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Vendite ancora in sofferenza: Necessario un piano di incentivi per rilanciare i consumi

Milano, 5 febbraio 2021 – I dati relativi alle vendite di dicembre diffusi oggi dall’Istat chiudono il consuntivo 2020 certificando una forte flessione per il commercio al dettaglio. Complessivamente viene registrato un calo tendenziale del –5,4%, che per le vendite non alimentari raggiunge un picco negativo del –12,2%.

«Dopo un 2020 di evidente sofferenza, la distribuzione non alimentare subisce importanti perdite di fatturato anche nelle prime settimane del 2021 – afferma Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione -. Oltre a una partenza sottotono dei saldi, continuano a incidere negativamente le chiusure dei Centri Commerciali nei fine settimana, una misura che appare sempre più incomprensibile alla luce della quasi totalità delle regioni italiane in “zona gialla” e che comporta gravi ripercussioni su molte categorie merceologiche del non alimentare. A farne le spese sono soprattutto le grandi superfici con gli Ipermercati che registrano una flessione annua del -2,7% mentre il commercio elettronico prosegue la sua corsa, chiudendo l’anno con un incremento del +34,6%».

«Per quanto riguarda le vendite alimentari si registra in gennaio, un incremento tendenziale del +6,8%. Si tratta tuttavia di un dato ancora influenzato dalle restrizioni che coinvolgono il comparto della ristorazione e che hanno dirottato parte dei consumi del fuori casa ai punti vendita della distribuzione alimentare. Un fattore quest’ultimo che influisce negativamente sui Cash&Carry, con un calo dei fatturati che continua ad oscillare tra il -30% e il -40%. La crisi dei consumi che stiamo attraversando si preannuncia ancora lunga – conclude Buttarelli -: nell’ambito dei lavori che definiranno i progetti italiani per il Recovery Plan occorre individuare un piano di incentivi capace di riattivare la fiducia dei cittadini e dare la spinta necessaria alla domanda interna».

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