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COMUNICATI STAMPA

 

Federdistribuzione: dati di marzo condizionati dalla Pasqua ma resta debole la domanda interna

Milano, 9 maggio 2017– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di marzo 2017 registrano un calo del -0,4% rispetto a marzo 2016 nelle vendite a valore, con l’alimentare a -1,8% e il non alimentare a +0,3%. Nell’arco dei primi tre mesi dell’anno l’Istat evidenzia una variazione pari al -0,5% a valore e al -1,4% a volume.

“Difficile commentare i dati di marzo – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – perché l’effetto calendario della Pasqua ( il 27 marzo nel 2016 e il 17 aprile nel 2017) ha giocato un ruolo fondamentale nel dato negativo dei prodotti alimentari (-1,8% a valore e -4,5% a volume)”.

“Resta comunque il fatto – prosegue Cobolli Gigli - che siamo di fronte a un quadro di consumi deboli, come testimoniano i dati delle vendite dei beni non alimentari: -0,2% sia a valore che a volume nel periodo gennaio-marzo 2017”.

“Questa dinamica delle vendite rende difficile prevedere quella ripresa dei consumi che avrebbe potuto sostenere la crescita del Paese” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: risalita dell'inflazione dovuta a fattori stagionali

Milano, 28 aprile 2017 – I dati provvisori per il mese di aprile diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +1,8% rispetto allo stesso mese del 2016.

La risalita dell'indice dei prezzi è trainata principalmente dai beni energetici regolamentati (energia elettrica e gas naturale) e dai servizi, principalmente quelli relativi ai trasporti, anche a causa dei lunghi ponti che hanno caratterizzato il mese di aprile.

Il rialzo dell'inflazione nel mese di aprile è dovuto in gran parte a fattori stagionali. L'aumento nei servizi relativi ai trasporti e a quelli ricreativi e culturali risente infatti della concentrazione nel mese delle festività di Pasqua e del ponte del 25 aprile. Si riduce invece, come previsto, l'incidenza degli alimentari non lavorati, la cui variazione aveva caratterizzato le impennate dei prezzi nei mesi scorsi.

L'inflazione di fondo, nonostante la ripresa di aprile, resta su valori contenuti (1,1%). Questo fatto, insieme alla stabilità del prezzo del petrolio e al rientro delle tensioni sui prodotti alimentari freschi, contribuisce a non generare particolari preoccupazioni sulle tendenze inflattive dei prossimi mesi.

 

Federdistribuzione: garantire la libertà imprenditoriale di aprire e chiudere i negozi

Milano, 21 aprile 2017 – Di fronte alla confermata agitazione sindacale per le prossime festività del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, Federdistribuzione ribadisce la sua posizione: occorre lasciare all’imprenditore la libertà di aprire o chiudere i negozi in base al servizio che ritiene di voler offrire ai clienti. Questa libertà è sancita da una legge nazionale (Salva Italia) che deve essere rispettata e non può essere superata da norme regionali o comunali. Gli orari dei negozi sono infatti fattore di concorrenza, e la tutela e promozione della concorrenza è materia di esclusiva competenza statale, come più volte ribadito da sentenze della Corte Costituzionale.

Ciò non significa volere aperture indiscriminate di tutti i punti vendita 7 giorni su 7: le scelte delle imprese distributive sono orientate da buon senso, come testimonia il fatto che nella giornata di Pasqua solo il 15% dei negozi delle aziende associate a Federdistribuzione è rimasto aperto (e circa un terzo con orario ridotto), principalmente nelle città d’arte e turistiche.

Non dimentichiamo che mentre si invoca la chiusura per i negozi, l’e-commerce continua a crescere, lui sì con una vetrina aperta 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, e che centinaia di mercati e mercatini si svolgono regolarmente. Continuando a operare per porre ostacoli alle attività del mondo del commercio fisico non si fa altro che aggiungere difficoltà a quelle che già sta affrontando il settore a causa della crisi, e questo potrà avere conseguenze sullo sviluppo, sia in termini di investimenti che di occupazione.

Ricordiamo infine che, secondo recenti dati diffusi dalla Cgia di Mestre, ben 4,7 milioni di persone lavorano la domenica, non solo nei servizi essenziali e nel commercio ma soprattutto nel turismo, nella ristorazione e nella cultura. E nessuno giustamente protesta per chi da tempo lavora nei giorni festivi nei bar, ristoranti, alberghi o cinema!