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Tensioni sulle materie prime, segnali di inflazione

Milano, 31 agosto 2021 – Il trend inflattivo prosegue la sua crescita, influenzato dalle situazioni già rilevate gli scorsi mesi. L’indice provvisorio dei prezzi al consumo di agosto diffuso da Istat rileva una variazione del +2,1% su base tendenziale, guidato da un ulteriore avanzamento dei beni energetici che crescono del +19,8% su base annua.

«Anche per il “carrello della spesa” registriamo segnali inflattivi nella rilevazione di agosto, con la dinamica dei prezzi che registra un +0,6% su base congiunturale – afferma Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione. Gli aumenti dei costi delle materie prime che hanno interessato l’andamento dei mesi scorsi lungo tutta la filiera, fanno intravedere possibili tensioni sui prezzi nei prossimi mesi. Nel corso dell’autunno dovrebbe presentarsi un quadro più chiaro che permetterà di comprendere se la spinta inflazionistica possa riassorbirsi nel breve o possa invece condizionare i prezzi nel medio termine e assumere un carattere più strutturale».

«Il quadro economico appare in chiaroscuro: il leggero calo del clima di fiducia di cittadini e imprese riscontrato in questo mese potrebbe essere un primo campanello d’allarme da non sottovalutare. Sono dunque ancora incerte le prospettive per la macchina dei consumi nei prossimi mesi che potrà essere ulteriormente influenzata da diversi fattori legati all’andamento pandemico, come la riapertura delle scuole e la ripresa di altre attività ordinarie», conclude Buttarelli.

Tensioni sulle materie prime, segnali di inflazione

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