dinamica molto debole - commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Particolarmente significativo è il calo delle vendite di prodotti alimentari (-1,8% a valore e -2,0% a volume), segno che la situazione economica e il generale clima di incertezza sul futuro frenano gli acquisti anche nella spesa dei prodotti essenziali.

“Il quadro non è destinato a migliorare nei prossimi mesi estivi, sia per un’endemica debolezza della domanda interna che per il fatto che i consumi dovranno confrontarsi con un 2015 particolarmente dinamico, soprattutto nei prodotti alimentari, per fattori metereologici e per il contributo di Expo 2015. Una previsione realistica delle vendite al dettaglio per il 2016 potrebbe dunque essere vicino a una “crescita zero” – continua il Presidente di Federdistribuzione.

“Ma con questa evoluzione dei consumi lo sviluppo del Paese è a rischio, come testimoniano anche gli allarmanti dati di maggio della produzione industriale e degli ordinativi comunicati oggi dall’Istat. D’altra parte è del tutto comprensibile la difficoltà del settore industriale, di fronte a un mercato internazionale in frenata e a una domanda interna che non c’è”.

“La priorità deve essere la ripresa dei consumi, e su questo chiediamo sforzi ulteriori al Governo, chiamandolo a dare segnali di discontinuità con il passato sulle riforme per fornire più certezze sul futuro e a lavorare per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e per semplificare e agevolare l’attività d’impresa” conclude Cobolli Gigli

 

Federdistribuzione: vicinanza alla popolazione della Puglia

Milano, 13 luglio 2016– Federdistribuzione e le sue aziende associate esprimono vicinanza alla popolazione della Puglia, ai propri dipendenti, ai clienti, alle loro famiglie e amici, di fronte a un fatto che ha dolorosamente coinvolto un così alto numero di persone e che lascia un forte senso di impotenza.

Resta il rammarico al pensiero che una maggiore sollecitudine nei processi amministrativi per migliorare le infrastrutture avrebbe potuto evitare questa tragedia.

 

Sprechi alimentari: al via il progetto LIFE-Food Waste Stand Up

Roma, 8 luglio 2016 - In partenza il nuovo progetto LIFE-Food Waste Stand Up coordinato da Federalimentare e finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma LIFE. Il progetto, che vanta un partenariato di tutta eccellenza composto da Federalimentare, Fondazione Banco Alimentare Onlus, Federdistribuzione e Unione Nazionale Consumatori, si focalizza su un tema di straordinaria rilevanza sociale e ambientale quale la prevenzione e riduzione dello spreco alimentare e il recupero delle eccedenze.

L'obiettivo è dare il via ad una massiccia campagna di sensibilizzazione articolata su tre target strategici: imprese alimentari, retailers e consumatori in un'ottica di cooperazione tra i principali attori della filiera per il coordinamento di azioni e strumenti atti al contenimento dello spreco e all'educazione nel recupero delle eccedenze.

Il Presidente di Federalimentare Scordamaglia, capofila del progetto, afferma: "la lotta allo spreco alimentare è una priorità assoluta per tutta la filiera alimentare italiana. E per la prima volta la si affronta con una straordinaria iniziativa che ne vede coinvolti tutti gli operatori, che raccoglie concretamente le sfide e l'eredità dell'EXPO di Milano, in coerenza con il Pinpas e con la legge per la lotta agli sprechi alimentari e la distribuzione delle derrate agli indigenti, attualmente in discussione al Senato dove ci auguriamo sia confermato il testo licenziato dalla Camera".

 

Federdistribuzione: dinamica delle vendite ancora insoddisfacente. Preoccupazione per i prossimi mesi, anche a causa della Brexit

Milano, 24 giugno 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di aprile registrano un calo del -0,5% rispetto ad aprile 2015 nelle vendite a valore, con l’alimentare a -1,6% e il non alimentare a +0,1%. Dall’inizio dell’anno le vendite complessivamente segnano un +0,8% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.

Come già era successo con il mese di marzo, anche in aprile il risultato delle vendite è influenzato dalla calendarizzazione della Pasqua, anticipata in marzo quest’anno rispetto all’aprile nel 2015. La pesante riduzione dell’alimentare (-1,6%) risente dunque di questo effetto.

“Il dato delle vendite al dettaglio nei primi 4 mesi dell’anno rimane debole e altalenante – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Una crescita del +0,8% a valore e del +0,4% a volume non può essere considerata soddisfacente e adeguata a compensare i cali registrati fino al 2014. Siamo di fronte a una sorta di “area di parcheggio” dalla quale facciamo fatica a uscire: i consumi non calano più ma non riescono a riprendersi in misura significativa”.

“Siamo inoltre preoccupati per i prossimi mesi estivi: nel 2015 si sono registrate crescite importanti, soprattutto nei prodotti alimentari, per fattori metereologici e per il contributo di Expo 2015. Il rischio, praticamente una certezza, è che nel 2016 per lo stesso periodo estivo si producano al contrario variazioni negative per le vendite al dettaglio, tali da azzerare la pur flebile dinamica positiva registrata finora”.

“Tutto ciò senza voler prendere in considerazione eventuali effetti negativi sui comportamenti d’acquisto delle famiglie e dunque sui consumi che la inevitabile situazione di incertezza e volatilità dei mercati potrà generare a causa della Brexit” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: soddisfatti per l’impugnativa del Governo. Liberalizzazioni e concorrenza devono essere difese dagli attacchi regionali

Milano, 1 giugno 2016 – Federdistribuzione accoglie con favore la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge regionale del Friuli che imponeva 10 giornate di chiusura obbligatoria per gli esercizi commerciali.

“La decisione del Consiglio dei Ministri appare coerente con il rispetto dei principi comunitari e nazionali di liberalizzazione dei mercati e di tutela della concorrenza – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Sono ormai più di quattro anni che una legge dello Stato ha concesso all’imprenditore la piena libertà di gestione dei suoi punti vendita anche per quello che riguarda gli orari di apertura e i giorni di apertura e di chiusura. Un principio che va difeso e che consente al commercio di adeguarsi nel modo migliore alle esigenze di servizio richieste dai cittadini”.

“Riteniamo non produttivo l’atteggiamento di alcune regioni, come il Friuli Venezia Giulia, che cercano di sovvertire regole già consolidate – prosegue Cobolli Gigli - In questo modo non si fa che alimentare un’incertezza normativa che penalizza gli investimenti delle imprese con riflessi sull’occupazione e lo sviluppo dei territori”.

“Auspichiamo che il Governo continui a difendere con determinazione i principi di promozione e tutela della concorrenza anche di fronte ad altre iniziative già assunte dalle istituzioni locali, finalizzate a limitare le liberalizzazioni avviate a livello nazionale. Con ciò mostrandosi coerente con le numerose dichiarazioni dell’Antitrust e i ripetuti pronunciamenti in questo senso della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: Paese ancora in deflazione. Da consumi, prezzi, produzione industriale ed esportazioni segnali preoccupanti per la ripresa. Ridare fiducia a famiglie e imprese

Milano, 31 maggio 2016 – I dati provvisori per il mese di maggio diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,3% rispetto allo stesso mese del 2015.

“L’Italia continua a rimanere in deflazione – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – siamo di fronte al quarto mese consecutivo di prezzi negativi, trascinati al ribasso dai beni energetici (-8,2%). Tuttavia, anche al netto dei beni energetici la dinamica dei prezzi (+0,5%) rimane debole, sintomo di una domanda che non riesce a mettere in moto la ripresa del Paese stimolando adeguatamente l’offerta e quindi la produzione”.

“Le famiglie italiane, pur registrando un aumento del potere d’acquisto e del livello di risparmio, restano caute e prudenti sui consumi, essendo ancora troppo preoccupate sul futuro, disorientate dalle incertezze che presentano sia il quadro economico che quello politico”.

“Deflazione, consumi che non decollano (anche il settore auto mostra qualche cedimento), produzione industriale in fase calante ed esportazioni sotto tensione per un rallentamento della crescita mondiale sono tutti segnali preoccupanti, che devono indurre il Governo a trovare tutte le risorse possibili per continuare a stimolare la ripresa, riducendo la pressione fiscale su famiglie e imprese, semplificando e liberalizzando i mercati, per ridare quella fiducia che sola è capace di riavviare la domanda interna, primo e più importante driver di sviluppo del Paese. In questo contesto una particolare raccomandazione di non aumentare le aliquote Iva” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: adesione al 6,5%, inferiore a quella della scorsa agitazione del 19 dicembre 2015. Punti di vendita aperti e regolare servizio ai consumatori

Milano, 28 maggio 2016. L’adesione allo sciopero di oggi risulta al momento del 6,5%. Una percentuale del 25% più bassa rispetto all’ultima agitazione sindacale di Dicembre 2015, che aveva registrato un 8,6% di adesione.

Non abbiamo segnalazioni di punti di vendita chiusi e quindi siamo in grado di fornire un regolare servizio alle persone.

“Nonostante la lunghezza delle trattative che i sindacati stanno imponendo, i lavoratori hanno dimostrato un comportamento responsabile – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzone – La percentuale di adesione decisamente inferiore rispetto a quella delle due precedenti manifestazioni sindacali di novembre e dicembre 2015 (rispettivamente misurate nel 9,4% e nell’8,6%) sono per noi un segnale importante che ci sprona ad essere determinati nel portare avanti le nostre ragioni nella trattativa. Sono ormai due anni e mezzo che presentiamo ai sindacati proposte che hanno l’obiettivo di tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, i complessivi livelli occupazionali e che al contempo siano sostenibili per le imprese, creando così le condizioni per tornare a crescere. Ma abbiamo sempre trovato un muro e la pretesa di firmare il medesimo contratto sottoscritto da Confcommercio, un percorso che fin da subito abbiamo detto di ritenere inaccettabile per le evidenti differenze esistenti tra le nostre grandi aziende associate e quelle del dettaglio tradizionale rappresentate da Confcommercio”.

“Viviamo un quadro economico nel quale da anni gli indicatori di redditività sono in calo, i consumi non ripartono e la strada per uscire dalla crisi si presenta ancora lunga e complessa. Le imprese hanno bisogno di recuperare produttività per riuscire ad affrontare le sfide del futuro. Una situazione che i sindacati continuano a non capire, ostinandosi a pretendere condizioni economiche che, se applicate, rischiano di riproporre difficoltà occupazionali. Il nostro auspicio è che, anche a seguito dei segnali di oggi, si trovi la reciproca volontà di lavorare congiuntamente su nuove basi per arrivare a una conclusione della trattativa positiva per lavoratori e imprese” conclude il Presidente di Federdistribuzione

 

Federdistribuzione: nostra proposta sostenibile per lavoratori e imprese

Milano, 28 maggio 2016. In relazione alle dichiarazioni dei Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL, Federdistribuzione afferma: “Abbiamo sempre avuto l’intenzione di fare un contratto per i nostri collaboratori, credendo in questo strumento – dichiara Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzone – Ma serve un CCNL che rispecchi le distintività del nostro settore, quello della Distribuzione Moderna Organizzata. La nostra proposta prevede una componente salariale con un aumento di 85 euro mensili nel triennio 2016-2018 in grado di aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, anche considerando gli anni 2014 e 2015.

Non abbiamo mai avuto intenzione di destrutturare il sistema di inquadramenti. Riteniamo sia giusto applicare il Jobs Act, una legge che può aiutare le aziende con strumenti di flessibilità, contribuendo a sostenere i livelli occupazionali in un momento di difficoltà che permane. Per quanto riguarda le vie giudiziarie già in atto, fino a questo momento ogni contenzioso si è risolto a favore delle aziende distributive, confermando la piena legittimità dell’operato delle aziende di Federdistribuzione sotto ogni profilo”.

 

Federdistribuzione: domani punti di vendita aperti. Sarà possibile fare la spesa

Milano, 27 maggio 2016. In relazione alle informazioni diffuse circa la difficoltà nel fare la spesa in occasione dello sciopero di domani 28 maggio, Federdistribuzione dichiara che le proprie aziende associate opereranno affinchè i punti vendita siano aperti e disponibili per gli acquisti.

"Non vogliamo che i nostri clienti subiscano disagi a causa delle agitazioni annunciate per domani" afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione

 

Federdistribuzione: cautela nell'analisi dei dati. Anno 2016 sotto le attese

Milano, 26 maggio 2016 – I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di marzo registrano una crescita del +2,2% rispetto a marzo 2015 nelle vendite a valore, con l'alimentare a +3,7% e il non alimentare a +1,3%. Dall'inizio dell'anno le vendite complessivamente segnano un +1,3% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente.

"L'aumento delle vendite del mese di marzo è dovuto principalmente ai prodotti alimentari, ma questo dato è influenzato dalla calendarizzazione della Pasqua, anticipata quest'anno rispetto al 2015 - commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – E il dato positivo di marzo contribuisce a determinare il risultato complessivo evidenziato dall'Istat dall'inizio dell'anno (+1,3%).

"Bisogna quindi mantenere cautela sulla dinamica delle vendite al dettaglio. A nostro avviso non ci si trova ancora di fronte a una chiara inversione di tendenza dopo anni di andamento negativo e occorrerà aspettare successive evidenze per fare una valutazione più certa. Anche in ragione del fatto che nostre fonti indicano vendite non positive per i prossimi mesi, configurando così un 2016 al di sotto delle attese.

Per sostenere e consolidare i segnali di ripresa è dunque importante che si continuino a studiare possibilità di aumentare già dall’anno prossimo il potere d'acquisto delle famiglie, agendo prevalentemente sulla leva fiscale e introducendo più concorrenza e liberalizzazioni nei mercati, dando così seguito alle raccomandazioni della Commissione Europea e del Fondo Monetario Internazionale ".

 

Federdistribuzione: deflazione ma consumi deboli. Occorre ricreare fiducia nel futuro per tornare a crescere

Milano, 29 aprile 2016 – I dati provvisori per il mese di aprile diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,4% rispetto allo stesso mese del 2015, trainato ancora una volta dal ribasso dei beni energetici (-7,4%).

“L’Italia continua a rimanere in deflazione – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – e la situazione non sembra migliorare. Il dato di aprile (-0,4%) è infatti il peggiore dall’inizio del 2016 e uno dei più bassi da molto tempo. Con questi numeri diventa anche più critico il raggiungimento del pur modesto obiettivo di inflazione annua per il 2016 del +0,2%. Anche escludendo l’effetto dei beni energetici, l’inflazione è ferma al +0,3%, sintomo di una domanda ancora debole”.

“Un’inflazione bassa, o addirittura negativa come accade ormai da 3 mesi, dovrebbe essere di sostegno ai consumi, poiché le famiglie vedono aumentare il loro potere d’acquisto – continua Cobolli Gigli - Ciò tuttavia non sta accadendo, e i consumi permangono in un limbo di crescita modesta (se escludiamo il settore auto rischiano di essere pericolosamente vicini allo zero) perché le persone vivono ancora un clima di incertezza sul futuro, che frena gli acquisti e induce a ricostituire lo stock di risparmio, precedentemente eroso dalla crisi”.

“Ed è anche su questa “leva immateriale” che occorre agire per tornare a crescere, ricreando sicurezza e fiducia con politiche che configurino un reale cambiamento per il Paese, attraverso la continuazione del programma di riforme, la creazione delle condizioni per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, fornendo più certezze che dubbi sulle pensioni” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: febbraio positivo ma permane un quadro instabile. Dare potere d’acquisto alle famiglie e confermare no a clausole di salvaguardia

Milano, 22 aprile 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di febbraio registrano una crescita del 2,7% rispetto a febbraio 2015 nelle vendite a valore, con l’alimentare a 3,3% e il non alimentare a 2,0%. Dall’inizio dell’anno le vendite complessivamente segnano un +0,8% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.

“I dati di febbraio confermano una tendenza altalenante delle vendite al dettaglio, oscillanti tra il segno più e il segno meno ormai da qualche mese – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Peraltro, secondo nostre fonti e istituti di ricerca, questa incertezza permane anche per il mese di marzo e per le prime settimane di aprile, configurando un 2016 al di sotto delle attese e più negativo del 2015”.

“Siamo quindi di fronte a un quadro instabile che ancora non ci consente di considerarci all’interno di un significativo percorso di ripresa. Solo una più robusta crescita dei consumi potrà infatti portare il Paese al di fuori delle secche di una situazione di stagnazione strisciante: non più crisi e recessione ma non ancora sviluppo e crescita”.

“Occorre quindi dar seguito ad alcune proposte e riflessioni finalizzate ad aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e che stanno animando il dibattito in questi giorni di discussione sul Def: dall’ipotesi di estensione della platea dei destinatari degli 80 euro all’anticipo al 2017 dell’intervento di riduzione delle aliquote Irpef per i redditi più bassi. Sempre tenendo ferma la barra sulla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per il 2017 come indicato nel Def, punto sul quale è indispensabile non fare alcun passo indietro”.

 

Federdistribuzione: interrotto il negoziato con i Sindacati per la sottoscrizione del CCNL della DMO

Milano, 13 aprile 2016 – In data odierna è avvenuto un incontro tra Federdistribuzione e le Organizzazioni Sindacali (OO.SS.) sul CCNL della DMO.

La Federazione ha proposto la costituzione di una nuova bilateralità, condivisa con i sindacati, efficiente, moderna e mirata ai bisogni primari e concreti dei lavoratori.

In considerazione dell’andamento del mercato e della debole ripresa dei consumi, inferiore alle aspettative, Federdistribuzione ha proposto la realizzazione di strumenti negoziali per la gestione delle crisi aziendali, al fine di identificare azioni preventive che possano scongiurare nuove emergenze occupazionali.

E’ stata inoltre manifestata disponibilità alle richieste delle OO.SS. su aspetti normativi e di mercato del lavoro, quali, ad esempio, permessi e tutele a favore di particolari categorie di lavoratori.

Per quanto riguarda gli aspetti salariali, Federdistribuzione ha aderito alle richieste dei Sindacati di riconoscere un aumento di 85 euro mensili a regime, proponendo una erogazione nel triennio 2016 -2018, con il pagamento di una prima tranche nel prossimo mese di maggio.

La proposta di Federdistribuzione non è stata accettata dalle OO.SS. e ciò ha comportato l’interruzione della trattativa.

Federdistribuzione conferma la volontà di arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro della Distribuzione Moderna Organizzata.

 

Federdistribuzione: le decisioni delle amministrazioni si disinteressano della volontà popolare

Milano, 6 aprile 2016. Oggi si è riunita la Commissione Paritetica “Dei Dodici” che, appellandosi all’autonomia locale, ha proposto nuove limitazioni allo sviluppo delle grandi strutture, frenando in questo modo il processo di ammodernamento della rete commerciale del territorio.

Tutto ciò in evidente contraddizione con le scelte dei cittadini, che proprio ieri, attraverso un referendum popolare, hanno dato parere favorevole alla creazione di un nuovo grande centro commerciale. A dimostrazione che il rinnovamento della rete commerciale, attraverso sviluppo e investimenti, sta a cuore più ai cittadini che ai loro amministratori.

L’indirizzo della Commissione Paritetica “dei dodici” rappresenta l’ennesimo tentativo da parte di un organismo locale di far approvare indicazioni in chiaro contrasto con i principi di liberalizzazione previsti dalle leggi nazionali. Una storia che, sul territorio di Bolzano, si ripete con continuità, però, finora, senza alcun esito. Infatti negli ultimi 3 anni la Provincia di Bolzano ha emanato 3 leggi sul commercio, di cui la prima già dichiarata incostituzionale, la seconda modificata per evitare la sentenza della Corte Costituzionale e la terza ancora al vaglio della stessa Corte (che dovrà pronunciarsi a luglio), a seguito del ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio.

“Le dichiarazioni della Commissione “dei dodici” contrastano clamorosamente con la volontà popolare di avere un commercio moderno e adeguato ai nuovi bisogni che i cittadini esprimono. I tentativi maldestri dell’ Amministrazione Provinciale di varare provvedimenti restrittivi e in contrasto con le leggi nazionali ispirate a principi di liberalizzazione creano un’incertezza normativa che penalizza investimenti, sviluppo e occupazione, tutti elementi sui quali la Distribuzione Moderna Organizzata (DMO) può dare un contributo positivo, se lasciata libera di esprimere il suo potenziale. – Dichiara Diego Andolfato Delegato territoriale di Federdistribuzione per il Trentino e l’Alto Adige e Direttore Sviluppo ed Espansione di Aspiag Service – Inoltre i numerosi contenziosi ingolfano i tribunali amministrativi con un aggravio di tempi e costi per l’intero sistema.

La volontà delle istituzioni di sostenere una pluralità di formule distributive sul territorio – Conclude Andolfato - non può passare per una sistematica penalizzazione della DMO, bloccandone ogni forma di crescita. Dovrebbe invece essere impostata una politica che favorisca cambiamento, ammodernamento ed efficienza del dettaglio tradizionale, senza frenare la DMO”.

 

Federdistribuzione: deflazione un pericolo per la ripresa. Stimolare i consumi con liberalizzazioni e riforme

Milano, 31 marzo 2016 – I dati provvisori per il mese di marzo diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,2% rispetto allo stesso mese del 2015, trainato ancora una volta dal ribasso dei beni energetici non regolamentati (-11,2%).

“L’Italia è ancora in deflazione, e questa non è una buona notizia – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Anche escludendo l’effetto dei beni energetici non regolamentati, l’inflazione è ferma al +0,4%, un valore che testimonia la debolezza della domanda interna, ancora incapace di stimolare un sostenuto cammino di crescita”.

“Il permanere, per il secondo mese consecutivo, di questa situazione di prezzi in calo – continua Cobolli Gigli - rischia di innescare quel circolo vizioso legato alla deflazione che porta i consumatori a rimandare i propri acquisti nell’attesa di ulteriori riduzioni dei prezzi, soprattutto per ciò che riguarda i beni non alimentari. Un effetto che potrebbe frenare, se non interrompere, l’ancora incerto percorso di uscita dalla crisi”

“Questo quadro di deflazione non deve peraltro aprire alla possibilità di ipotizzare aumenti dell’Iva, anche se ridotti rispetto alla piena applicazione delle clausole di salvaguardia, come alcune fonti di stampa hanno segnalato nei giorni scorsi. Sarebbe una ulteriore penalizzazione per i consumi, che invece andrebbero incentivati, attraverso liberalizzazione dei mercati e attuazione delle riforme, con effetti positivi anche dal punto di vista fiscale, per ridare fiducia alle persone e trasformare in consumi, attraverso scelte sempre attente e oculate, almeno parte dei risparmi che stanno aumentando” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: preoccupati per l’avvio lento del 2016. Meno tasse e burocrazia per favorire consumi e investimenti

Milano,24 marzo 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di gennaio registrano una diminuzione del -0,8% rispetto a gennaio 2015 nelle vendite a valore, con l’alimentare a -0,6% e il non alimentare a -0,8%.

“Il 2016 comincia in modo non positivo – Commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione –Il dato negativo del settore non alimentare indica che anche i saldi, nonostante le attese da parte di consumatori e imprese, non sono riusciti a dare slancio ai consumi, che dopo l’euforia del periodo estivo del 2015 si sono nuovamente appiattiti”.

“Questo avvio debole delle vendite complessive, nonostante la Distribuzione Moderna Organizzata dia segnali più incoraggianti rispetto alle altre formule commerciali, è particolarmente preoccupante – continua Cobolli Gigli - perché il 2016 rappresenta l’anno chiamato a dare un segnale definitivo sulla capacità dell’Italia di tornare a correre alla velocità degli altri Paesi, per non perdere ulteriormente terreno. Peraltro ulteriori preoccupazioni si aggiungono a seguito dei recenti fatti di Bruxelles, soprattutto per il turismo”.

Finché non si riprenderanno i consumi sarà difficile avviare per il Paese un robusto percorso di ripresa. Ed è su questo obiettivo che chiediamo al Governo di concentrare le risorse, riducendo l’impatto del fisco su famiglie e imprese, lavorando per evitare ulteriori freni al loro sviluppo per il futuro (clausole di salvaguardia su Iva e accise), sostenendo gli investimenti attraverso interventi che favoriscano semplificazioni e riduzione dei costi della burocrazia” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: con la legge Gadda sarà più facile per le imprese donare.

Milano, 17 marzo 2016 – “L’approvazione della legge Gadda alla Camera rappresenta un primo importante passo per semplificare il processo di donazione delle rimanenze alimentari” Dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione.

“Federdistribuzione ha fin da subito appoggiato l’impianto normativo promosso dalla legge in quanto questa rappresenta un buon punto di partenza per stimolare l’aumento delle donazioni. La nuova normativa favorirà e semplificherà quanto le nostre aziende già stanno facendo: uno studio del Politecnico di Milano*, infatti, evidenzia come le imprese della distribuzione ogni anno donino prodotti alimentari ancora perfettamente commestibili per 65.000 tonnellate, pari a oltre 80 milioni di pasti”.

“Ci auguriamo che l’iter normativo sia breve e che il Senato approvi il testo proposto senza ulteriori modifiche” Conclude il Presidente di Federdistribuzione.

*Surplus Food Management – Against food waste”. 2015

 

Federdistribuzione: Orari dei negozi - il Friuli-Venezia Giulia si appresta ad approvare una legge illiberale, demagogica e anticostituzionale

Milano, 15 marzo 2016 – Sono stati approvati oggi dal Consiglio regionale del Friuli- Venezia Giulia gli articoli del disegno di legge che prevedono dieci festività di chiusura obbligatoria per gli esercizi commerciali, giornate determinate e imposte dalla normativa senza nessuna possibilità di scelta da parte dell’imprenditore. Un provvedimento che giudichiamo illiberale, demagogico e anticostituzionale.

Illiberale, in quanto si impedisce all’imprenditore del commercio di poter declinare la propria offerta sulla base dell’effettiva domanda, come invece è stabilito dalla normativa nazionale. In un settore distributivo in grande evoluzione e nel quale l’e- commerce continua a crescere (una vetrina aperta 7 giorni su 7 e 24 ore su 24), imporre la chiusura dei punti vendita appare del tutto illogico e antistorico.

Demagogico, perché pensato a tutela dei lavoratori rischia di essere per loro stessi controproducente. Con la liberalizzazione degli orari si è generata in Italia una maggior distribuzione di salari per 400 mio € e una maggiore occupazione per 4.200 unità (prevalentemente contratti part time a tempo determinato). Tornare indietro dopo più di 4 anni rispetto a una situazione ormai consolidata e in un quadro di consumi che faticano a riprendere slancio significa mettere a rischio i livelli occupazionali raggiunti.

Anticostituzionale, perchè più volte sentenze della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e dei Tar (senza contare i pronunciamenti dell’Antitrust) hanno chiarito che la materia relativa agli orari degli esercizi commerciali è di esclusiva pertinenza statale, in quanto inerente alla tutela della concorrenza.

“Il Consiglio regionale ha approvato gli articoli del disegno di legge pur essendo pienamente cosciente del fatto che ci saranno ricorsi e che la Corte Costituzionale ne stabilirà l’illegittimità. – Dichiara Fabrizio Cicero, delegato Federdistribuzione per il Friuli-Venezia Giulia – Il risultato sarà una fase di confusione normativa che penalizzerà i consumatori e le imprese. Esattamente il contrario di quello che bisognerebbe fare in questo momento, cioè dare certezze per favorire la ripresa e l’uscita dalla crisi. In sostanza siamo di fronte all’emanazione di un provvedimento che potrà solo recare danno all’intera economia della Regione”.

 

Federdistribuzione: nella lotta allo spreco alimentare ognuno si prenda le sue responsabilità

Milano, 14 marzo 2016 – In merito alle notizie diffuse oggi dalla Coldiretti sullo spreco alimentare, Federdistribuzione segnala che dall’ultimo studio del Politecnico di Milano emerge che le rimanenze alimentari in Italia sono di 5.590.000 tonnellate, pari a oltre 13,5 miliardi di euro. Di queste i consumatori sono responsabili del 43%, la distribuzione del 13%, la ristorazione del 4%, la trasformazione del 3% e il settore primario del 37%.

Uno studio autorevole che è stato più volte citato da vari attori della filiera e in vari eventi istituzionali ed è stato presentato il 6 ottobre 2015 presso Expo alla presenza del Ministro Martina, dell’On. Gadda e delle varie associazioni che compongono la filiera.

Lo stesso studio evidenzia come la distribuzione ogni anno doni prodotti alimentari ancora perfettamente commestibili per 65.000 tonnellate, pari a oltre 80 milioni di pasti.

Siamo convinti che la questione della lotta allo spreco e del recupero delle rimanenze alimentari sia importante e che per affrontarla ogni elemento della filiera debba innanzitutto prendersi le proprie responsabilità.

 

Dati Istat sui prezzi al consumo

Federdistribuzione: l’inflazione ancora debole. Stimolare la domanda interna per una crescita dei prezzi

Milano, 3 febbraio 2016 – I dati provvisori per il mese di gennaio diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,3% rispetto allo stesso mese del 2015.

“La leggera ripresa dell’inflazione di gennaio è in gran parte dovuta al ridimensionamento del calo dei beni energetici e al rialzo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Il quadro complessivo che emerge è però ancora quello di un Paese con i prezzi fermi e, ultimo dato Istat sulle vendite al dettaglio (-0,1% novembre 2015 vs novembre 2014), con una domanda interna ancora molto debole e incerta sul suo sviluppo.

Nonostante gli sforzi della BCE e alcuni segnali incoraggianti sui livelli occupazionali, il Paese non riesce a riprendere slancio proprio per la fragilità della crescita dei consumi, l’unico fattore in grado di sollecitare produzione e ripresa dei prezzi – continua Giovanni Cobolli Gigli - Sarebbe importante, quindi, attivare ogni iniziativa per far sì che le famiglie trasformino in consumi, attraverso scelte sempre attente e oculate, almeno parte dei risparmi che stanno aumentando. Vi sono iniziative che non hanno alcun costo per lo Stato e possono invece avere impatti positivi. E’ il caso della liberalizzazione delle vendite promozionali per i prodotti non alimentari, un provvedimento capace di stimolare gli acquisti di settori fortemente penalizzati negli ultimi anni dalla crisi” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Dati Istat sulle vendite al dettaglio

Federdistribuzione: dato di novembre ulteriore segnale della fragilità della ripresa. Liberalizzare le promozioni per stimolare i consumi

Milano, 25 gennaio 2016 – I dati pubblicati oggi dall’Istat relativi al mese di novembre 2015 registrano complessivamente una variazione pari al -0,1% nella dinamica delle vendite a valore nel confronto con novembre 2014. L’alimentare segna un -0,2% mentre per il non alimentare la variazione è nulla. Per quanto riguarda i dati a volume, l’Istat rileva un calo del -1,0% rispetto a novembre 2014, con l’alimentare a -1,7% e il non alimentare a -0,6%.

Dall’inizio dell’anno le vendite segnano un +0,8% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente: l’alimentare è a +1,3% e il non alimentare a +0,6%.

“Dopo 5 mesi di crescita le vendite al dettaglio a novembre frenano bruscamente per tutte le formule distributive, segnando addirittura nel suo complesso un valore negativo – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Siamo sempre stati molto prudenti nel commentare i dati positivi dell’ultimo periodo, temendo che l’instabile situazione nazionale e internazionale potesse frenare quello slancio. I dati di novembre confermano i nostri timori, e informazioni in nostro possesso fanno prevedere risultati non brillanti anche per il mese di dicembre.

“Viviamo una situazione nella quale i segnali di risveglio dell’economia nazionale rischiano di non tradursi in nuovi consumi generalizzati (solo il settore dell’auto appare fortemente dinamico), con ciò bloccando il processo di ripresa che non riesce a decollare. Infatti, nonostante il clima di fiducia delle famiglie sia alto, queste ultime preferiscono aumentare i risparmi. Siamo da sempre convinti che solo una decisa e generale ripresa dei consumi delle famiglie potrà stimolare efficacemente la ripresa economica italiana, e in questa direzione vanno dedicati tutti gli sforzi”.

“Ci sono alcune iniziative che possono contribuire a stimolare gli acquisti delle famiglie italiane – continua Cobolli Gigli – Come ad esempio la liberalizzazione delle vendite promozionali per i prodotti non alimentari, un provvedimento utile per i consumatori, che godrebbero regolarmente di offerte convenienti, e per le imprese, che potrebbero gestire al meglio la rotazione e gli stock assortimentali, minimizzando i propri costi e garantendo ai clienti sempre un’offerta aggiornata”.

“Sono iniziative senza alcun impatto economico sui conti delle amministrazioni ma utili a rilanciare una domanda interna poco vivace” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Saldi invernali 2016

Federdistribuzione: vendite -0,4% nei primi 11 giorni del 2016. La data di partenza dei saldi si è rivelata una scelta inopportuna, ora liberalizzare le promozioni

Milano, 13 gennaio 2016 – per quanto riguarda i saldi, le vendite dal 1 all’11 gennaio 2016 segnano un -0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno*.

“Temevamo questo risultato che si conferma essere al di sotto delle attese e contrario alle previsioni diffuse – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – L’avvio delle vendite di fine stagione in un giorno feriale è stata una scelta inopportuna che ha avuto effetti negativi sull’affluenza dei consumatori nei negozi e sulle vendite. Federdistribuzione, con altre associazioni della Distribuzione Moderna, si è opposta chiedendo l’anticipo dei saldi al primo week end dell’anno, cioè al 2 e 3 gennaio, ma non è stata ascoltata”.

“Quest’anno c’era grande attesa per le vendite di fine stagione – continua Cobolli Gigli – poiché un clima anomalo ha penalizzato le vendite di abbigliamento negli ultimi mesi del 2015. Un avvio corretto dei saldi avrebbe offerto un’opportunità importante per migliorare questa situazione”.

“La conferma dell’avvio al 5 gennaio, un martedì, ha invece penalizzato tutti, inducendo peraltro a una corsa “opaca” all’anticipo dei saldi fin da prima di Natale, che forse avrebbe potuto essere limitata da una scelta diversa della data di partenza. I comportamenti di consumatori e imprese confermano che mantenere in vita normative vetuste e anacronistiche, come quelle che in molte regioni impediscono le promozioni sui prodotti oggetto dei saldi nei giorni precedenti e/o successivi alle vendite di fine stagione, non aiuta lo sviluppo moderno del sistema distributivo e la trasparenza nel mondo del commercio. Non dimentichiamoci, inoltre, che quest’anno è davvero esploso il fenomeno dell’acquisto via internet, un ambito nel quale regole come queste non possono essere rispettate”.

“Torniamo a ribadire che, di fronte a questa situazione, la strada migliore da percorrere è quella della piena liberalizzazione delle promozioni nel settore non alimentare, mantenendo il momento dei saldi come forte elemento di marketing e di attrazione, in grado di far competere il nostro Paese con quanto accade nelle altre grandi capitali europee, attirando clienti da tutto il mondo in virtù della nostra unica e qualificata offerta di “Made in Italy”, conclude il Presidente di Federdistribuzione.

*dato relativo all’80% delle aziende associate a Federdistribuzione operanti nel tessile

 

Sciopero del 19 dicembre 2015

Federdistribuzione: adesione all’8%, inferiore a quella della scorsa agitazione del 7 novembre. Punti di vendita aperti e regolare servizio ai consumatori

Milano, 19 dicembre 2015. L’adesione allo sciopero di oggi risulta al momento dell’8%, inferiore del 15% rispetto a quella della scorsa manifestazione del 7 novembre, che era stata misurata nel 9,4%.

Non abbiamo segnalazioni di punti di vendita chiusi e quindi siamo in grado di fornire un regolare servizio alle persone in un momento così particolare per gli acquisti “Ciò che noi proponiamo è concreto, realizzabile e costruttivo. Il nostro auspicio è che il dialogo possa riavviarsi per arrivare in tempi brevi a un risultato positivo per lavoratori e imprese” – dichiara Cobolli Gigli.

“Le trattative si sono interrotte perché abbiamo trovato un muro di fronte a qualsiasi nostra proposta – continua il Presidente di Federdistribuzione – Vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma veniamo da anni difficili, con cali di fatturato e redditività vicine allo zero.

La nostra proposta è semplice: da un lato erogazione di aumenti salariali che tutelino il potere d’acquisto dei lavoratori, quindi allineati con l’inflazione prevista nel triennio 2016-2018; dall’altro sviluppo di un welfare aziendale di sostegno al reddito e di servizi, soprattutto nell’ambito dell’assistenza sanitaria”.

“Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le retribuzioni o di peggiorare le condizioni di lavoro. Infatti, contrariamente a quanto diffuso, aumenteremo i salari, manterremo la 13° e la 14° mensilità, manterremo le attuali maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, manterremo gli scatti di anzianità”.

 

Federdistribuzione contesta le dichiarazioni di UILTUCS sui decreti ingiuntivi. Il Tribunale di Milano oggi ha rigettato il decreto ingiuntivo presentato contro Rinascente

 

 

Milano, 18 dicembre 2015 – Federdistribuzione contesta le dichiarazioni rilasciate dal Segretario Generale UILTUCS Brunetto Boco relativamente ai ricorsi ingiuntivi presentati da UILTUCS e al fatto che la stessa abbia avuto ragione nei confronti delle aziende appartenenti a Federdistribuzione verso cui i decreti sono stati presentati.

I decreti ingiuntivi vengono emessi dal giudice ma con la possibilità di opposizione da parte delle aziende. L’ingiunzione non implica alcuna condanna, e tutte le aziende coinvolte hanno fatto opposizione.

Proprio in data odierna si è giunti per la prima volta alla conclusione di un giudizio: il Tribunale di Milano, dopo ampia discussione nel merito, ha deciso il rigetto del decreto ingiuntivo promosso da UILTUCS contro Rinascente.

Sciopero del 19 dicembre 2015

 

Federdistribuzione: sabato 19 dicembre assicurato il servizio per la clientela

 

 

Milano, 17 dicembre 2015 – Per il 19 dicembre sono state annunciate agitazioni sindacali nel settore del commercio. Si tratta dell’ultimo sabato prima di Natale, un momento importante per le persone che vogliono acquistare i regali o vogliono procurarsi ciò che serve per passare le festività insieme ai propri cari.

Le imprese associate a Federdistribuzione assicureranno il servizio ai propri clienti. Ci si potrà quindi rivolgere regolarmente al proprio punto vendita di fiducia per fare la spesa o per comprare gli ultimi regali.

“Non vogliamo penalizzare le persone in un giorno così significativo nella loro preparazione delle festività – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Ci impegneremo per garantire il servizio che meritano in un momento nel quale, dopo anni di buio, si incomincia a intravvedere una debole luce di uscita dal tunnel e si ritrova fiducia nel futuro e desiderio di condividere i momenti di festa”.

Sciopero del 19 dicembre 2015

 

FACCIAMO CHIAREZZA

 

 

Milano, 15 dicembre 2015 – Il 19 dicembre è stata proclamata dalle OO.SS. una giornata di sciopero. Si tratta dell’ultimo sabato prima di Natale, un giorno importante per gli acquisti legati alle festività. “Uno scarso senso di responsabilità da parte dei sindacati – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per una decisione che potrebbe arrecare disagio alle persone interessate agli acquisti e minare la sostenibilità del settore”.

“Le trattative si sono interrotte perché abbiamo trovato un muro di fronte a qualsiasi nostra proposta – continua il Presidente di Federdistribuzione – Vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma veniamo da anni difficili, con cali di fatturato e redditività vicine allo zero. Il nostro obiettivo è siglare il primo contratto della Distribuzione Moderna Organizzata che rispecchi le nostre distintività rispetto ad altre formule del commercio, che salvaguardi le condizioni economiche dei lavoratori ma ponga le basi per tornare a crescere, sviluppando investimenti e nuova occupazione”.

“In questo quadro non possiamo accettare le condizioni sindacali, che vorrebbero una mera applicazione degli incrementi economici concordati con Confcommercio: si tratterebbe infatti di aumenti superiori all’inflazione previsionale, che comporterebbero inevitabilmente ricadute negative per il settore”.

“Per questo la nostra proposta è semplice: - prosegue il Presidente di Federdistribuzione - da un lato erogazione di aumenti salariali allineati con l’inflazione prevista nel triennio 2016-2018 per tutelare i salari e dall’altro sviluppo di un welfare aziendale di sostegno al reddito e di servizi, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, dei trasporti, delle attività scolastiche, ecc”.

“Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le retribuzioni o di peggiorare le condizioni di lavoro. Infatti, contrariamente a quanto diffuso, aumenteremo i salari, manterremo la 13° e la 14° mensilità, manterremo le attuali maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, manterremo gli scatti di anzianità”.

“Ciò che noi proponiamo è concreto, realizzabile e costruttivo. Il nostro auspicio è che su questi presupposti il dialogo possa riavviarsi per arrivare in tempi brevi a un risultato positivo per lavoratori e imprese” – conclude Cobolli Gigli.