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“Lavoro & Jobs Act”

Proposte per rispondere alla crisi

Milano, 4 dicembre 2014 – Si è svolto oggi a Roma il convegno sul lavoro “Lavoro & Jobs Act.
Proposte per rispondere alla crisi”.

Di seguito il link per scaricare gli atti del convegno.

 

Scarica gli atti:

 

 


 

 

 

Si è svolto il 3 aprile a Roma, l'incontro " Agricoltura e moderna distribuzione: valore e valori ", organizzato da ADM (Associazione Distribuzione Modena) in collaborazione con Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad. Al centro dei lavori, la presentazione della ricerca di Nomisma "La filiera agroalimentare italiana. Formazione del valore e dei prezzi alimentari lungo la filiera" .

Di seguito il link per scaricare la ricerca e la relativa sintesi.

 

Scarica la ricerca:

Scarica la sintesi

 


 

COMUNICATI STAMPA

 

Saldi invernali: con l'avvio lunedì 5 gennaio a rischio vendite per 600 milioni.

Anticipare la data al 3 gennaio per avere un sostegno ai consumi utile per famiglie e imprese

 

Milano, 15 dicembre 2014 – Il perdurare della crisi economica che attanaglia il Paese ha reso quest'anno particolarmente carico di attese il momento dell'avvio dei saldi invernali , sia per i consumatori che per tutte le imprese del commercio interessate. I primi, con un potere d'acquisto costantemente in calo, stanno aspettando i prezzi vantaggiosi che garantiscono le vendite di fine stagione e le seconde vedono in quell'evento l'occasione per recuperare parte delle vendite che non sono riusciti a ottenere nei mesi precedenti, anche a causa del perdurare di una situazione climatica anomala , con temperature eccessivamente elevate rispetto alle medie stagionali, che ha disincentivato i consumatori dagli acquisti di capi invernali.

 

Quest'anno l'avvio dei saldi è stabilito, nella maggioranza delle Regioni, per il 5 gennaio, un lunedì. Ciò in seguito anche a un indirizzo espresso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che ha recepito una regola condivisa dagli operatori.

 

Tuttavia nel 2015 si verifica un fatto non favorevole, per gli effetti del calendario. Il lunedì rappresenta un elemento di penalizzazione per l'inizio delle vendite di fine stagione, in quanto potrebbe ridurre le vendite del fine settimana immediatamente precedente (quello di sabato 3 e domenica 4 gennaio) e farebbe partire senza la necessaria spinta i saldi stessi, riducendo l'opportunità per gli operatori italiani di agire con successo in un mercato che continua a essere molto volatile, non portando benefici per la clientela italiana, le aziende italiane e l'economia italiana e causando la perdita di uno dei più importanti fine settimana di vendita nel calendario del retail.

 

I saldi invernali sviluppano vendite per 5,5 / 6 mld € e il primo fine settimana ne rappresenta storicamente il 20%, quindi 1,1 / 1,2 mld €. Un avvio dei saldi invernali come quello previsto per il 2015, tra vendite perse nel week end precedente ed avvio lento lunedì 5 gennaio, potrebbe comportare una perdita di fatturato tra i 500 e i 600 milioni di euro , che rischierebbe di non essere recuperata in seguito proprio per la mancata spinta iniziale e per il perdurare della grave crisi economica.

 

Il tema è stato portato da Federdistribuzione all'attenzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome , che ha dimostrato disponibilità ad esaminare la questione dell'avvio delle vendite di fine stagione al 3 gennaio , in questo modo adattando la regola alle particolari condizioni di calendario e di clima economico che si sono determinate quest'anno.

 

Così facendo si potrebbero avere 4 giorni di grande interesse (3,4,5 e 6 gennaio), fornendo ai clienti maggiore tempo e opportunità di scelte, con vendite valutabili complessivamente oltre 1,7 miliardi , che consentirebbero di fornire un impulso ai consumi e di mettere “fieno in cascina” a un settore del commercio che sta soffrendo la crisi dei consumi e che vede costantemente aumentare la concorrenza delle vendite on-line, notoriamente slegate da ogni vincolo sui prezzi.

 

Il nostro auspicio è che la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome voglia esprimersi in tal senso , creando così le condizioni per avere con i saldi invernali un momento importante di sostegno ai consumi in grado di ridare fiducia alle famiglie e agli operatori della distribuzione.


 

 

 

Convegno sul lavoro

 

“Lavoro & Jobs Act”

Proposte per rispondere alla crisi

 

Dall'analisi comparativa sulle riforme del lavoro in Germania, Francia, Spagna e Italia alla discussione delle proposte di Federdistribuzione con la politica e le istituzioni

 

 

Milano, 4 dicembre 2014 – Si è svolto oggi a Roma il convegno sul lavoro “Lavoro & Jobs Act. Proposte per rispondere alla crisi”.

 

Il convegno si è aperto con il saluto del Vice Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Linda Lanzillotta ; sono successivamente intervenuti il Dr. Giovanni Cobolli Gigli , Presidente di Federdistribuzione e il Prof. Michele Tiraboschi , Coordinatore Scientifico di Adapt, che ha presentato l'e-book “Crisi economiche e riforme del lavoro in Francia, Germania, Italia e Spagna” . La Dott.ssa Maria Stella Motta , Direttore Area Lavoro e Sindacale di Federdistribuzione e il Dr. Nicola Scattolin , Direttore Risorse Umane e Organizzazione OVS e Gruppo Coin, hanno illustrato le necessità e le proposte della Distribuzione Moderna Organizzata sul Jobs Act. I temi sollevati dalle relazioni introduttive sono stati oggetto di un dibattito, moderato dal Dr. Marcello Sorgi , editorialista de La Stampa, che ha visto la partecipazione della Sen. Annamaria Parente della 11^ Commissione Lavoro del Senato, dell'On. Carlo Dell'Aringa , dell'On. Sergio Pizzolante e dell'On. Irene Tinagli della XI Commissione Lavoro della Camera, del Dr. Paolo Pennesi , Segretario Generale del Ministero del Lavoro.

 

La DMO rappresenta il 59% di tutti i consumi alimentari e non alimentari (nel 2013 127 Miliardi su un totale di 214 Miliardi) e occupa in Italia 450.000 persone. Un'indagine effettuata da Price Waterhouse Coopers nel 2014 presso le imprese associate a Federdistribuzione fornisce il quadro di questa occupazione: nel 2013 il 91% dei contratti è a tempo indeterminato (era l'87% nel 2006), il 5% a tempo determinato e il 3% è costituito da contratti di apprendistato (il restante 1% sono forme residuali, quali lo stage, il contratto di collaborazione a progetto, ecc). La popolazione femminile è il 58% dell'occupazione totale e i contratti part time sono il 46% della totalità . Tra il 2006 e il 2013 gli investimenti in formazione per addetto (Full Time Equivalent) sono più che raddoppiati.

 

Secondo i dati emersi dall'ultima rilevazione effettuata dall'istituto Trade Lab sui bilanci delle imprese distributive del 2013 , risulta che il costo del lavoro rappresenta l'11,2% del fatturato (il medesimo indicatore nel 2007 era pari al 10,3% ). Inoltre, dato che testimonia ulteriormente il rilievo della componente lavoro nel nostro settore, la remunerazione del personale assorbe il 72% del Valore Aggiunto complessivamente generato.

 

“Per le nostre imprese il capitale umano è un fattore essenziale nel garantire il miglior funzionamento nei processi gestionali e nella relazione con i clienti, e noi vogliamo valorizzarlo al massimo - dichiara Giovanni Cobolli Gigli , Presidente di Federdistribuzione Abbiamo però bisogno di un mercato del lavoro più moderno e adeguato ai nuovi bisogni delle imprese che stanno adattandosi al contesto di crisi e organizzandosi per riuscire a cogliere i primi segnali di ripresa. In questo senso il Jobs Act può rappresentare una grande opportunità e, secondo la nostra visione, deve orientarsi nella stesura dei decreti attuativi in tre direzioni: quella delle semplificazioni, definendo regole chiare e norme certe; quella dell' impatto sui costi , non determinando alcun onere addizionale per le imprese e intervenendo con incentivazioni mirate; quella della flessibilità , che deve essere la massima possibile in ingresso, in uscita ma soprattutto durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, essendo proprio la flessibilità il vero fattore di contrasto della precarietà”

 

Più nel dettaglio le proposte di Federdistribuzione sono relative a

•  recuperare la centralità delle politiche attive del lavoro quali strumenti - omogenei sul territorio nazionale - in grado di creare occupabilità e quindi di indirizzare la formazione verso competenze che consentano mobilità e flessibilità, accrescendo le possibilità di incrocio tra domanda ed offerta di lavoro;

•  semplificare e razionalizzare le norme e procedure che gravano sul lavoro strutturandole in testi unici per materia chiari ed esaustivi e riducendo gli adempimenti a carico di cittadini ed imprese attraverso investimenti in strumenti informatici dal certo ritorno;

•  avere forme contrattuali ed una disciplina dei rapporti di lavoro che sappiano orientare le aziende alla scelta di contratti a tempo indeterminato sia per convenienza di costo che per una maggiore e ragionevole flessibilità in uscita. In tale ambito il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti può essere un complemento normativo del contratto a tempo indeterminato;

•  adeguare l'attuale rigido concetto di mansione e demansionamento all'allungamento della vita lavorativa e alla necessaria flessibilità delle prestazioni durante lo svolgimento del rapporto di lavoro;

•  introdurre il compenso orario minimo , in assenza di contratti collettivi, come strumento che possa contrastare situazioni di concorrenza sleale;

•  favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per sostenere la genitorialità mettendo a disposizione servizi che facilitino il lavoro e non la diminuzione delle prestazioni: evitando quindi di creare soggetti più deboli sul mercato del lavoro .

 

Commentando le evidenze emerse dallo studio comparato delle riforme del mercato del lavoro nei Paesi europei analizzati, il Prof. Michele Tiraboschi ha affermato che “I positivi esiti degli interventi di riforma di fine anni Novanta e inizio Duemila (Pacchetto Treu e Legge Biagi) sono stati annullati dalla crisi economica, alla quale l'Italia non ha contrapposto interventi strutturali della stessa portata. Molto più efficaci sono state le misure approvate in Francia, Germania e Spagna. In Francia e Germania le riforme del mercato del lavoro negli anni 2008-2014 sono state concertate, guidate da disegni di lungo periodo e non ristrette alle sole regole del lavoro. In Spagna e in Italia, diversamente, le recenti riforme del mercato del lavoro hanno avuto soprattutto una logica emergenziale, copiosa decretazione d'urgenza e un diverso ruolo delle forze sociali nel processo di azione legislativa. Se però in Spagna la continuità di Governo ha portato all'approvazione di modifiche di assoluto rilievo al tradizionale diritto del lavoro, in Italia l'instabilità politica ha determinato l'approvazione di quattro riforme in quattro anni, spesso in contraddizione tecnica e "filosofica" fra loro e l'esito del Jobs Act rischia di essere davvero una Fornero bis? che ci lascia ancora a metà del guado".


 

 

 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: prezzi in risalita. Ora sostegno ai consumi e attuare la riforma sul lavoro

 

Milano, 28 novembre 2014 – I dati  provvisori per il mese di novembre 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione (beni + servizi), pari al +0,2% rispetto a novembre 2013.

 

A guidare la risalita del tasso di inflazione è in particolare il comparto dei “servizi” che, complessivamente, a novembre 2014 segna un +0,9% su novembre 2013. In calo invece ancora i “beni” che segnano un -0,4%, soprattutto a causa della flessione dei beni energetici (-2,9%).

 

“I dati sui prezzi al consumo dell'Istat sono per il secondo mese consecutivo su valori positivi – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – fatto che consente, per il momento, di porsi alle spalle il pericolo deflattivo. L' ”inflazione di fondo” al netto dei beni energetici è allo 0,5% (0,4% a ottobre), sintomo di una dinamica dei prezzi ancora sotto controllo. Ci sono le condizioni per attuare una politica di sostegno dei consumi, in calo ormai da molto tempo, il cui sviluppo rappresenta invece il principale driver della crescita per il Paese”.

 

“Fondamentale nel contesto economico attuale anche l'approvazione e la realizzazione della riforma del mercato del lavoro – continua Cobolli Gigli – per introdurre quei principi di semplificazione e flessibilità che possono consentire di riavviare i processi di assunzione ai primi segnali di ripresa, contrastando la tendenza all'aumento della disoccupazione che ancora affligge il Paese. Come testimoniano i dati diffusi oggi dall'Istat, la situazione del mercato del lavoro in Italia risulta estremamente preoccupante e non evidenzia segnali di un'inversione di tendenza, mentre altri Paesi con tassi di disoccupazione superiori ai nostri hanno avviato riforme sul lavoro che ne stanno portando ad una progressiva riduzione”.

 


 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: ancora un dato negativo. A rischio le vendite di Natale

 

Milano, 25 novembre 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di settembre 2014 mostrano un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un -0,5%. Variazione nulla per l'alimentare (0%) mentre il non alimentare segna un -0,9%.

 

Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta complessivamente al -1,3%: -1,3% per l'alimentare e -1,2% per il non alimentare.

 

“Ci troviamo oggi a dover commentare l'ennesimo dato negativo delle vendite al dettaglio – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Un trend consolidato ormai da oltre due anni che lascia ben poche aspettative di una sua prossima inversione di tendenza; anche alla luce del fatto che questa continua diminuzione degli acquisti si associa ad una ripresa della propensione al risparmio, passata dall'11,6% del 2012 al 12,9% del 2013. Segno che le famiglie nutrono una scarsa fiducia nel futuro, tale da fargli destinare al risparmio risorse che avrebbero potuto invece dedicare ai consumi”.

 

“E' chiaro, dunque - prosegue il Presidente di Federdistrbuzione - che per rilanciare la domanda interna occorrono interventi incisivi, misure che le famiglie possano intendere come fattori di vero cambiamento, in grado di modificare anche questi fattori “intangibili” e di ridare una prospettiva positiva capace di fargli abbandonare l'atteggiamento di incertezza e di estrema prudenza finora messo in atto”.

 

“In questo quadro preoccupa l'appuntamento del Natale, un momento molto importante per i risultati delle imprese del commercio. Un risultato negativo anche in quell'occasione sarebbe un grave colpo per molti operatori” conclude Cobolli Gigli


 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: ripresa dei prezzi segnale positivo.
No alla “reverse charge” sulla Distribuzione Moderna Organizzata

 

Milano, 31 ottobre 2014 – I dati  provvisori per il mese di ottobre 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari allo 0,1% rispetto a ottobre 2013, in risalita rispetto al -0,2% registrato a settembre.

 

Ancora un segno meno per il comparto dei “beni” (-0,3% nel confronto con ottobre 2014 ma in ripresa rispetto al -0,6% di settembre) mentre i “servizi” si assestano al +0,7%, un dato leggermente superiore al +0,6% dello scorso mese.  

 

“Dopo 5 mesi di discesa a ottobre la dinamica dei prezzi segnala una lieve ripresa, riportando l'inflazione su un terreno positivo – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Era ormai da agosto che il Paese stava vivendo una situazione di deflazione preoccupante per la spirale di “attesa di ulteriori ribassi” che frenava gli acquisti delle famiglie.

 

“Il modesto +0,1% di ottobre non deve far pensare che il rischio deflazione sia ormai superato. Il complesso dei “beni” segnala infatti ancora un -0,3%, trainato dalle diminuzioni dei prezzi dei beni energetici e dei beni durevoli, ma l'inversione di tendenza è senz'altro un segnale positivo – continua Cobolli Gigli.

 

“Bisogna continuare a stimolare la domanda interna e la Legge di Stabilità è una grande opportunità per imprimere una svolta in questo senso. Il testo del provvedimento attualmente disponibile contiene misure importanti per sostenere i consumi, misure che auspichiamo siano approvate nelle dimensioni tali da poter realmente incidere su una situazione di debolezza dei consumi che ha ormai raggiunto connotazioni strutturali.

 

La DMO sta facendo tutto il possibile per tutelare il potere d'acquisto dei consumatori eroso dalla crisi, attraverso una politica di forte accelerazione sulla convenienza, anche a scapito della propria redditività. Ipotesi come la reverse charge estesa anche agli acquisti effettuati dalla DMO creano però ulteriori difficoltà finanziarie e contribuiscono ad aumentare i costi organizzativi, mettendo a repentaglio la capacità del settore di continuare a operare in favore dei consumatori.

 

Auspichiamo dunque che il Governo riesca a trovare altre strade per combattere l'evasione Iva, una vera piaga per il Paese, che non siano però penalizzanti per un settore, quello della DMO, virtuoso e trasparente sulle tematiche fiscali” h a concluso il Presidente di Federdistribuzione.

 


 

 

 

Aperto l'account ufficiale della Federazione per discutere i temi prioritari per lo sviluppo del Paese e il ruolo economico e sociale della Distribuzione Moderna Organizzata

 

Federdistribuzione è su Twitter

 

Milano 29 ottobre 2014. Federdistribuzione sbarca su Twitter. Il 30 settembre la Federazione ha twittato per la prima volta, annunciando il suo programma di intenti: “Da oggi #Federdistribuzione è su Twitter per diffondere i valori del #commercio moderno, quelli in cui si riconoscono le imprese associate” .

 

“Abbiamo scelto Twitter come canale preferenziale di comunicazione sui social network - ha dichiarato Stefano Crippa, Direttore Area Comunicazione e Ricerche di Federdistribuzione - diventando più diretti, tempestivi e incisivi verso i target di riferimento che si ampliano rispetto a quelli più tradizionali finora oggetto dell'attenzione della Federazione, come istituzioni e media”.

 

“Attraverso Twitter vogliamo instaurare un dialogo più efficace con i nostri interlocutori – continua Crippa - per condividere e commentare insieme a loro non solo gli eventi di attualità politica ed economica in un momento così delicato quale quello che sta affrontando il Paese, ma anche coinvolgendoli e sensibilizzandoli sulle attività della nostra Federazione e su come riteniamo che la Distribuzione Moderna Organizzata possa avere un ruolo positivo per lo sviluppo del Paese”.

 

L'immagine del profilo dell'account richiama il logo ufficiale di Federdistribuzione con le iniziali “FD” mentre è stato scelto di personalizzare lo sfondo con i loghi di tutte le imprese associate alla Federazione.

 

“La scelta di inserire i loghi dei nostri associati non è stata casuale. La filosofia della Federazione è quella di essere vicina alle esigenze delle imprese associate e di generare le condizioni affinché queste possano evolversi ed investire, portando benefici al settore e all'intero sistema Paese, ma ciascuna delle nostre imprese rappresenta valori e strategie specifiche e quindi merita di essere evidenziata. Ed è dall'insieme di queste diversità che nasce la forza della nostra Federazione” ha concluso Stefano Crippa.


 

 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: estate drammatica per i consumi. Nella Legge di Stabilità misure per una incisiva politica di rilancio dei consumi

 

Milano, 24 ottobre 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di agosto 2014 mostrano ancora un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un -3,1%, con l'alimentare a -3,7% e il non alimentare a -2,5%.

 

Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta complessivamente al -1,3%: -0,6% per l'alimentare e -1,9% per il non alimentare.

“Il dato di agosto delle vendite al dettaglio conferma un'estate davvero drammatica per i consumi e per il mondo del commercio – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione - Un quadro che, sulla base delle informazioni a nostra disposizione, non sembra destinato a migliorare nei mesi successivi”.

 

Nei 3 mesi estivi (giugno, luglio e agosto) si registra infatti un peggioramento della tendenza con una diminuzione media mensile, rispetto al periodo corrispondente del 2013, del -2,4% per il totale delle vendite al dettaglio, del -2,9% per i prodotti alimentari e del -2,1% per i prodotti non alimentari.

 

“Preoccupa in particolare il fatto che per il secondo mese consecutivo, le vendite dei prodotti alimentari diminuiscano più velocemente rispetto a quelle dei prodotti non alimentari – continua Cobolli Gigli - Certamente questi ultimi hanno subito per primi l'impatto del minor potere d'acquisto dei consumatori, ma ora il calo delle vendite alimentari è un chiaro segnale che la crisi per le famiglie si sta aggravando, costringendole a fare economie e risparmi anche sui bisogni più essenziali”.

 

“Che stiano cambiando le abitudini d'acquisto è testimoniato anche da ciò che avviene all'interno dei prodotti non alimentari: se un tempo, a fronte di cali generalizzati, telefonia e prodotti di innovazione tecnologica mantenevano un andamento positivo, ora i dati di agosto mostrano come questi prodotti siano quelli con la diminuzione più significativa: una “passione” finita per necessità!”

 

“Il bisogno di una incisiva politica di rilancio della domanda interna diventa sempre più urgente e la Legge di Stabilità è l'occasione giusta per imprimere questa svolta. Diventa indispensabile che tutte le misure annunciate dal Governo siano inserite nella manovra e realizzate nelle dimensioni tali da poter realmente incidere su una situazione che, invece di migliorare, diventa ogni giorno più allarmante e contestualmente si risolva la questione aperta con la Russia, che ha provocato un preoccupante calo delle esportazioni. Ci auguriamo, infine, che questi dati sulla dinamica dei consumi siano uno spunto di riflessione per chi sta pensando a un futuro ulteriore aumento dell'Iva” conclude il Presidente di Federdistribuzione


 

Dati “Osservatorio Nazionale del commercio” - MISE

 

In crescita il numero degli esercizi commerciali nel primo semestre 2014 rispetto alla fine del 2013

 

Milano, 30 settembre 2014 – E' stato pubblicato oggi sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico l'aggiornamento al primo semestre 2014 dei dati relativi all'Osservatorio Nazionale del Commercio.

 

Le informazioni rese disponibili forniscono un quadro del numero complessivo di esercizi commerciali (in sede fissa e ambulanti) che cresce nel primo semestre del 2014 rispetto al 2013, passando da 945.509 unità di fine 2013 a 948.172 del giugno 2014.

 

All'interno di questo universo complessivo è da segnalare la crescita degli ambulanti, che hanno raggiunto nel giugno 2014 le 185.701 unità, con un incremento dell'1,7% rispetto a dicembre 2013. Sostanzialmente invariato invece il numero dei negozi in sede fissa.

 

Questi dati danno testimonianza di come la struttura del settore del commercio riesca a “tenere” anche in momenti difficili come quello che sta attraversando il Paese. A fronte dei molti negozi che chiudono, infatti, altrettanti ne aprono, spesso con assetto proprietario legato a persone straniere, come indicato nel recente studio della Fondazione Leone Moressa.

 

La crescita degli ambulanti è un altro indicatore dei mutamenti che sta attraversando il settore, laddove questa formula commerciale, operando nel rispetto delle leggi, riesce a incrociare i bisogni dei consumatori.

 

 


 

Dati Istat sui prezzi al consumo

 

Federdistribuzione: prezzi ancora sotto zero.

La Legge di Stabilità occasione per spezzare la spirale negativa “calo dei consumi – deflazione”

 

Milano, 30 settembre 2014 – I dati  provvisori per il mese di settembre 2014 diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione (beni + servizi), pari al -0,1% rispetto a settembre 2013. Per il secondo mese di fila il Paese si conferma in deflazione.

 

Il calo dei prezzi è particolarmente significativo nei “beni” che, complessivamente, a settembre 2014 segnano un -0,6% su settembre 2013. A trascinare su valori negativi l'intero comparto sono prevalentemente i beni energetici (-4,5%), ma anche gli alimentari non lavorati (prodotti freschi) calano oltre la media (-0,9% nel complesso, con frutta a -4,4% e verdura a -1,4%).

“I dati sui prezzi al consumo dell'Istat, per il secondo mese di fila sotto zero, testimoniano lo stallo in cui versa il Paese – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – la conferma della deflazione già registrata ad agosto è l'ulteriore indicatore che nulla si muove e siamo ancora lontani dall'avvio di una concreta ripresa”

 

“La domanda interna resta debole, come attestano i dati Istat delle vendite al dettaglio (-1,1% nei primi sette mesi dell'anno), e calo dei consumi e deflazione rappresentano una spirale negativa che deve essere spezzata”

 

“Il Paese ha bisogno di una scossa e la legge di stabilità che il Governo si appresta a varare deve essere considerata come “la grande occasione”. Il nostro auspicio è che possa contenere tutti gli impulsi economici necessari che, ridando potere d'acquisto ai cittadini, possano avviare il profondo cambiamento di cui l'Italia ha bisogno per tornare a crescere” c onclude il Presidente di Federdistribuzione.


 

 

 

Dati Istat sul commercio al dettaglio

 

Federdistribuzione: situazione dei consumi grave, ripresa ancora lontana. Un programma di riforme economiche per ridare fiducia alle famiglie

 

Milano, 25 settembre 2014 – I dati pubblicati oggi dall'Istat relativi al mese di luglio 2014 mostrano ancora un calo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: il totale delle vendite al dettaglio indica un -1,5%, con l'alimentare a -2,5% e il non alimentare a -1,0%.

 

Dall'inizio dell'anno la flessione si attesta complessivamente al -1,1%: -1,1% per l'alimentare e -1,1% per il non alimentare.

“Il dato di luglio delle vendite al dettaglio è una conferma che siamo ancora lontani dall'uscita dal tunnel e che la ripresa del Paese rimane un miraggio – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – In particolare preoccupano i dati dei consumi di prodotti alimentari: il -2,5% è il segno che le famiglie stanno cercando economie e risparmi anche nei bisogni più essenziali”.

 

“Siamo sempre più convinti – continua Cobolli Gigli - che per risollevare l'Italia occorra in primo luogo stimolare la domanda interna e ridare fiducia alle persone attraverso un progetto di rilancio del Paese che sia concreto e credibile. Senza questa componente “psicologica” anche buone iniziative come gli 80 euro in busta paga non riescono a produrre effetti positivi”.

 

Confidiamo nella volontà di cambiamento che il Governo esprime attraverso le azioni in corso di pianificazione: riteniamo infatti indispensabile un programma di riforme economiche che affianchi quelle, pur necessarie, di tipo istituzionale, promuovendo liberalizzazioni e semplificazioni come principi guida di ogni intervento” conclude il Presidente di Federdistribuzione