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Federdistribuzione: il “carrello della spesa” 2020 evidenzia un atteggiamento prudente verso i consumi

Milano, 7 gennaio 2021 – L’indice provvisorio dei prezzi al consumo di dicembre, rilevato dall’Istat, registra un nuovo mese di inflazione in negativo che comporta la chiusura d’anno per il 2020 in uno scenario deflattivo (-0,3% su base annua). «In questo contesto l’andamento dei consumi sul fronte non alimentare prosegue in una scia fortemente negativa, a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria – afferma Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione -, mentre sul versante alimentare si registra una crescita nella settimana di Natale del +8%, che porta il totale 2020 ad un aumento contenuto dell’1,7%, confermando come tutto l’anno sia stato caratterizzato da un atteggiamento prudente verso i consumi e da un’elevata attenzione alla convenienza».

«Osserviamo infatti un significativo scostamento tra la rilevazione nazionale Istat del cosiddetto carrello della spesa (+0,9%) e l’andamento dei prezzi nella Distribuzione Moderna – prosegue Buttarelli –. Secondo le nostre stime la dinamica dei prezzi nel mese di dicembre riferita al carrello della spesa registra un incremento contenuto del +0,3%, nonostante le limitazioni al movimento delle persone, che non hanno sempre potuto raggiungere le grandi superfici di vendita, spesso collocate fuori dai contesti urbani, che notoriamente consentono acquisti con più occasioni di risparmio».

Le imprese della Distribuzione Moderna sono da sempre impegnate a rispondere alla richiesta di convenienza dei consumatori e, oggi più che mai, a dare valore a importanti filiere produttive del Made in Italy, da tempo in sofferenza anche a causa delle chiusure del canale HoReCa.

«Nei punti vendita della Distribuzione Moderna sono state avviate importanti campagne di vendita a sostegno di molte eccellenze nazionali come, ad esempio, per il settore suinicolo con i prosciutti DOP o per le produzioni ortofrutticole stagionali, con arance tarocco, clementine e kiwi, a conferma dell’impegno delle imprese distributive nel riconoscere la giusta remunerazione alle filiere agricole, nel farsi carico spesso delle oscillazioni stagionali dei prezzi dei prodotti, garantendo sempre la continuità del servizio al consumatore», conclude Buttarelli.

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