Misure di rilancio: non dimenticare le grandi imprese

A distanza di più di due mesi dall’inizio della pandemia che ha cambiato il mondo come lo conoscevamo non si sa quando si potrà mettere la parola fine sull’emergenza sanitaria e ancor meno quanto sarà pesante l’eredità.

Quel che è certo, ad oggi, è che i dati relativi ai PIL nazionale del I trimestre del 2020 vedono un pesante segno meno, che questa tendenza proseguirà nei mesi successivi e che difficilmente si potrà contare su di un effetto rimbalzo nel corso dell’anno che compensi le iniziali cadute.

La risposta a questa crisi senza precedenti passa da misure che devono essere rapide e di facile realizzazione: l’eccessiva burocrazia è un freno che non ci si può più permettere. Per raggiungere la massima efficacia i provvedimenti relativi alle imprese devono però superare l’approccio ideologico delle tutela delle sole #PMI, rivolgendosi invece a ogni dimensione di #impresa.

Nel settore non alimentare (abbigliamento, bricolage, mobili, profumerie, ecc) le grandi aziende hanno avuto impatti devastanti come tutti gli altri operatori del commercio.

Escluderle dai sostegni previsti nei diversi decreti significa mettere pesantemente a rischio i livelli occupazionali e bloccare investimenti che invece potrebbero rimettere in moto le economie locali e l’intero Paese.

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