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COMUNICATI STAMPA

 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Primo segnale positivo sui prezzi. Necessari nuovi stimoli per i consumi ancora troppo deboli

 

Milano, 29 maggio 2015 – I dati  provvisori per il mese di maggio diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,2% rispetto a maggio 2014. I beni diminuiscono del -0,3% e i servizi crescono del +0,7%.

Permangono le variazioni negative nel comparto energetico, con la Benzina a -6,3%  e il Gasolio a -8,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Al netto dei beni energetici l'indice dei prezzi mostra una crescita del +0,8%

“Dopo quattro mesi consecutivi di variazioni negative dei prezzi il dato di maggio torna positivo – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Questo non deve portare ad abbassare la guardia nei confronti del rischio deflazione, ma potrebbe essere il primo segnale che l'azione della BCE comincia a produrre i suoi effetti. L'inflazione di fondo al netto dei beni energetici si attesta al +0,8%, un livello contenuto e compatibile con l'introduzione nel sistema di nuovi stimoli per accelerare il rilancio dei consumi,  elemento portante per l'uscita dalla crisi.

“I dati economici trimestrali diffusi oggi dall'Istat indicano infatti una situazione ancora ambigua per i consumi interni, con un quadro che non prospetta ancora l'avvio di una decisa ripresa e che vede le famiglie ancora molto prudenti negli acquisti, soprattutto per quanto riguarda la “spesa abituale”, come testimoniano i dati delle vendite al dettaglio Istat in calo a marzo del -0,2%”.

“Insistiamo nel ripetere quanto già altre volte formulato, cioè la necessità di aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, ridurre la pressione fiscale sulle imprese e insistere con il programma di riforme per accelerare un vero cambiamento nel Paese, capace di ridare fiducia e prospettive alle persone, portandole ad investire in modo produttivo parte delle risorse in questo momento accantonate a risparmio”. Ha concluso il Presidente di Federdistribuzione.

 


 

 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

La ripresa dei consumi non si vede. Famiglie ancora prudenti sugli acquisti.

No all'aumento dell'Iva che innescherebbe una nuova fase recessiva

 

 

Milano, 22 maggio 2015 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di marzo 2015 mostrano complessivamente un calo del -0,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, frutto di una dinamica diversa tra prodotti alimentari (+0,7%) e non alimentari (-0,8%).

 

Nei primi tre mesi dell'anno si registra una crescita complessiva delle vendite pari al +0,3%, con l'alimentare a +1,2% e il non alimentare a -0,1%.

 

“I nostri timori sulla fragilità e debolezza della ripresa delle vendite al dettaglio sono stati purtroppo confermati – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Guardando i dati del 2015 si evidenzia come il fuoco di paglia di gennaio (+1,2%) si sia già esaurito il mese successivo (0,0%), per tornare con i dati di marzo in terreno negativo (-0,2%). Segno che ancora non ci sono le condizioni economiche e di fiducia sul futuro da parte delle famiglie per un cammino di reale crescita dei consumi”.

 

“Colpisce in particolare il dato di marzo dei prodotti non alimentari (-0,8%) – continua il Presidente di Federdistribuzione - che indica quanto ancora si tendano a rimandare acquisti importanti, in attesa di un maggior consolidamento delle aspettative relative alla propria situazione economica, fattore decisivo per impiegare in attività produttive come i consumi parte delle risorse accumulate negli ultimi mesi in risparmi”.

 

“La crescita del Paese passa necessariamente dalla ripresa dei consumi. Su questo occorre focalizzare gli sforzi, ridando potere d'acquisto alle famiglie per creare quella domanda interna che sarà in grado di spingere l'occupazione dando così solidità alla crescita. E non smetteremo mai di sostenere la necessità di cancellare, per tutti gli anni previsti, gli aumenti dell'Iva definiti nella clausola di salvaguardia della Legge di Stabilità 2015, fattore che, alla luce del trend piatto dei consumi che l'Istat ci sta testimoniando in questi primi mesi dell'anno, potrebbe comportare una nuova fase di recessione” conclude Cobolli Gigli


 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Non si allontana definitivamente il rischio deflazione. 

Non frenare la crescita con aumento Iva e "reverse charge" alla Gdo

 

Milano, 30 aprile 2015 – I dati  provvisori per il mese di aprile diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione nullo (0,0%) rispetto ad aprile a 2014. I beni diminuiscono del -0,4% e i servizi crescono del +0,3%.

Permangono le variazioni negative nel comparto energetico, con la Benzina a -7,9%  e il Gasolio a -10,7  rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Al netto dei beni energetici l'indice dei prezzi mostra una crescita del +0, 6%

“Il dato di assoluta stabilità dei prezzi di aprile testimonia quanto, a livello complessivo, la domanda interna  sia ancora troppo debole per allontanare definitivamente il rischio deflazione – ha commentato Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - Siamo lontani da una strutturale ripresa, come testimoniano anche i dati sulla disoccupazione, ancora in lieve rialzo nel mese di marzo e giunta al 13%. L'inflazione di fondo al netto dei beni energetici rimane stabile al +0,6%, un livello contenuto e compatibile con l'introduzione nel sistema di nuovi stimoli per accelerare il rilancio dei consumi,  elemento portante per l'uscita dalla crisi”.

“Occorre aumentare il potere d'acquisto delle famiglie e ridurre la pressione fiscale sulle imprese, e insistere sulle riforme, economiche e istituzionali, per "cambiare la pelle" al Paese e renderlo più capace di affrontare le nuove sfide di efficienza e competitività internazionale, senza introdurre alcun elemento di freno allo sviluppo, come l'applicazione della clausola di salvaguardia sull'aumento dell'Iva, scongiurata dal Governo nel Def per il solo 2016, mentre i suoi effetti sarebbero devastanti anche, e soprattutto, nei due anni successivi”.

“Da evitare è anche l'applicazione del "reverse charge" alla Gdo, un provvedimento che creerebbe al settore una perdita di liquidità di circa 4 mld € in media ogni anno e un costo complessivo nel periodo considerato di oltre 750 milioni di euro, frenando in questo modo l'apporto in termini di investimenti che la Gdo potrebbe dare alla ripresa del Paese . conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 


 

 

 

Federdistribuzione e INPS Direzione area metropolitana di Milano siglano un protocollo di intesa

 

Milano, 29 aprile 2015 – Federdistribuzione e INPS Direzione area metropolitana di Milano hanno sottoscritto oggi un protocollo d'intesa che ha come obiettivo quello di semplificare i rapporti e rendere più fluida la relazione e la comunicazione tra le imprese associate a Federdistribuzione e l'Istituto di Previdenza, attraverso sinergie operative nell'ambito delle rispettive competenze.

In questo modo le aziende associate potranno usufruire di canali di comunicazione preferenziali utilizzando nuove tecnologie messe a disposizione dall'INPS.