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Si è svolto il 3 aprile a Roma, l'incontro " Agricoltura e moderna distribuzione: valore e valori ", organizzato da ADM (Associazione Distribuzione Modena) in collaborazione con Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad. Al centro dei lavori, la presentazione della ricerca di Nomisma "La filiera agroalimentare italiana. Formazione del valore e dei prezzi alimentari lungo la filiera" .

Di seguito il link per scaricare la ricerca e la relativa sintesi.

 

Scarica la ricerca:

Scarica la sintesi

 


 

COMUNICATI STAMPA

 

 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: situazione dei consumi grave, ripresa ancora lontana. Un programma di riforme economiche per ridare fiducia alle famiglie

 

Milano, 25 settembre 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di luglio 2014 mostrano ancora un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un -1,5%, con l'alimentare a -2,5% e il non alimentare a -1,0%.

 

Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta complessivamente al -1,1%: -1,1% per l'alimentare e -1,1% per il non alimentare.

“Il dato di luglio delle vendite al dettaglio è una conferma che siamo ancora lontani dall'uscita dal tunnel e che la ripresa del Paese rimane un miraggio – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – In particolare preoccupano i dati dei consumi di prodotti alimentari: il -2,5% è il segno che le famiglie stanno cercando economie e risparmi anche nei bisogni più essenziali”.

 

“Siamo sempre più convinti – continua Cobolli Gigli - che per risollevare l'Italia occorra in primo luogo stimolare la domanda interna e ridare fiducia alle persone attraverso un progetto di rilancio del Paese che sia concreto e credibile. Senza questa componente “psicologica” anche buone iniziative come gli 80 euro in busta paga non riescono a produrre effetti positivi”.

 

Confidiamo nella volontà di cambiamento che il Governo esprime attraverso le azioni in corso di pianificazione: riteniamo infatti indispensabile un programma di riforme economiche che affianchi quelle, pur necessarie, di tipo istituzionale, promuovendo liberalizzazioni e semplificazioni come principi guida di ogni intervento” conclude il Presidente di Federdistribuzione


 

 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: Italia in deflazione e quadro economico del Paese grave. Settembre e ottobre siano l'occasione per riforme strutturali e semplificazioni.

 

Milano, 29 agosto 2014 – I dati  provvisori per il mese di agosto 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione (beni + servizi), pari al -0,1% rispetto ad agosto 2013, ancora in calo dopo il +0,1% registrato a luglio nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente.

 

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona ad agosto 2014 restano ancora in deflazione (-0,2% su agosto 2013 dopo il -0,6% di luglio).

 

“Ormai il nostro Paese è ufficialmente entrato in deflazione – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – e per il terzo mese consecutivo i beni alimentari, per la cura della casa e della persona portano il segno meno, dati che evidenziano in modo chiaro lo stato di sofferenza in cui versano le imprese della Distribuzione Moderna Organizzata.”

 

Tutti gli indicatori - continua Cobolli Gigli - ci riportano ad un quadro economico del Paese estremamente grave : prezzi sotto zero, vendite al palo, Pil e fiducia dei consumatori in calo, e la disoccupazione che torna a salire (a luglio è al 12,6%, in rialzo di 0,5 punti su base annua). Questa situazione, aggravata dal peso fiscale, diventa insostenibile per le imprese, compromettendo una già bassissima redditività.

 

“La situazione economica è diventata una priorità, e ci auguriamo che il Governo riesca ad operare con tutti gli sforzi necessari e possibili nei mesi di settembre e ottobre per attuare riforme di sistema e semplificazioni”. Conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 


 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: pesante calo nelle vendite al dettaglio di giugno. Necessario un piano organico per rilanciare i consumi

 

Milano, 28 agosto 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di giugno 2014 mostrano un preoccupante calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un -2,6%, con l'alimentare a -2,4% e il non alimentare a -2,8%.

 

Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta complessivamente al -1,0%: -0,7% per l'alimentare e -1,1% per il non alimentare.

“Giugno segna un ulteriore pesante segno meno nella dinamica delle vendite al dettaglio– commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – con cali nelle vendite per tutte le formule distributive ad eccezione di un debole incremento dei discount. A completare il quadro difficile dei consumi, ieri l'Istat ha reso noto anche l'ulteriore calo dell'indice di fiducia dei consumatori che ad agosto arretra a 101,9 da 104,4”.

 

“Una situazione di grave sofferenza per il commercio – continua il Presidente di Federdistribuzione – che al momento non vede soluzione. I dati di giugno testimoniano inoltre come il bonus di 80 euro in busta paga, erogato alla fine di maggio, al momento non ha portato ancora risultati apprezzabili in termini di ripresa delle vendite, complice il potere d'acquisto pesantemente eroso dalla crisi economica e la forte incertezza fiscale che pesa sulle famiglie italiane.

 

“Continuiamo a sostenere che il bonus degli 80 euro sia un provvedimento utile per rilanciare la domanda interna e che i risultati saranno apprezzati sul lungo periodo, ma crediamo che questo non sia sufficiente per uno strutturale rilancio dei consumi. Il Paese ha bisogno di liberalizzare quei comparti economici ancora ingessati e che rappresentano un deterrente per gli investimenti e la nascita di nuove imprese, di rendere più rapidi, chiari e fluidi gli adempimenti fiscali per famiglie e aziende, di alleggerire il peso della burocrazia e del cuneo fiscale, in modo da favorire gli investimenti e lo sviluppo. – conclude Giovanni Cobolli Gigli.


 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Inflazione vicina allo zero e consumi in calo stanno mettendo in ginocchio le aziende. Riportare al centro dell’azione del Governo le questioni economiche

 

Milano, 31 luglio 2014 – I dati  provvisori per il mese di luglio 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione (beni + servizi), pari al +0,1% rispetto a luglio 2013, in riduzione dopo il +0,3% registrato a giugno nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente.

 

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona a luglio 2014 appaiono per il secondo mese consecutivo in deflazione (-0,6% su luglio 2013 dopo il -0,5% di giugno).

 

“Stiamo avvicinandoci al punto di deflazione – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – una situazione che si sta peraltro già verificando da due mesi per quanto riguarda i beni alimentari, per la cura della casa e della persona.

Un quadro estremamente preoccupante, perché a una variazione dei prezzi vicina allo zero si accompagnano consumi in calo (vendite al dettaglio nei primi 5 mesi dell'anno in diminuzione del -0,7%): una combinazione che sta mettendo in ginocchio le aziende , che vedono ridursi i propri indicatori di redditività a livelli allarmanti e che non riescono più a sostenere le spese di investimento, frenando in questo modo la ripresa del Paese.

 

“La centralità delle riforme istituzionali non è in discussione – continua il Presidente di Federdistribuzione – ma i segnali che arrivano sulla “salute del Paese” devono riportare tra le priorità dell'agenda del Governo le questioni economiche , che in questo momento appaiono in secondo piano. E' indispensabile varare un pacchetto di misure di forte impatto sul sistema, che agisca migliorando il potere d'acquisto delle famiglie e riducendo i costi per le imprese, combattendo l'evasione, la contraffazione e l'abusivismo e incidendo efficacemente sulla spesa della Pubblica Amministrazione.

 

In questo senso – conclude Cobolli Gigli - ci allarmano le ultime notizie sulle difficoltà relative alla spending review , un percorso necessario e inevitabile che sta procedendo troppo a rilento e tra mille ostacoli, e sulle continue modifiche al decreto competitività , un provvedimento che prevede la giusta garanzia di libertà economica alle imprese e che su questi aspetti non deve essere modificato”

 


 

Comunicato stampa

 

Federdistribuzione: estate 2014, negozi sempre aperti a Milano

 

Anche quest'anno le imprese associate a Federdistribuzione garantiranno ad agosto il consueto servizio ai cittadini che rimarranno in città.

 

Milano, 30 luglio 2014 – Anche per l'estate 2014 le aziende aderenti a Federdistribuzione, l'associazione espressione della Distribuzione Moderna Organizzata, garantiranno l'apertura dei punti vendita, fornendo così un servizio completo e continuativo ai cittadini che, per necessità o per scelta, resteranno in città. I negozi saranno sempre aperti nei giorni feriali e molti lo saranno anche la domenica.

 

Nel prossimo mese di agosto i Milanesi potranno trovare aperti 217 negozi * (157 alimentari e 60 non alimentari) appartenenti alle imprese associate a Federdistribuzione tra Centri Commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari. Di questi ben 154 offriranno inoltre il servizio a domicilio.

 

Anche in virtù delle normative nazionali in materia di orari di apertura degli esercizi commerciali a Milano, per quanto riguarda le domeniche e le festività di agosto, nelle prime due domeniche del mese ( 3 e 10 agosto), saranno aperti rispettivamente 170 e 154 negozi (pari al 78,3% e al 71% del totale). Nelle successive domeniche del 17, 24 e 31 agosto consumatori locali e turisti, potranno contare su 135, 167 e 176 punti vendita nei quali poter fare gli acquisti necessari (pari al 62,2%, 77% e 81,1% del totale).

Nella giornata di giovedì 15 agosto, le saracinesche saranno alzate per 79 punti vendita, il 36,4% del totale*.

 

“Anche quest'anno le aziende aderenti a Federdistribuzione si sono assunte l'impegno di garantire l'apertura degli esercizi commerciali nei periodi in cui storicamente le città sono meno popolate – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per continuare ad assicurare un servizio essenziale e per migliorare la vita delle persone che rimangono in città, che sono in numero sempre maggiore. Le aperture durante i mesi estivi hanno assunto, ormai, un carattere di servizio sociale, - prosegue Cobolli Gigli - pensiamo ad esempio ai più anziani, che altrimenti dovrebbero percorrere lunghe distanze sotto il sole per arrivare ad un negozio aperto e che possono anche trovare un'occasione di sollievo dall'afa estiva. I Centri Commerciali sono diventati sempre più dei veri e propri poli di aggregazione, dove famiglie e ragazzi trascorrono parte del loro tempo libero; e questo vale a maggior ragione in agosto, quando anche l'offerta di intrattenimento in città diminuisce”

 

*I dati si riferiscono alle aziende associate a Federdistribuzione nell'anno 2014.

 

 

 


 

Comunicato stampa

 

Federdistribuzione: estate 2014, negozi sempre aperti a Roma

 

Anche quest'anno le imprese associate a Federdistribuzione garantiranno ad agosto il consueto servizio ai cittadini che rimarranno in città.

 

Milano, 30 luglio 2014 – Anche per l'estate 2014 le aziende aderenti a Federdistribuzione, l'associazione espressione della Distribuzione Moderna Organizzata, garantiranno l'apertura dei punti vendita, fornendo così un servizio completo e continuativo ai cittadini che, per necessità o per scelta, resteranno in città. I negozi saranno sempre aperti nei giorni feriali e molti lo saranno anche la domenica.

 

Nel prossimo mese di agosto i Romani potranno trovare aperti 258 negozi *(165 alimentari e 93 non alimentari) appartenenti alle imprese associate a Federdistribuzione tra Centri Commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari. Di questi 136 offriranno inoltre il servizio a domicilio.

 

Anche in virtù delle normative nazionali in materia di orari di apertura degli esercizi commerciali a Roma, per quanto riguarda le domeniche e le festività di agosto, nelle prime due domeniche del mese (3 e 10 agosto), saranno aperti rispettivamente 218 e 204 negozi (pari al 84,5% e al 79% del totale). Nelle successive domeniche del 17, 24 e 31 agosto consumatori locali e turisti, potranno contare su 194, 218 e 242 punti vendita nei quali poter fare gli acquisti necessari (pari al 75,2%, 84,5% e 93,8% del totale).

Nella giornata di giovedì 15 agosto, le saracinesche saranno alzate per 60 punti vendita, il 23,2% del totale*.

 

“Anche quest'anno le aziende aderenti a Federdistribuzione si sono assunte l'impegno di garantire l'apertura degli esercizi commerciali nei periodi in cui storicamente le città sono meno popolate – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per continuare ad assicurare un servizio essenziale e per migliorare la vita delle persone che rimangono in città, che sono in numero sempre maggiore. Le aperture durante i mesi estivi hanno assunto, ormai, un carattere di servizio sociale, - prosegue Cobolli Gigli - pensiamo ad esempio ai più anziani, che altrimenti dovrebbero percorrere lunghe distanze sotto il sole per arrivare ad un negozio aperto e che possono anche trovare un'occasione di sollievo dall'afa estiva. I Centri Commerciali sono diventati sempre più dei veri e propri poli di aggregazione, dove famiglie e ragazzi trascorrono parte del loro tempo libero; e questo vale a maggior ragione in agosto, quando anche l'offerta di intrattenimento in città diminuisce”

 

*I dati si riferiscono alle aziende associate a Federdistribuzione nell'anno 2014.

 

 

 


 

Comunicato stampa

 

Federdistribuzione: estate 2014, negozi sempre aperti a Torino

 

Nel mese di agosto i cittadini torinesi troveranno aperti 120 negozi ( 99 alimentari e 21 non alimentari) tra Centri Commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari.

 

 

Milano, 30 luglio 2014 – Anche per l'estate 2014 le aziende aderenti a Federdistribuzione , l'associazione espressione della Distribuzione Moderna Organizzata, garantiranno l'apertura dei punti vendita di Torino , fornendo così un servizio completo e continuativo ai cittadini che, per necessità o per scelta, resteranno in città.

 

Anche in virtù delle normative nazionali in materia di orari di apertura degli esercizi commerciali, nel prossimo mese di agosto i cittadini torinesi potranno, infatti, trovare aperti 120 negozi* ( 99 alimentari e 21 non alimentari) appartenenti alle imprese associate a Federdistribuzione tra Centri Commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari. Di questi ben 58 offriranno inoltre il servizio a domicilio.

 

A Torino, in particolare, per quanto riguarda le domeniche e le festività di agosto , nelle prime due domeniche del mese ( 3 e 10 agosto) saranno aperti rispettivamente 68 e 62 negozi (pari al 56,7% e al 51,7% del totale) . Nelle successive domeniche del 17, 24 e 31 agosto, consumatori locali e turisti, potranno contare su 61, 64 e 69 punti vendita nei quali poter fare gli acquisti necessari (pari al 51%, 53,3% e al 57,5% del totale).

Nella giornata di giovedì 15 agosto, le saracinesche saranno alzate per 38 negozi, pari al 31,7% del totale*.

 

“Anche quest'anno le aziende aderenti a Federdistribuzione si sono assunte l'impegno di garantire l'apertura degli esercizi commerciali nei periodi in cui storicamente le città sono meno popolate – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per continuare ad assicurare un servizio essenziale e per migliorare la vita delle persone che rimangono in città”.

 

“Le aperture durante i mesi estivi hanno assunto, ormai, un carattere di servizio sociale. Pensiamo ad esempio ai più anziani - prosegue Cobolli Gigli - che altrimenti dovrebbero percorrere lunghe distanze sotto il sole per arrivare ad un negozio aperto e che possono anche trovare un'occasione di sollievo dall'afa estiva. Inoltre i Centri Commerciali sono diventati sempre più dei veri e propri poli di aggregazione, dove famiglie e ragazzi trascorrono parte del loro tempo libero; e questo vale a maggior ragione in agosto, quando anche l'offerta di intrattenimento in città diminuisce”.

 

*I dati si riferiscono alle aziende associate a Federdistribuzione nell'anno 2014.

 

 


 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Preoccupante il calo negli alimentari. Necessario un “progetto organico di rilancio della domanda interna” per la ripresa del Paese

 

Milano, 24 luglio 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di maggio 2014 mostrano un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un -0,5%, con l'alimentare a -0,5% e il non alimentare a -0,6%.

 

Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta complessivamente al -0,7%: -0,4% per l'alimentare e -0,8% per il non alimentare.

“Nel mese di maggio le vendite di prodotti alimentari sono diminuite sostanzialmente con la stessa dinamica di quelle dei beni non alimentari, cosa che non avveniva nei periodi precedenti – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – E' il segno che per le famiglie le difficoltà sono ancora molte, arrivando fino al punto da costringerle a comprimere anche le spese alimentari”.

 

“A fine maggio è avvenuta la prima erogazione degli 80 euro in busta paga per un ampio numero di lavoratori – continua il Presidente di Federdistribuzione - Secondo le nostre informazioni più aggiornate, nei mesi di giugno e luglio non vi è stata un'inversione di tendenza nel trend delle vendite. I cittadini che hanno ricevuto il bonus non sembra che, per il momento, lo abbiano destinato in parte significativa verso i consumi dei beni di uso più comune, trattenendolo per i futuri e ancora molto incerti impegni fiscali o indirizzandolo alla rigenerazione dello stock di risparmio, fortemente intaccato negli ultimi anni”.

 

“Gli impatti di questa misura si realizzeranno in una prospettiva più di medio e lungo periodo, ma per stimolare davvero i consumi e farne il traino della ripresa del Paese occorre un “progetto organico di rilancio della domanda interna”. Un piano che crei risorse per famiglie e imprese da destinare a questo scopo, valutando iniziative quali: un ridisegno dell'architettura dell'imposizione fiscale (che comprenda anche un inasprimento della lotta all'evasione), una politica di maggiore liberalizzazione dei mercati e l'introduzione di tecnologia e semplificazioni negli adempimenti burocratici – conclude Giovanni Cobolli Gigli.


 

Saldi estivi 2014

 

Avvio dei saldi positivo: nel primo week end +5% rispetto all'anno scorso

 

Meglio la domenica rispetto al sabato: incoerente tornare indietro nella liberalizzazione degli orari

 

 

Milano, 09 luglio 2014 – Partenza positiva per il primo week end di saldi. Le vendite per le imprese associate a Federdistribuzione hanno registrato un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; in particolare la crescita è stata maggiore la domenica rispetto al sabato.

 

“Il primo dato disponibile sulle vendite dei saldi – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – è un segnale che, in un quadro di difficoltà e di costante erosione del potere d'acquisto, quando si riesce a unire convenienza e qualità dei prodotti arriva anche la risposta dei consumatori ”.

 

Da questi primi dati – prosegue Cobolli Gigli – emerge come la domenica diventi un giorno sempre più importante per gli acquisti delle famiglie, consolidandosi, a due anni e mezzo dalla liberalizzazione degli orari, come utile alternativa al sabato. Tornare indietro rispetto a quanto stabilito nel “Salva Italia” rappresenterebbe quindi non solo un provvedimento contrario al percorso di ammodernamento del Paese che sta impostando il Governo ma anche una diminuzione concreta del servizio offerto ai cittadini”.

 

“Il dato positivo dell'avvio dei saldi estivi si inserisce però in un contesto nel quale persiste una cronica debolezza dei consumi. Continuiamo a segnalare che sia indispensabile attuare politiche di rilancio della domanda interna rafforzando il potere d'acquisto delle famiglie, attraverso l'inserimento di più concorrenza nei mercati e l'eliminazione dei vincoli ancora presenti nelle politiche commerciali delle aziende distributive, come le restrizioni alle attività promozionali per i prodotti non alimentari” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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Senigallia. Convegno sul commercio. Effetti socio-economici del processo di liberalizzazione: quali prospettive?

 

 

Sbagliato pensare di intervenire sul “Salva Italia”. Con le aperture domenicali e festive più salari distribuiti, più lavoro e sostegno ai consumi.

 

 

Antitrust e Corte Costituzionale a favore della liberalizzazione. Gli enti locali non giochino “contro” qualcuno ma giochino un ruolo positivo “a favore” dell'intero commercio

 

Milano, 4 luglio 2014 – “Vogliamo esprimere il nostro atteggiamento critico su questo tentativo di intervenire su quanto stabilito con il “Salva Italia” – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione. L'attuale testo del Progetto di Legge in discussione alla X Commissione della Camera non solo prevede 12 giornate di chiusura obbligatoria (senza peraltro riconoscere le esigenze di comuni turistici e città d'arte) ma ridà un ruolo agli enti locali nella pianificazione degli orari dei negozi, riproponendo un sistema di differenziazione territoriale che crea inefficienze e costi per le imprese distributive che operano su ambito multi regionale o nazionale e disparità di trattamento tra cittadini di territori limitrofi.

 

“ La nostra posizione di sostegno alla liberalizzazione continua Cobolli Gigli - è supportata da quanto più volte ha dichiarato l'Antitrust , dotata del ruolo di “advocacy” nei confronti del Governo, del Parlamento, delle Regioni e degli enti locali; e dalle sentenze della Corte Costituzionale , che ha respinto ogni legge regionale del commercio che prevedesse limiti o restrizioni al libero esercizio dell'attività economica” .

 

L'Autorità per la concorrenza ritiene che anche la materia degli orari di apertura dei negozi sia un fattore di concorrenza tra operatori, e in quanto tale non debba essere sottoposta ad alcun vincolo. Mentre le diverse sentenze della Corte Costituzionale, tutte dello stesso tenore, costituiscono ormai una giurisprudenza che ritiene illegittimo ogni intervento regionale in violazione dei principi di liberalizzazione stabiliti a livello nazionale.

 

Sarebbe estremamente opportuno che il mondo delle Istituzioni, nazionali e locali, prestasse il giusto ascolto alle segnalazioni dell'Antitrust e alle sentenze della Corte Costituzionale nell'ambito della propria attività normativa, affinchè tutti i provvedimenti siano orientati a garantire un solido ambito di concorrenza”.

 

La liberalizzazione degli orari ha consentito di offrire un miglior servizio ai cittadini, che possono trovare un commercio più adeguato ai loro nuovi bisogni, in una fase in cui cresce fortemente l'e-commerce, una vetrina aperta 7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

 

“Bisogna ricordare che l'introduzione di maggiore concorrenza nei mercati va soprattutto a vantaggio dei cittadini - prosegue il Presidente di Federdistribuzione - che trovano in questo modo imprese più efficienti e prezzi più contenuti. Questo aspetto viene spesso trascurato, soffermandosi solo su analisi legate esclusivamente agli effetti sugli operatori economici”. Con la liberalizzazione stiamo distribuendo più salari per 400 mio € annui e creato 4.200 posti di lavoro , prevalentemente part time a tempo determinato. Non mi pare poco, in anni di forti perdite occupazionali e trovo singolare la presa di posizione dei sindacati, contrari al “Salva Italia”! Questa libertà sugli orari di apertura ha inoltre sostenuto i consumi, creando nuove occasioni d'acquisto”.

 

Non si poteva certo pensare che potessero bastare da sole a invertire il trend negativo della domanda interna che sta caratterizzando questa pesantissima crisi, ma senza queste maggiori giornate di apertura dei negozi le cose sarebbero andate ancora peggio.

 

“Ed è alla crisi,comune a tutti gli operatori, e al continuo sviluppo dell' e-commerce che vanno imputate le difficoltà del dettaglio tradizionale, non certo alla liberalizzazione”. Ad una lettura corretta dei dati, infatti, non si evidenza una grande moria di piccoli esercizi. Per ogni negozio che chiude ne apre un altro, magari a conduzione straniera, ma in grado di offrire pur sempre un valido servizio. Ne sono una prova i numeri diffusi da Movimprese, la banca dati di Unioncamere: a marzo 2014 il numero di imprese registrate era 865.820, solo 754 in meno (-0,1%) rispetto a un anno fa (marzo 2013 pari a 866.574 unità). D'altra parte è la stessa Antitrust che, nella sua segnalazione del 22 luglio 2013, pur consapevole delle difficoltà del piccolo commercio, “… ritiene che la risposta più adeguata non sia nel ripristino della situazione precedente o nella ricerca di una nuova regolamentazione ma nell'eliminazione dei vincoli che impediscono il pieno realizzarsi della liberalizzazione, lasciando ai singoli soggetti la piena libertà in merito alla scelta di usufruire di tale possibilità secondo la propria convenienza economica ”;

 

“La liberalizzazione degli orari offre una facoltà in più all'imprenditore, che fa le sue scelte combinando al meglio il servizio al consumatore e le esigenze economiche nella sua gestione d'impresa. Non ci troviamo di fronte ad aperture domenicali e festive indiscriminate ma a specifiche decisioni, piazza per piazza e punto vendita per punto vendita, sulla base di quella che viene valutata l'esigenza della clientela. Per questo riteniamo che il ruolo degli enti locali non debba essere quello di “giocare contro” qualche formula distributiva, ma debba orientarsi verso il “giocare a favore” dell'intero settore del commercio per farne un potente volano di sviluppo del territorio: valorizzando i centri storici, sviluppando servizi intorno alle polarità commerciali (parcheggi, trasporti, sicurezza, ecc), facilitando il riuso delle aree dismesse, incentivando il franchising, promuovendo tecnologia e uso di internet, sostenendo la creazione di reti o di catene di piccoli negozi” conclude Cobolli Gigli.

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Relazione Presidente Antitrust

 

Pieno accordo alle affermazioni del Presidente Pitruzzella. Dare più ascolto all'Antitrust per avere un modello di sviluppo del Paese moderno e innovativo

 

Milano, 30 giugno 2014 – Accogliamo con grande favore e condividiamo in pieno le parole del Presidente dell'Antitrust relativamente alla necessità di procedere sui processi di liberalizzazione dell'economia – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Di particolare rilievo il fatto, sottolineato dal Presidente Pitruzzella, che l'attività dell'Autorità, il cui potere di advocacy è stato rafforzato con il “Salva Italia”, sia svolta in un ambito di relazioni stabili con le Commissioni parlamentari. E' necessario che il mondo delle Istituzioni, nazionali e locali, presti il giusto ascolto alle segnalazioni dell'Antitrust nell'ambito della propria attività normativa, affinchè tutti i provvedimenti siano orientati a garantire un solido ambito di concorrenza”.

 

“Solo in questo modo si riuscirà a privilegiare un modello di sviluppo del Paese moderno e innovativo”, quello che il Presidente Pitruzzella ha definito ispirato a una concezione aperta dell'economia e della società, dove è centrale una competizione basata sui meriti, contro un modello di capitalismo fondato sulle relazioni tra grandi poteri economici e sulla protezione nei confronti dei concorrenti.

 

Un modello di sviluppo, quello basato sulla concorrenza, che favorisce l'innovazione, riduce i prezzi con vantaggio della competitività delle imprese e incrementa il benessere dei consumatori, ma che può avere un costo sociale. Fatto che non deve fermare la concorrenza, ma indurre a migliorare i meccanismi di welfare.

 

“Siamo convinti che il percorso di introduzione di maggiore concorrenza nell'economia non debba essere frenato – sottolinea il Presidente di Federdistribuzione – come invece rischia di accadere per quanto riguarda la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi introdotta con il “Salva Italia” .

 

Su questo tema la relazione complessiva dell'Autorità Garante evidenza che l'orario di apertura dei negozi costituisce una delle dimensioni rispetto alle quali può realizzarsi la concorrenza tra esercenti e che a livello locale persistono ostacoli normativi e amministrativi alla liberalizzazione disposta dal legislatore nazionale. Tale situazione ha portato a numerosi contenziosi giurisdizionali e a ripetuti interventi della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionali i provvedimenti regionali in contrasto con la normativa nazionale. La stessa Autorità si è pronunciata più volte con propri pareri contro diversi provvedimenti restrittivi in materia di orari dei negozi a livello locale. Occorre, sempre secondo l'Antitrust, che vengano rimosse tutte le restrizioni alla liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali.

 

Anche in questo caso prendiamo atto con piacere di quanto evidenziato dell'Antitrust: la libertà dell'imprenditore di poter gestire i propri punti vendita anche per quanto riguarda gli orari di apertura nei giorni domenicali e festivi deve essere garantita, nell'interesse delle imprese ma soprattutto dei consumatori, che godono ora di un servizio da parte del commercio adeguato ai loro nuovi bisogni”. Conclude Cobolli Gigli.

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Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: rilanciare i consumi per evitare lo spettro della deflazione

 

Milano, 30 giugno 2014 – – I dati  provvisori per il mese di giugno 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione (beni + servizi), pari al +0,3% rispetto a giugno 2013, in riduzione dopo il +0,5% registrato maggio nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente.

 

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona a giugno 2014 appaiono per la prima volta in deflazione (-0,5% su giugno 2013), trainati in questa direzione dai beni alimentari, che calano del -0,6%.

 

“La dinamica dei prezzi è preoccupante perché testimonia come ancora non vi sia da parte delle famiglie alcun segnale di ripresa dei consumi che possa stimolare la ripresa – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Le vendite al dettaglio nei primi 4 mesi del 2014 sono ancora in calo (-0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), dopo 6 anni di diminuzioni costanti (solo un +0,1% nel 2010). In questo scenario appare inevitabile un'inflazione vicina allo zero, come conseguenza della preoccupazione degli operatori ad agire sulla leva del prezzo, anche a costo di accettare una riduzione dei propri indicatori di redditività, ormai a livelli allarmanti. Non è un caso, infatti, che per la prima volta l'inflazione della totalità dei beni venduti mostri un segno meno (-0,3% rispetto a un anno fa)”.

 

“Occorre evitare che il pericolo della deflazione agisca in termini ulteriormente depressivi sull'economia, attuando una decisa politica di rilancio dei consumi come leva strategica e prioritaria per la ripresa del Paese. E' da lì che tutto deve cominciare! L'intervento degli 80 euro in busta paga è stato un passo importante e positivo, ma ora è necessario continuare attraverso una seria riforma fiscale, un programma di liberalizzazioni dei settori ancora protetti e un percorso di semplificazioni burocratiche e amministrative” conclude Cobolli Gigli.

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Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: riforme e più concorrenza per tradurre in consumi il ritrovato clima di fiducia

 

Milano, 25 giugno 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di aprile 2014 mostrano un rialzo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un +2,6%, con l'alimentare a +6,7% e il non alimentare a +0,2%.

 

La dinamica delle vendite alimentari è stata tuttavia influenzata dalla differente calendarizzazione della Pasqua (il 31 marzo nel 2013 e il 20 aprile nel 2014), che ha provocato l'innalzamento delle vendite di questo mese.

 

Il dato più significativo per analizzare il trend dei consumi è quello delle vendite consolidate dall'inizio dell'anno: per il periodo gen-apr 2014 rispetto a gen-apr 2013 si evidenzia un -0,8% per il totale, con l'alimentare a -0,5% e il non alimentare a -0,8%.

 

“Esaminando i dati da inizio anno risulta evidente che anche per il 2014 siamo di fronte a un calo delle vendite, un trend che pesa sull'economia italiana con preoccupante continuità – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Questo nonostante cresca negli ultimi mesi il clima di fiducia delle famiglie: segno che per tradurre in consumi il ritrovato sentore positivo sul futuro occorre tempo ma, soprattutto, occorrono fatti concreti che consolidino le aspettative e ridiano potere d'acquisto”.

 

“In questo senso gli 80 euro in busta paga per un ampio numero di lavoratori dipendenti sono stati un segnale importante che ci auguriamo producano effetti nel medio periodo – continua Cobolli Gigli - ma, per “capitalizzare” il credito che in questo momento gli viene riconosciuto dai cittadini e trasformarlo in consumi che possano stimolare la ripresa, è necessario che il Governo proceda nel programma di riforme. In particolare introducendo semplificazioni negli adempimenti per cittadini e imprese e (coerentemente con il progetto di Italia moderna ed efficiente che il Presidente Renzi propone e vuole perseguire) proseguendo nel programma di liberalizzazioni dei mercati, introducendo più concorrenza laddove esistono ancora barriere corporative e non arretrando nei settori in cui si sono già fatti passi importanti in questo senso” , conclude il Presidente di Federdistribuzione


 

 

Con la liberalizzazione degli orari più servizio, occupazione e sostegno ai consumi.

 

Tornare indietro è contrario al progetto Renzi e alle sollecitazioni di Europa e Antitrust

 

Milano, 17 giugno 2014. “Con la liberalizzazione degli orari siamo riusciti a dare un miglior servizio ai cittadini , che vogliono un commercio moderno e in grado di rispondere alle loro nuove esigenze – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Ogni passo indietro rispetto al “Salva Italia” sarebbe incomprensibile per le famiglie che si sono abituate ad avere anche la domenica e i giorni festivi per fare gli acquisti e incoerente con il Paese che il Presidente del Consiglio Renzi vuole costruire, più competitivo, moderno, semplificato nelle leggi e nella burocrazia e vicino ai cittadini. Per non parlare dei continui stimoli a introdurre più concorrenza nei mercati che provengono costantemente dall'Europa e dall'Antitrust, che verrebbero del tutto disattesi con l'introduzione di una nuova regolamentazione degli orari”.

Continua Cobolli Gigli: “La liberalizzazione degli orari ha consentito di distribuire più salari (stimiamo 400 milioni nella sola Distribuzione Moderna Organizzata –DMO); di creare nuova occupazione (4.200 nuovi posti di lavoro nella DMO) e di sostenere quella esistente, minacciata dagli effetti sulle imprese della caduta degli acquisti; di sostenere i consumi , che sarebbero diminuiti in misura ancora maggiore senza le nuove giornate di apertura. Se il quadro delle aperture domenicali e festive dovesse mutare con l'introduzione di alcune giornate di chiusura obbligatoria ci sarebbero inevitabili effetti sui livelli occupazionali ”.

“Il settore del commercio al dettaglio, nel suo complesso, ha dimostrato di saper “tenere” anche in questo periodo di crisi: secondo i dati di Movimprese il numero di imprese registrate a marzo 2014 è pari a 865.820, in calo solo di 754 unità, pari allo 0,1%, rispetto al marzo 2013. Ciò non significa che l'intero settore non stia attraversando un periodo complicato: la riduzione dei consumi ha avuto un impatto forte sui fatturati delle imprese, grandi o piccole che siano. Un gran numero di imprese hanno chiuso e altrettante hanno aperto, anche con operatori stranieri . Il dettaglio più tradizionale e meno innovativo sta soffrendo, ma lo spostamento degli acquisti verso la DMO è iniziato da decenni e la crisi spinge le famiglie verso i punti vendita nei quali può trovare maggiore convenienza. E' la crisi quindi che sta avendo effetti sulle dinamiche del settore, non certo la liberalizzazione degli orari!” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: rilanciare i consumi per scongiurare la deflazione

 

Milano, 30 maggio 2014 – I dati  provvisori per il mese di maggio 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso di inflazione pari al +0,5% rispetto a maggio 2013, in riduzione dopo il +0,6% registrato ad aprile nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente.

 

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona a maggio 2014 mostrano un +0,1% su maggio 2013, frenando nel confronto con il +0,5% del mese precedente (aprile 2014 rispetto ad aprile 2013).

 

“La dinamica dei prezzi è lo specchio della strutturale debolezza della domanda interna – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – come mostrano i recenti dati delle vendite al dettaglio dell'Istat (-1,8% a valore nel periodo gennaio-marzo 2014 rispetto ai primi tre mesi del 2013) le famiglie continuano a spendere meno e, soprattutto, a diminuire le quantità acquistate, anche a causa delle incertezze legate alla tassazione sugli immobili”.

 

“In questo scenario – Prosegue Cobolli Gigli - preoccupa in particolare il dato relativo ai prodotti alimentari e bevande analcoliche, che mostra per la prima volta un segnale di deflazione: -0,2%, un pericolo che dobbiamo scongiurare, confermando il rilancio dei consumi come una priorità assoluta per la ripresa economica del Paese”.

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Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: chiarezza sulle tasse per le famiglie per rilanciare i consumi

 

Milano, 23 maggio 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di marzo 2014 mostrano un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un -3,5%, con l'alimentare a -6,8% e il non alimentare a -1,5%.

 

La dinamica particolarmente negativa delle vendite alimentari è stata tuttavia influenzata dalla differente calendarizzazione della Pasqua (il 31 marzo nel 2013 e il 20 aprile nel 2014), che ha penalizzato le vendite del 2014 rispetto a quelle dell'anno precedente.

 

Per il mese di marzo 2014 il dato più significativo per evidenziare il trend dei consumi è quello delle vendite dei prodotti non alimentari, che registra un -1,5% che peggiora la dinamica dei primi due mesi dell'anno, che era attestata al -1,2%. Da segnalare che tutti i comparti del non alimentare mostrano dall'inizio dell'anno un segno meno, con picchi significativi per mobili e arredamento (-2,3%), informatica, telecomunicazioni e telefonia (-2,7%), cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,8%).

 

“Anche questo dato testimonia come siamo ancora lontani da una ripresa dei consumi e dall'uscita dalla crisi – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Le famiglie continuano a essere molto prudenti negli acquisti, anche a causa dell'incertezza che permane sui prossimi adempimenti fiscali, come quello sugli immobili.

Affinchè le ultime misure varate dal Governo, come gli 80 euro in busta paga, possano avere effetti concreti sui consumi occorre fare chiarezza e dare ai cittadini una positiva prospettiva di medio periodo.

La Distribuzione Moderna Organizzata continua nella sua politica di tutela del potere d'acquisto delle famiglie – conclude Cobolli Gigli - ma per rilanciare la domanda interna è indispensabile creare un nuovo clima di fiducia nel futuro, attraverso la realizzazione di un programma di riforme in grado di cambiare e modernizzare il Paese”

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Accordo quadro tra Italia Lavoro e Federdistribuzione

 

 

Milano, 16 maggio 2014 – E' stato sottoscritto oggi un accordo quadro tra Italia Lavoro e Federdistribuzione. L'accordo è finalizzato a dare la massima efficacia possibile alle iniziative di politiche attive sul lavoro promosse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso il coinvolgimento anche di Federdistribuzione.

 

La collaborazione tra Italia Lavoro e Federdistribuzione si sviluppa principalmente nel promuovere, in accordo con lo spirito e gli obiettivi dell'Unione Europea e della riforma nazionale del mercato del lavoro, forme di cooperazione tra soggetti pubblici e privati.

 

Ciò avviene attraverso modalità di reciproco scambio di informazioni; azioni di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro; servizi integrativi e innovativi di facilitazione della conciliazione lavoro-famiglia; promozione di programmi di politiche attive per target specifici (giovani, lavoratori svantaggiati, immigrati, ecc); agevolazione all'utilizzo dei contratti di apprendistato, dei tirocini formativi e alla realizzazione di work experiences; azioni di orientamento/placement scolastico e universitario.

 

“L'accordo con Italia Lavoro è un fatto rilevante – sottolinea Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Le nostre imprese associate, nonostante la crisi, continuano ad effettuare investimenti e quindi a sviluppare nuova occupazione. La collaborazione con Italia Lavoro consente di rendere più efficace questo percorso. Rappresenta così al contempo un'opportunità per chi deve cercare un nuovo impiego e un fattore di migliore organizzazione e di riduzione di costi per le imprese distributive”

 

“L'accordo con Federdistribuzione – dichiara Paolo Reboani, Presidente e Amministratore Delegato di Italia Lavoro - si instaura nella tradizione do cooperazione con le associazioni di categoria che Italia Lavoro ha sviluppato in questi ultimi mesi nella convinzione che l'intesa tra pubblico e privato sia lo strumento principale per offrire maggiori opportunità di lavoro e facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro”.

 

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Dati Istat sui prezzi al consumo


Federdistribuzione: questo tasso di inflazione favorirà la crescita dei consumi

 

 

 

Milano, 30 aprile 2014 – I dati  provvisori per il mese di aprile 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso di inflazione pari al +0,6% rispetto ad aprile 2013, in leggero rialzo rispetto al +04% di marzo.

 

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona ad aprile 2014 mostrano un +0,4% su base annua, in rallentamento rispetto al +0,7% di marzo e al +1,0% di febbraio.

 

“Nonostante la leggera ripresa in aprile dopo sette mesi di caduta, la dinamica dei prezzi rimane ancora sotto controllo – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Il tasso di inflazione al di sotto dell'1% favorirà l'impulso ai consumi che proverrà dai recenti provvedimenti del Governo di sostegno ai redditi più bassi, un sostegno che auspichiamo possa essere esteso anche ad altri soggetti non compresi nell'attuale perimetro dell'intervento”.

 

“Importante anche il fatto che l'indice relativo ai beni alimentari, per la cura della casa e della persona sia ancora molto basso (+0,4%) e in riduzione. Su questi prodotti si concentra infatti la spesa quotidiana delle famiglie e questa contenuta evoluzione dei prezzi è anche l'effetto delle politiche orientate alla convenienza messe in atto dalla Distribuzione Moderna Organizzata a tutela del potere d'acquisto delle famiglie” conclude il Presidente di Federdistribuzione

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Dati Istat sul commercio al dettaglio


Federdistribuzione: per rilanciare i consumi estendere ad altre fasce di lavoratori il sostegno al reddito

 

 

Milano, 29 aprile 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di febbraio 2014 mostrano ancora un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il dato totale delle vendite al dettaglio indica un -1,0%, con l'alimentare a -1,0% e il non alimentare a -1,2%.

Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta al -0,9% con l'alimentare a -0,7% e il non alimentare a -1,2%.

 

“I dati dell'Istat testimoniano come anche nei primi mesi del 2014 la dinamica dei consumi sia stata negativa – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Il mese di febbraio si presenta infatti con il segno meno per tutte le tipologie di prodotto e, ad eccezione dei Discount, per tutte le formule distributive”.

 

L'intervento del Governo sui redditi meno elevati riveste quindi un ruolo rilevante per il rilancio della domanda interna . Il sostegno dei consumi è infatti condizione imprescindibile per la ripresa del Paese - continua il Presidente di Federdistribuzione – Il nostro auspicio è che l'Esecutivo faccia ogni sforzo per recuperare le risorse per varare misure anche per le fasce di reddito e per i lavoratori non compresi nel perimetro individuato nel primo provvedimento, riuscendo in questo modo a gettare le basi per una reale ripresa dei consumi, che possa anche trarre beneficio dal rinnovato clima di fiducia che i consumatori stanno manifestando da un paio di mesi”.

 

Questi interventi dovranno inserirsi e trovare impulso dall'attuale regime di liberalizzazioni avviato negli ultimi anni che dovrà essere assolutamente preservato. conclude il Presidente di Federdistribuzione.

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Giovanni Cobolli Gigli confermato Presidente di Federdistribuzione

 

Milano, 16 aprile 2014 – L'Assemblea di Federdistribuzione, l'associazione espressione della Distribuzione Moderna in Italia, svoltasi il 15 aprile 2014, ha confermato all'unanimità Giovanni Cobolli Gigli come Presidente della Federazione.

 

“Esprimo il mio ringraziamento per il rinnovo della fiducia – ha dichiarato Cobolli Gigli – Operiamo in un periodo complicato per il Paese, che dopo aver attraversato una pesante crisi sta faticosamente cercando di tornare a crescere. Sono convinto che la Distribuzione Moderna Organizzata, se messa nelle condizioni di poter agire in libertà, possa fornire un contributo fondamentale nel cammino di ripresa, attraverso la sua costante azione a tutela del potere d'acquisto delle famiglie, i suoi investimenti e la sua capacità di offrire occupazione” .

 

“Il mio impegno – ha continuato il Presidente di Federdistribuzione - sarà orientato a contribuire alla creazione di condizioni che possano favorire questo ruolo positivo della DMO, promuovendo un generale ed ampio processo di liberalizzazione dei mercati, un contesto di legalità, un approccio etico e “sostenibile” al mercato, un'azione sempre ispirata al soddisfacimento dei bisogni dei consumatori”.

 

Nella stessa Assemblea è stato confermato il Vicepresidente Giuseppe Brambilla di Civesio (Carrefour Italia) e sono stati nominati i componenti del Comitato Esecutivo e del Consiglio Direttivo:

 

Comitato Esecutivo:

 

Giuseppe

Brambilla di Civesio

Carrefour Italia

Adriano

De Zordi

Bennet

Riccardo

Francioni

Selex Gruppo Commerciale

Claudio

Giannetti

Despar Italia

Claudio

Gradara

Gruppo Pam

Giampiero

Lanzarotti

Finiper

Luca

Lattuada

Esselunga

Philippe

Le Grignou

Auchan Italia - SMA

Lars

Petersson

Ikea Italia

Danilo

Preto

Sisa

Giorgio

Santambrogio

Interdis

Nicola

Scattolin

Gruppo Coin

Wilson

Trezzi

Gruppo SIB - Leroy Merlin

 

Consiglio Direttivo:

 

Alberto

Baldan

La Rinascente

Giuseppe

Brambilla Di Civesio

Carrefour Italia

Mauro

Carbonetti

Magazzini Gabrielli

Sergio

Cassingena

Sisa

Adriano

De Zordi

Bennet

Massimo

Dell'Acqua

Percassi

Enrico

Drago

Zara Italia

Roberto

Fagnani

Rewe Italia Penny Market

Jeff

Fardell

Conbipel

Claudio

Giannetti

Despar Italia

Claudio

Gradara

Gruppo Pam

Gianpiero

Lanzarotti

Finiper

Luca

Lattuada

Esselunga

Fulvio

Matteoni

Gruppo Oxylane - Decathlon Italia

Philippe

Palazzi

Metro Italia

Lars

Petersson

Ikea Italia

Giovanni

Pomarico

Selex Gruppo Commerciale

Giorgio

Santambrogio

Interdis

Nicola

Scattolin

Gruppo Coin

Antonello

Sinigaglia

Auchan Italia - SMA

Slobodan

Skolnik

Conforama Italia

Wilson

Trezzi

Gruppo SIB - Leroy Marlin

Giorgio

Zanni

Maxima

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Federdistribuzione accanto a Scelta Civica a sostegno della liberalizzazione degli orari dei negozi

 

Milano, 03 aprile 2014. Federdistribuzione condivide pienamente la posizione espressa oggi dal gruppo di Scelta Civica della Camera relativamente alla necessità di avere una completa liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. 

Dopo più di due anni dall'emanazione della legge "Salva Italia" le aperture domenicali e festive sono entrate nelle abitudini di acquisto dei consumatori e hanno indotto le imprese della distribuzione moderna a organizzarsi per fornire un servizio efficace ai propri clienti, distribuendo più salari (400 milioni di euro su base annua) ed effettuando 4.200 nuove assunzioni (prevalentemente contratti parte time a tempo determinato).

"Tornare indietro sarebbe un errore gravissimo - afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione -   e avrebbe impatti sui livelli occupazionali e ridurrebbe il servizio ai cittadini. Federdistribuzione si adopererà in ogni sede per far sì che questi principi di liberalizzazione non siano in alcun modo ridimensionati da provvedimenti restrittivi che introducano nuovi limiti all'attività imprenditoriale, che deve potersi espletare senza vincoli che ne riducano la capacità di rappresentare un volano di sviluppo per il Paese”.

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Federdistribuzione: soddisfazione per il voto del Parlamento europeo s