Consumo di suolo e aree dismesse

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Posizione FD

In considerazione dell’obiettivo dell’Unione Europea di azzerare il consumo del suolo entro il 2050, gli interventi sull’urbanistica dovrebbero poter coniugare il perseguimento di questo obiettivo con le esigenze di sviluppo delle attività economiche e, quindi, dei territori, del mercato e dei vantaggi per i consumatori finali. Per agire in questa direzione, si dovrebbe porre particolare attenzione al recupero delle aree o edifici dismessi o in fase di dismissione e abbandono e più in generale alla c.d. rigenerazione urbana, per portare benefici su aree degradate del territorio, conferendo alle stesse un nuovo valore sociale, economico e in molti casi anche culturale. Recuperando e riqualificando aree non utilizzate o in via di abbandono, che spesso necessitano anche di specifici interventi di bonifica, ne beneficia sia l’Amministrazione di riferimento che la collettività che “vive” il territorio

L’ Unione Europea fissa l’obiettivo di consumo di suolo pari a zero entro il 2050: è opportuno che  le scelte di pianificazione urbanistica per la localizzazione di nuovi insediamenti commerciali, e la modifica di quelli già esistenti sul territorio, non facciano esclusivo riferimento  a  indicatori limitanti di tipo quantitativo ma, viceversa, punti a creare nuove opportunità di sviluppo sul parco immobiliare esistente.

Principale finalità delle Pubbliche Amministrazioni sia a livello nazionale che locale, infatti, dovrebbe essere  quello di migliorare la funzionalità e la produttività del proprio sistema commerciale, agevolando sul territorio la realizzazione di una rete distributiva che assicuri  un adeguato servizio al consumatore.

È necessario, quindi, prevedere un percorso graduale verso l’obiettivo proposto dall’Unione Europea, evitando un blocco tout court dello sviluppo sul territorio ma garantendo invece la continuità dei processi già avviati, contemperando quindi anche le esigenze di crescita economica, occupazionale e di valorizzazione dei territori di riferimento.

In tale contesto riveste particolare importanza il tema del recupero delle aree ed edifici dismessi e quindi della rigenerazione urbana, che comprende una pluralità di possibili interventi,  consentendo concretamente un contenimento del consumo di suolo attraverso interventi su aree già edificate ma non più utilizzate.

Recuperare le aree ed edifici dimessi permette il necessario sviluppo e l’evoluzione dei contesti urbani, garantendo in questo modo anche risposte alle richieste di nuovi modelli di sviluppo urbano, basati su un mix funzionale di residenziale, servizi e offerta economica.

In tale ambito il commercio riveste un importante ruolo attrattivo: l’apertura di nuove strutture di vendita e la modifica di quelle esistenti funge anche da catalizzatore per ulteriori investimenti che concorrono alla promozione e al rilancio delle zone cittadine nelle quali si trovano le aree recuperate.

Tali processi dovrebbero a nostro avviso essere riconosciuti e promossi come un importante strumento che concorre a riqualificare l’attrattività dei contesti urbani interessati.

Adeguate semplificazioni amministrative e procedurali ed altre incentivazioni specifiche potrebbero promuovere e sostenere questo percorso virtuoso sul territorio, con il coinvolgimento dei diversi enti locali competenti.   

Le linee di indirizzo nella direzione sopra prospettata dovrebbero basarsi su alcuni principali cardini: 

  • percorso graduale verso l’obiettivo europeo sul consumo di suolo pari a zero;
  • semplificazione e sburocratizzazione complessiva delle procedure;
  • ruoli e competenze precise per ogni ente che partecipate all’iter procedurale;
  • certezza dei tempi di conclusione dell’iter complessivo e dei vari livelli di confronto intermedi;
  • prevedere strumenti di premialità (oneri di bonifica a scomputo, compensazione di aree, ecc.) per agevolare interventi finalizzati al recupero delle aree;
  • continuità dei processi avviati;
  • evitare blocchi tout court allo sviluppo sul territorio