Semplificazioni

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Posizione FD

Per svolgere le pratiche burocratico/amministrative imprese e cittadini italiani impiegano ogni anno risorse, oneri e tempi che potrebbero essere in buona parte ridotti o evitati, senza peraltro arrecare alcun pregiudizio o danno economico allo Stato. L’esigenza di rendere più proficuo ed efficiente il rapporto Stato/Cittadino/Impresa rende sempre più ineludibile un intervento strutturato su tutti quei meccanismi burocratici che creano ostacolo alla creazione di valore: è necessario, in altre parole, liberare risorse e dare un nuovo impulso alla produttività e alla competitività delle imprese, senza incrementare la spesa pubblica. Quindi, più semplificazione per una maggiore efficienza di sistema.

Molte delle attuali “complicazioni” per le imprese traggono origine da una molteplicità di obblighi informativi. Si citano a solo titolo di esempio: dichiarazioni di conformità per la merce importata, documentazione connessa alla gestione della privacy, emissioni delle bollette doganali, compilazione modulistica RAEE, modulistica Istat, modulistiche comunali o regionali differenti da territorio a territorio, procedure differenziate e non coordinate tra loro per ottenere una stessa autorizzazione, ecc. Per il loro espletamento sono ormai coinvolte quasi tutte le funzioni aziendali, quindi, non solo l’amministrazione ma anche gli acquisti, gli uffici tecnici, il marketing, la logistica ecc.

In base ad uno studio condotto qualche anno fa, nel caso di un’impresa della Distribuzione Moderna Organizzata (DMO) vengono dedicate, in un anno, risorse pari all’ 1,15% del proprio fatturato nelle sole attività burocratico/amministrative (Fonte: Trade Lab 2011). Si consideri che, in aggiunta ai costi della burocrazia misurati, gli impatti vengono ulteriormente amplificati da una diffusa discrezionalità dei diversi uffici della Pubblica Amministrazione nell’interpretare e applicare la regolamentazione e da tempi di risposta spesso disomogenei e incerti.

Il livello dei costi generali della burocrazia, notoriamente più elevati in Italia rispetto ai principali Paesi europei, non consente il pieno trasferimento ai consumatori della continua attività di recupero di efficienza delle imprese. Gli enti pubblici più coinvolti nel rapporto con le imprese, oltre a diversi Ministeri centrali, sono rappresentati in via prioritaria dall’Agenzie delle entrate, dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dall’Inail, dall’INPS, dall’Istat, dall’Autorità di Pubblica Sicurezza, le Prefetture, dalle Camere di Commercio, dalle ASL ecc.

Le soluzioni ipotizzabili per la semplificazione delle procedure amministrative, e quindi la riduzione degli oneri correlati, sono naturalmente differenti in base alla natura dell’obbligo informativo: in alcuni casi si potrebbe valutare una semplificazione delle modalità di comunicazione delle informazioni agli enti della Pubblica Amministrazione, in altri una semplificazione dei contenuti, in altri ancora la riduzione di sovrapposizioni/duplicazioni di più enti sullo stesso tema.

In questo contesto si dovrebbe anche valutare se alcune semplificazioni debbano essere accordate solo per determinate categorie di contribuenti, trovando fondamento nel fatto che alcune imprese hanno, per loro natura, avendo un’organizzazione “rigida”, caratteristiche che le rendono più affidabili e strutturalmente orientate al rispetto delle norme: in questo modo si riconoscerebbe un valore anche al grado di compliance delle imprese.