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COMUNICATI STAMPA

 

Federdistribuzione: Paese ancora in deflazione. Da consumi, prezzi, produzione industriale ed esportazioni segnali preoccupanti per la ripresa. Ridare fiducia a famiglie e imprese

Milano, 31 maggio 2016 – I dati provvisori per il mese di maggio diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,3% rispetto allo stesso mese del 2015.

“L’Italia continua a rimanere in deflazione – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – siamo di fronte al quarto mese consecutivo di prezzi negativi, trascinati al ribasso dai beni energetici (-8,2%). Tuttavia, anche al netto dei beni energetici la dinamica dei prezzi (+0,5%) rimane debole, sintomo di una domanda che non riesce a mettere in moto la ripresa del Paese stimolando adeguatamente l’offerta e quindi la produzione”.

“Le famiglie italiane, pur registrando un aumento del potere d’acquisto e del livello di risparmio, restano caute e prudenti sui consumi, essendo ancora troppo preoccupate sul futuro, disorientate dalle incertezze che presentano sia il quadro economico che quello politico”.

“Deflazione, consumi che non decollano (anche il settore auto mostra qualche cedimento), produzione industriale in fase calante ed esportazioni sotto tensione per un rallentamento della crescita mondiale sono tutti segnali preoccupanti, che devono indurre il Governo a trovare tutte le risorse possibili per continuare a stimolare la ripresa, riducendo la pressione fiscale su famiglie e imprese, semplificando e liberalizzando i mercati, per ridare quella fiducia che sola è capace di riavviare la domanda interna, primo e più importante driver di sviluppo del Paese. In questo contesto una particolare raccomandazione di non aumentare le aliquote Iva” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: adesione al 6,5%, inferiore a quella della scorsa agitazione del 19 dicembre 2015. Punti di vendita aperti e regolare servizio ai consumatori

Milano, 28 maggio 2016. L’adesione allo sciopero di oggi risulta al momento del 6,5%. Una percentuale del 25% più bassa rispetto all’ultima agitazione sindacale di Dicembre 2015, che aveva registrato un 8,6% di adesione.

Non abbiamo segnalazioni di punti di vendita chiusi e quindi siamo in grado di fornire un regolare servizio alle persone.

“Nonostante la lunghezza delle trattative che i sindacati stanno imponendo, i lavoratori hanno dimostrato un comportamento responsabile – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzone – La percentuale di adesione decisamente inferiore rispetto a quella delle due precedenti manifestazioni sindacali di novembre e dicembre 2015 (rispettivamente misurate nel 9,4% e nell’8,6%) sono per noi un segnale importante che ci sprona ad essere determinati nel portare avanti le nostre ragioni nella trattativa. Sono ormai due anni e mezzo che presentiamo ai sindacati proposte che hanno l’obiettivo di tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, i complessivi livelli occupazionali e che al contempo siano sostenibili per le imprese, creando così le condizioni per tornare a crescere. Ma abbiamo sempre trovato un muro e la pretesa di firmare il medesimo contratto sottoscritto da Confcommercio, un percorso che fin da subito abbiamo detto di ritenere inaccettabile per le evidenti differenze esistenti tra le nostre grandi aziende associate e quelle del dettaglio tradizionale rappresentate da Confcommercio”.

“Viviamo un quadro economico nel quale da anni gli indicatori di redditività sono in calo, i consumi non ripartono e la strada per uscire dalla crisi si presenta ancora lunga e complessa. Le imprese hanno bisogno di recuperare produttività per riuscire ad affrontare le sfide del futuro. Una situazione che i sindacati continuano a non capire, ostinandosi a pretendere condizioni economiche che, se applicate, rischiano di riproporre difficoltà occupazionali. Il nostro auspicio è che, anche a seguito dei segnali di oggi, si trovi la reciproca volontà di lavorare congiuntamente su nuove basi per arrivare a una conclusione della trattativa positiva per lavoratori e imprese” conclude il Presidente di Federdistribuzione

 

Federdistribuzione: nostra proposta sostenibile per lavoratori e imprese

Milano, 28 maggio 2016. In relazione alle dichiarazioni dei Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL, Federdistribuzione afferma: “Abbiamo sempre avuto l’intenzione di fare un contratto per i nostri collaboratori, credendo in questo strumento – dichiara Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzone – Ma serve un CCNL che rispecchi le distintività del nostro settore, quello della Distribuzione Moderna Organizzata. La nostra proposta prevede una componente salariale con un aumento di 85 euro mensili nel triennio 2016-2018 in grado di aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, anche considerando gli anni 2014 e 2015.

Non abbiamo mai avuto intenzione di destrutturare il sistema di inquadramenti. Riteniamo sia giusto applicare il Jobs Act, una legge che può aiutare le aziende con strumenti di flessibilità, contribuendo a sostenere i livelli occupazionali in un momento di difficoltà che permane. Per quanto riguarda le vie giudiziarie già in atto, fino a questo momento ogni contenzioso si è risolto a favore delle aziende distributive, confermando la piena legittimità dell’operato delle aziende di Federdistribuzione sotto ogni profilo”.

 

Federdistribuzione: domani punti di vendita aperti. Sarà possibile fare la spesa

Milano, 27 maggio 2016. In relazione alle informazioni diffuse circa la difficoltà nel fare la spesa in occasione dello sciopero di domani 28 maggio, Federdistribuzione dichiara che le proprie aziende associate opereranno affinchè i punti vendita siano aperti e disponibili per gli acquisti.

"Non vogliamo che i nostri clienti subiscano disagi a causa delle agitazioni annunciate per domani" afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione

 

Federdistribuzione: cautela nell'analisi dei dati. Anno 2016 sotto le attese

Milano, 26 maggio 2016 – I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di marzo registrano una crescita del +2,2% rispetto a marzo 2015 nelle vendite a valore, con l'alimentare a +3,7% e il non alimentare a +1,3%. Dall'inizio dell'anno le vendite complessivamente segnano un +1,3% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente.

"L'aumento delle vendite del mese di marzo è dovuto principalmente ai prodotti alimentari, ma questo dato è influenzato dalla calendarizzazione della Pasqua, anticipata quest'anno rispetto al 2015 - commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – E il dato positivo di marzo contribuisce a determinare il risultato complessivo evidenziato dall'Istat dall'inizio dell'anno (+1,3%).

"Bisogna quindi mantenere cautela sulla dinamica delle vendite al dettaglio. A nostro avviso non ci si trova ancora di fronte a una chiara inversione di tendenza dopo anni di andamento negativo e occorrerà aspettare successive evidenze per fare una valutazione più certa. Anche in ragione del fatto che nostre fonti indicano vendite non positive per i prossimi mesi, configurando così un 2016 al di sotto delle attese.

Per sostenere e consolidare i segnali di ripresa è dunque importante che si continuino a studiare possibilità di aumentare già dall’anno prossimo il potere d'acquisto delle famiglie, agendo prevalentemente sulla leva fiscale e introducendo più concorrenza e liberalizzazioni nei mercati, dando così seguito alle raccomandazioni della Commissione Europea e del Fondo Monetario Internazionale ".

 

Federdistribuzione: deflazione ma consumi deboli. Occorre ricreare fiducia nel futuro per tornare a crescere

Milano, 29 aprile 2016 – I dati provvisori per il mese di aprile diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,4% rispetto allo stesso mese del 2015, trainato ancora una volta dal ribasso dei beni energetici (-7,4%).

“L’Italia continua a rimanere in deflazione – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – e la situazione non sembra migliorare. Il dato di aprile (-0,4%) è infatti il peggiore dall’inizio del 2016 e uno dei più bassi da molto tempo. Con questi numeri diventa anche più critico il raggiungimento del pur modesto obiettivo di inflazione annua per il 2016 del +0,2%. Anche escludendo l’effetto dei beni energetici, l’inflazione è ferma al +0,3%, sintomo di una domanda ancora debole”.

“Un’inflazione bassa, o addirittura negativa come accade ormai da 3 mesi, dovrebbe essere di sostegno ai consumi, poiché le famiglie vedono aumentare il loro potere d’acquisto – continua Cobolli Gigli - Ciò tuttavia non sta accadendo, e i consumi permangono in un limbo di crescita modesta (se escludiamo il settore auto rischiano di essere pericolosamente vicini allo zero) perché le persone vivono ancora un clima di incertezza sul futuro, che frena gli acquisti e induce a ricostituire lo stock di risparmio, precedentemente eroso dalla crisi”.

“Ed è anche su questa “leva immateriale” che occorre agire per tornare a crescere, ricreando sicurezza e fiducia con politiche che configurino un reale cambiamento per il Paese, attraverso la continuazione del programma di riforme, la creazione delle condizioni per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, fornendo più certezze che dubbi sulle pensioni” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: febbraio positivo ma permane un quadro instabile. Dare potere d’acquisto alle famiglie e confermare no a clausole di salvaguardia

Milano, 22 aprile 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di febbraio registrano una crescita del 2,7% rispetto a febbraio 2015 nelle vendite a valore, con l’alimentare a 3,3% e il non alimentare a 2,0%. Dall’inizio dell’anno le vendite complessivamente segnano un +0,8% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.

“I dati di febbraio confermano una tendenza altalenante delle vendite al dettaglio, oscillanti tra il segno più e il segno meno ormai da qualche mese – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Peraltro, secondo nostre fonti e istituti di ricerca, questa incertezza permane anche per il mese di marzo e per le prime settimane di aprile, configurando un 2016 al di sotto delle attese e più negativo del 2015”.

“Siamo quindi di fronte a un quadro instabile che ancora non ci consente di considerarci all’interno di un significativo percorso di ripresa. Solo una più robusta crescita dei consumi potrà infatti portare il Paese al di fuori delle secche di una situazione di stagnazione strisciante: non più crisi e recessione ma non ancora sviluppo e crescita”.

“Occorre quindi dar seguito ad alcune proposte e riflessioni finalizzate ad aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e che stanno animando il dibattito in questi giorni di discussione sul Def: dall’ipotesi di estensione della platea dei destinatari degli 80 euro all’anticipo al 2017 dell’intervento di riduzione delle aliquote Irpef per i redditi più bassi. Sempre tenendo ferma la barra sulla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per il 2017 come indicato nel Def, punto sul quale è indispensabile non fare alcun passo indietro”.

 

Federdistribuzione: interrotto il negoziato con i Sindacati per la sottoscrizione del CCNL della DMO

Milano, 13 aprile 2016 – In data odierna è avvenuto un incontro tra Federdistribuzione e le Organizzazioni Sindacali (OO.SS.) sul CCNL della DMO.

La Federazione ha proposto la costituzione di una nuova bilateralità, condivisa con i sindacati, efficiente, moderna e mirata ai bisogni primari e concreti dei lavoratori.

In considerazione dell’andamento del mercato e della debole ripresa dei consumi, inferiore alle aspettative, Federdistribuzione ha proposto la realizzazione di strumenti negoziali per la gestione delle crisi aziendali, al fine di identificare azioni preventive che possano scongiurare nuove emergenze occupazionali.

E’ stata inoltre manifestata disponibilità alle richieste delle OO.SS. su aspetti normativi e di mercato del lavoro, quali, ad esempio, permessi e tutele a favore di particolari categorie di lavoratori.

Per quanto riguarda gli aspetti salariali, Federdistribuzione ha aderito alle richieste dei Sindacati di riconoscere un aumento di 85 euro mensili a regime, proponendo una erogazione nel triennio 2016 -2018, con il pagamento di una prima tranche nel prossimo mese di maggio.

La proposta di Federdistribuzione non è stata accettata dalle OO.SS. e ciò ha comportato l’interruzione della trattativa.

Federdistribuzione conferma la volontà di arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro della Distribuzione Moderna Organizzata.

 

Federdistribuzione: le decisioni delle amministrazioni si disinteressano della volontà popolare

Milano, 6 aprile 2016. Oggi si è riunita la Commissione Paritetica “Dei Dodici” che, appellandosi all’autonomia locale, ha proposto nuove limitazioni allo sviluppo delle grandi strutture, frenando in questo modo il processo di ammodernamento della rete commerciale del territorio.

Tutto ciò in evidente contraddizione con le scelte dei cittadini, che proprio ieri, attraverso un referendum popolare, hanno dato parere favorevole alla creazione di un nuovo grande centro commerciale. A dimostrazione che il rinnovamento della rete commerciale, attraverso sviluppo e investimenti, sta a cuore più ai cittadini che ai loro amministratori.

L’indirizzo della Commissione Paritetica “dei dodici” rappresenta l’ennesimo tentativo da parte di un organismo locale di far approvare indicazioni in chiaro contrasto con i principi di liberalizzazione previsti dalle leggi nazionali. Una storia che, sul territorio di Bolzano, si ripete con continuità, però, finora, senza alcun esito. Infatti negli ultimi 3 anni la Provincia di Bolzano ha emanato 3 leggi sul commercio, di cui la prima già dichiarata incostituzionale, la seconda modificata per evitare la sentenza della Corte Costituzionale e la terza ancora al vaglio della stessa Corte (che dovrà pronunciarsi a luglio), a seguito del ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio.

“Le dichiarazioni della Commissione “dei dodici” contrastano clamorosamente con la volontà popolare di avere un commercio moderno e adeguato ai nuovi bisogni che i cittadini esprimono. I tentativi maldestri dell’ Amministrazione Provinciale di varare provvedimenti restrittivi e in contrasto con le leggi nazionali ispirate a principi di liberalizzazione creano un’incertezza normativa che penalizza investimenti, sviluppo e occupazione, tutti elementi sui quali la Distribuzione Moderna Organizzata (DMO) può dare un contributo positivo, se lasciata libera di esprimere il suo potenziale. – Dichiara Diego Andolfato Delegato territoriale di Federdistribuzione per il Trentino e l’Alto Adige e Direttore Sviluppo ed Espansione di Aspiag Service – Inoltre i numerosi contenziosi ingolfano i tribunali amministrativi con un aggravio di tempi e costi per l’intero sistema.

La volontà delle istituzioni di sostenere una pluralità di formule distributive sul territorio – Conclude Andolfato - non può passare per una sistematica penalizzazione della DMO, bloccandone ogni forma di crescita. Dovrebbe invece essere impostata una politica che favorisca cambiamento, ammodernamento ed efficienza del dettaglio tradizionale, senza frenare la DMO”.

 

Federdistribuzione: deflazione un pericolo per la ripresa. Stimolare i consumi con liberalizzazioni e riforme

Milano, 31 marzo 2016 – I dati provvisori per il mese di marzo diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,2% rispetto allo stesso mese del 2015, trainato ancora una volta dal ribasso dei beni energetici non regolamentati (-11,2%).

“L’Italia è ancora in deflazione, e questa non è una buona notizia – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Anche escludendo l’effetto dei beni energetici non regolamentati, l’inflazione è ferma al +0,4%, un valore che testimonia la debolezza della domanda interna, ancora incapace di stimolare un sostenuto cammino di crescita”.

“Il permanere, per il secondo mese consecutivo, di questa situazione di prezzi in calo – continua Cobolli Gigli - rischia di innescare quel circolo vizioso legato alla deflazione che porta i consumatori a rimandare i propri acquisti nell’attesa di ulteriori riduzioni dei prezzi, soprattutto per ciò che riguarda i beni non alimentari. Un effetto che potrebbe frenare, se non interrompere, l’ancora incerto percorso di uscita dalla crisi”

“Questo quadro di deflazione non deve peraltro aprire alla possibilità di ipotizzare aumenti dell’Iva, anche se ridotti rispetto alla piena applicazione delle clausole di salvaguardia, come alcune fonti di stampa hanno segnalato nei giorni scorsi. Sarebbe una ulteriore penalizzazione per i consumi, che invece andrebbero incentivati, attraverso liberalizzazione dei mercati e attuazione delle riforme, con effetti positivi anche dal punto di vista fiscale, per ridare fiducia alle persone e trasformare in consumi, attraverso scelte sempre attente e oculate, almeno parte dei risparmi che stanno aumentando” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: preoccupati per l’avvio lento del 2016. Meno tasse e burocrazia per favorire consumi e investimenti

Milano,24 marzo 2016– I dati Istat sul commercio al dettaglio relativi al mese di gennaio registrano una diminuzione del -0,8% rispetto a gennaio 2015 nelle vendite a valore, con l’alimentare a -0,6% e il non alimentare a -0,8%.

“Il 2016 comincia in modo non positivo – Commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione –Il dato negativo del settore non alimentare indica che anche i saldi, nonostante le attese da parte di consumatori e imprese, non sono riusciti a dare slancio ai consumi, che dopo l’euforia del periodo estivo del 2015 si sono nuovamente appiattiti”.

“Questo avvio debole delle vendite complessive, nonostante la Distribuzione Moderna Organizzata dia segnali più incoraggianti rispetto alle altre formule commerciali, è particolarmente preoccupante – continua Cobolli Gigli - perché il 2016 rappresenta l’anno chiamato a dare un segnale definitivo sulla capacità dell’Italia di tornare a correre alla velocità degli altri Paesi, per non perdere ulteriormente terreno. Peraltro ulteriori preoccupazioni si aggiungono a seguito dei recenti fatti di Bruxelles, soprattutto per il turismo”.

Finché non si riprenderanno i consumi sarà difficile avviare per il Paese un robusto percorso di ripresa. Ed è su questo obiettivo che chiediamo al Governo di concentrare le risorse, riducendo l’impatto del fisco su famiglie e imprese, lavorando per evitare ulteriori freni al loro sviluppo per il futuro (clausole di salvaguardia su Iva e accise), sostenendo gli investimenti attraverso interventi che favoriscano semplificazioni e riduzione dei costi della burocrazia” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Federdistribuzione: con la legge Gadda sarà più facile per le imprese donare.

Milano, 17 marzo 2016 – “L’approvazione della legge Gadda alla Camera rappresenta un primo importante passo per semplificare il processo di donazione delle rimanenze alimentari” Dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione.

“Federdistribuzione ha fin da subito appoggiato l’impianto normativo promosso dalla legge in quanto questa rappresenta un buon punto di partenza per stimolare l’aumento delle donazioni. La nuova normativa favorirà e semplificherà quanto le nostre aziende già stanno facendo: uno studio del Politecnico di Milano*, infatti, evidenzia come le imprese della distribuzione ogni anno donino prodotti alimentari ancora perfettamente commestibili per 65.000 tonnellate, pari a oltre 80 milioni di pasti”.

“Ci auguriamo che l’iter normativo sia breve e che il Senato approvi il testo proposto senza ulteriori modifiche” Conclude il Presidente di Federdistribuzione.

*Surplus Food Management – Against food waste”. 2015

 

Federdistribuzione: Orari dei negozi - il Friuli-Venezia Giulia si appresta ad approvare una legge illiberale, demagogica e anticostituzionale

Milano, 15 marzo 2016 – Sono stati approvati oggi dal Consiglio regionale del Friuli- Venezia Giulia gli articoli del disegno di legge che prevedono dieci festività di chiusura obbligatoria per gli esercizi commerciali, giornate determinate e imposte dalla normativa senza nessuna possibilità di scelta da parte dell’imprenditore. Un provvedimento che giudichiamo illiberale, demagogico e anticostituzionale.

Illiberale, in quanto si impedisce all’imprenditore del commercio di poter declinare la propria offerta sulla base dell’effettiva domanda, come invece è stabilito dalla normativa nazionale. In un settore distributivo in grande evoluzione e nel quale l’e- commerce continua a crescere (una vetrina aperta 7 giorni su 7 e 24 ore su 24), imporre la chiusura dei punti vendita appare del tutto illogico e antistorico.

Demagogico, perché pensato a tutela dei lavoratori rischia di essere per loro stessi controproducente. Con la liberalizzazione degli orari si è generata in Italia una maggior distribuzione di salari per 400 mio € e una maggiore occupazione per 4.200 unità (prevalentemente contratti part time a tempo determinato). Tornare indietro dopo più di 4 anni rispetto a una situazione ormai consolidata e in un quadro di consumi che faticano a riprendere slancio significa mettere a rischio i livelli occupazionali raggiunti.

Anticostituzionale, perchè più volte sentenze della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e dei Tar (senza contare i pronunciamenti dell’Antitrust) hanno chiarito che la materia relativa agli orari degli esercizi commerciali è di esclusiva pertinenza statale, in quanto inerente alla tutela della concorrenza.

“Il Consiglio regionale ha approvato gli articoli del disegno di legge pur essendo pienamente cosciente del fatto che ci saranno ricorsi e che la Corte Costituzionale ne stabilirà l’illegittimità. – Dichiara Fabrizio Cicero, delegato Federdistribuzione per il Friuli-Venezia Giulia – Il risultato sarà una fase di confusione normativa che penalizzerà i consumatori e le imprese. Esattamente il contrario di quello che bisognerebbe fare in questo momento, cioè dare certezze per favorire la ripresa e l’uscita dalla crisi. In sostanza siamo di fronte all’emanazione di un provvedimento che potrà solo recare danno all’intera economia della Regione”.

 

Federdistribuzione: nella lotta allo spreco alimentare ognuno si prenda le sue responsabilità

Milano, 14 marzo 2016 – In merito alle notizie diffuse oggi dalla Coldiretti sullo spreco alimentare, Federdistribuzione segnala che dall’ultimo studio del Politecnico di Milano emerge che le rimanenze alimentari in Italia sono di 5.590.000 tonnellate, pari a oltre 13,5 miliardi di euro. Di queste i consumatori sono responsabili del 43%, la distribuzione del 13%, la ristorazione del 4%, la trasformazione del 3% e il settore primario del 37%.

Uno studio autorevole che è stato più volte citato da vari attori della filiera e in vari eventi istituzionali ed è stato presentato il 6 ottobre 2015 presso Expo alla presenza del Ministro Martina, dell’On. Gadda e delle varie associazioni che compongono la filiera.

Lo stesso studio evidenzia come la distribuzione ogni anno doni prodotti alimentari ancora perfettamente commestibili per 65.000 tonnellate, pari a oltre 80 milioni di pasti.

Siamo convinti che la questione della lotta allo spreco e del recupero delle rimanenze alimentari sia importante e che per affrontarla ogni elemento della filiera debba innanzitutto prendersi le proprie responsabilità.

 

Dati Istat sui prezzi al consumo

Federdistribuzione: l’inflazione ancora debole. Stimolare la domanda interna per una crescita dei prezzi

Milano, 3 febbraio 2016 – I dati provvisori per il mese di gennaio diffusi oggi dall'Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,3% rispetto allo stesso mese del 2015.

“La leggera ripresa dell’inflazione di gennaio è in gran parte dovuta al ridimensionamento del calo dei beni energetici e al rialzo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Il quadro complessivo che emerge è però ancora quello di un Paese con i prezzi fermi e, ultimo dato Istat sulle vendite al dettaglio (-0,1% novembre 2015 vs novembre 2014), con una domanda interna ancora molto debole e incerta sul suo sviluppo.

Nonostante gli sforzi della BCE e alcuni segnali incoraggianti sui livelli occupazionali, il Paese non riesce a riprendere slancio proprio per la fragilità della crescita dei consumi, l’unico fattore in grado di sollecitare produzione e ripresa dei prezzi – continua Giovanni Cobolli Gigli - Sarebbe importante, quindi, attivare ogni iniziativa per far sì che le famiglie trasformino in consumi, attraverso scelte sempre attente e oculate, almeno parte dei risparmi che stanno aumentando. Vi sono iniziative che non hanno alcun costo per lo Stato e possono invece avere impatti positivi. E’ il caso della liberalizzazione delle vendite promozionali per i prodotti non alimentari, un provvedimento capace di stimolare gli acquisti di settori fortemente penalizzati negli ultimi anni dalla crisi” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Dati Istat sulle vendite al dettaglio

Federdistribuzione: dato di novembre ulteriore segnale della fragilità della ripresa. Liberalizzare le promozioni per stimolare i consumi

Milano, 25 gennaio 2016 – I dati pubblicati oggi dall’Istat relativi al mese di novembre 2015 registrano complessivamente una variazione pari al -0,1% nella dinamica delle vendite a valore nel confronto con novembre 2014. L’alimentare segna un -0,2% mentre per il non alimentare la variazione è nulla. Per quanto riguarda i dati a volume, l’Istat rileva un calo del -1,0% rispetto a novembre 2014, con l’alimentare a -1,7% e il non alimentare a -0,6%.

Dall’inizio dell’anno le vendite segnano un +0,8% a valore nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente: l’alimentare è a +1,3% e il non alimentare a +0,6%.

“Dopo 5 mesi di crescita le vendite al dettaglio a novembre frenano bruscamente per tutte le formule distributive, segnando addirittura nel suo complesso un valore negativo – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Siamo sempre stati molto prudenti nel commentare i dati positivi dell’ultimo periodo, temendo che l’instabile situazione nazionale e internazionale potesse frenare quello slancio. I dati di novembre confermano i nostri timori, e informazioni in nostro possesso fanno prevedere risultati non brillanti anche per il mese di dicembre.

“Viviamo una situazione nella quale i segnali di risveglio dell’economia nazionale rischiano di non tradursi in nuovi consumi generalizzati (solo il settore dell’auto appare fortemente dinamico), con ciò bloccando il processo di ripresa che non riesce a decollare. Infatti, nonostante il clima di fiducia delle famiglie sia alto, queste ultime preferiscono aumentare i risparmi. Siamo da sempre convinti che solo una decisa e generale ripresa dei consumi delle famiglie potrà stimolare efficacemente la ripresa economica italiana, e in questa direzione vanno dedicati tutti gli sforzi”.

“Ci sono alcune iniziative che possono contribuire a stimolare gli acquisti delle famiglie italiane – continua Cobolli Gigli – Come ad esempio la liberalizzazione delle vendite promozionali per i prodotti non alimentari, un provvedimento utile per i consumatori, che godrebbero regolarmente di offerte convenienti, e per le imprese, che potrebbero gestire al meglio la rotazione e gli stock assortimentali, minimizzando i propri costi e garantendo ai clienti sempre un’offerta aggiornata”.

“Sono iniziative senza alcun impatto economico sui conti delle amministrazioni ma utili a rilanciare una domanda interna poco vivace” conclude il Presidente di Federdistribuzione.

 

Saldi invernali 2016

Federdistribuzione: vendite -0,4% nei primi 11 giorni del 2016. La data di partenza dei saldi si è rivelata una scelta inopportuna, ora liberalizzare le promozioni

Milano, 13 gennaio 2016 – per quanto riguarda i saldi, le vendite dal 1 all’11 gennaio 2016 segnano un -0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno*.

“Temevamo questo risultato che si conferma essere al di sotto delle attese e contrario alle previsioni diffuse – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – L’avvio delle vendite di fine stagione in un giorno feriale è stata una scelta inopportuna che ha avuto effetti negativi sull’affluenza dei consumatori nei negozi e sulle vendite. Federdistribuzione, con altre associazioni della Distribuzione Moderna, si è opposta chiedendo l’anticipo dei saldi al primo week end dell’anno, cioè al 2 e 3 gennaio, ma non è stata ascoltata”.

“Quest’anno c’era grande attesa per le vendite di fine stagione – continua Cobolli Gigli – poiché un clima anomalo ha penalizzato le vendite di abbigliamento negli ultimi mesi del 2015. Un avvio corretto dei saldi avrebbe offerto un’opportunità importante per migliorare questa situazione”.

“La conferma dell’avvio al 5 gennaio, un martedì, ha invece penalizzato tutti, inducendo peraltro a una corsa “opaca” all’anticipo dei saldi fin da prima di Natale, che forse avrebbe potuto essere limitata da una scelta diversa della data di partenza. I comportamenti di consumatori e imprese confermano che mantenere in vita normative vetuste e anacronistiche, come quelle che in molte regioni impediscono le promozioni sui prodotti oggetto dei saldi nei giorni precedenti e/o successivi alle vendite di fine stagione, non aiuta lo sviluppo moderno del sistema distributivo e la trasparenza nel mondo del commercio. Non dimentichiamoci, inoltre, che quest’anno è davvero esploso il fenomeno dell’acquisto via internet, un ambito nel quale regole come queste non possono essere rispettate”.

“Torniamo a ribadire che, di fronte a questa situazione, la strada migliore da percorrere è quella della piena liberalizzazione delle promozioni nel settore non alimentare, mantenendo il momento dei saldi come forte elemento di marketing e di attrazione, in grado di far competere il nostro Paese con quanto accade nelle altre grandi capitali europee, attirando clienti da tutto il mondo in virtù della nostra unica e qualificata offerta di “Made in Italy”, conclude il Presidente di Federdistribuzione.

*dato relativo all’80% delle aziende associate a Federdistribuzione operanti nel tessile

 

Sciopero del 19 dicembre 2015

Federdistribuzione: adesione all’8%, inferiore a quella della scorsa agitazione del 7 novembre. Punti di vendita aperti e regolare servizio ai consumatori

Milano, 19 dicembre 2015. L’adesione allo sciopero di oggi risulta al momento dell’8%, inferiore del 15% rispetto a quella della scorsa manifestazione del 7 novembre, che era stata misurata nel 9,4%.

Non abbiamo segnalazioni di punti di vendita chiusi e quindi siamo in grado di fornire un regolare servizio alle persone in un momento così particolare per gli acquisti “Ciò che noi proponiamo è concreto, realizzabile e costruttivo. Il nostro auspicio è che il dialogo possa riavviarsi per arrivare in tempi brevi a un risultato positivo per lavoratori e imprese” – dichiara Cobolli Gigli.

“Le trattative si sono interrotte perché abbiamo trovato un muro di fronte a qualsiasi nostra proposta – continua il Presidente di Federdistribuzione – Vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma veniamo da anni difficili, con cali di fatturato e redditività vicine allo zero.

La nostra proposta è semplice: da un lato erogazione di aumenti salariali che tutelino il potere d’acquisto dei lavoratori, quindi allineati con l’inflazione prevista nel triennio 2016-2018; dall’altro sviluppo di un welfare aziendale di sostegno al reddito e di servizi, soprattutto nell’ambito dell’assistenza sanitaria”.

“Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le retribuzioni o di peggiorare le condizioni di lavoro. Infatti, contrariamente a quanto diffuso, aumenteremo i salari, manterremo la 13° e la 14° mensilità, manterremo le attuali maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, manterremo gli scatti di anzianità”.

 

Federdistribuzione contesta le dichiarazioni di UILTUCS sui decreti ingiuntivi. Il Tribunale di Milano oggi ha rigettato il decreto ingiuntivo presentato contro Rinascente

 

 

Milano, 18 dicembre 2015 – Federdistribuzione contesta le dichiarazioni rilasciate dal Segretario Generale UILTUCS Brunetto Boco relativamente ai ricorsi ingiuntivi presentati da UILTUCS e al fatto che la stessa abbia avuto ragione nei confronti delle aziende appartenenti a Federdistribuzione verso cui i decreti sono stati presentati.

I decreti ingiuntivi vengono emessi dal giudice ma con la possibilità di opposizione da parte delle aziende. L’ingiunzione non implica alcuna condanna, e tutte le aziende coinvolte hanno fatto opposizione.

Proprio in data odierna si è giunti per la prima volta alla conclusione di un giudizio: il Tribunale di Milano, dopo ampia discussione nel merito, ha deciso il rigetto del decreto ingiuntivo promosso da UILTUCS contro Rinascente.

Sciopero del 19 dicembre 2015

 

Federdistribuzione: sabato 19 dicembre assicurato il servizio per la clientela

 

 

Milano, 17 dicembre 2015 – Per il 19 dicembre sono state annunciate agitazioni sindacali nel settore del commercio. Si tratta dell’ultimo sabato prima di Natale, un momento importante per le persone che vogliono acquistare i regali o vogliono procurarsi ciò che serve per passare le festività insieme ai propri cari.

Le imprese associate a Federdistribuzione assicureranno il servizio ai propri clienti. Ci si potrà quindi rivolgere regolarmente al proprio punto vendita di fiducia per fare la spesa o per comprare gli ultimi regali.

“Non vogliamo penalizzare le persone in un giorno così significativo nella loro preparazione delle festività – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Ci impegneremo per garantire il servizio che meritano in un momento nel quale, dopo anni di buio, si incomincia a intravvedere una debole luce di uscita dal tunnel e si ritrova fiducia nel futuro e desiderio di condividere i momenti di festa”.

Sciopero del 19 dicembre 2015

 

FACCIAMO CHIAREZZA

 

 

Milano, 15 dicembre 2015 – Il 19 dicembre è stata proclamata dalle OO.SS. una giornata di sciopero. Si tratta dell’ultimo sabato prima di Natale, un giorno importante per gli acquisti legati alle festività. “Uno scarso senso di responsabilità da parte dei sindacati – dichiara Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – per una decisione che potrebbe arrecare disagio alle persone interessate agli acquisti e minare la sostenibilità del settore”.

“Le trattative si sono interrotte perché abbiamo trovato un muro di fronte a qualsiasi nostra proposta – continua il Presidente di Federdistribuzione – Vogliamo un contratto per i nostri collaboratori, ma veniamo da anni difficili, con cali di fatturato e redditività vicine allo zero. Il nostro obiettivo è siglare il primo contratto della Distribuzione Moderna Organizzata che rispecchi le nostre distintività rispetto ad altre formule del commercio, che salvaguardi le condizioni economiche dei lavoratori ma ponga le basi per tornare a crescere, sviluppando investimenti e nuova occupazione”.

“In questo quadro non possiamo accettare le condizioni sindacali, che vorrebbero una mera applicazione degli incrementi economici concordati con Confcommercio: si tratterebbe infatti di aumenti superiori all’inflazione previsionale, che comporterebbero inevitabilmente ricadute negative per il settore”.

“Per questo la nostra proposta è semplice: - prosegue il Presidente di Federdistribuzione - da un lato erogazione di aumenti salariali allineati con l’inflazione prevista nel triennio 2016-2018 per tutelare i salari e dall’altro sviluppo di un welfare aziendale di sostegno al reddito e di servizi, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, dei trasporti, delle attività scolastiche, ecc”.

“Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le retribuzioni o di peggiorare le condizioni di lavoro. Infatti, contrariamente a quanto diffuso, aumenteremo i salari, manterremo la 13° e la 14° mensilità, manterremo le attuali maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, manterremo gli scatti di anzianità”.

“Ciò che noi proponiamo è concreto, realizzabile e costruttivo. Il nostro auspicio è che su questi presupposti il dialogo possa riavviarsi per arrivare in tempi brevi a un risultato positivo per lavoratori e imprese” – conclude Cobolli Gigli.