Imballaggi

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Sintesi

In relazione alla gestione logistica degli imballaggi, il sistema normativo attualmente in vigore impone alle imprese della DMO onerose procedure di trasporto e stoccaggio che determinano non solo un aggravio di costi per le imprese stesse, ma anche impatti negativi sull’ambiente. Il paradosso dell’attuale normativa implica che i mezzi, che solitamente portano le merci ai punti vendita, non possano trasportare i rifiuti costituiti dagli imballaggi utilizzati per la movimentazione delle stesse merci, ragione per cui tali mezzi tornano ai depositi centrali vuoti ed altri mezzi autorizzati devono recarsi a ritirare i rifiuti da imballaggio nelle unità locali o punti di vendita. Si ritiene pertanto opportuno prevedere procedure semplificate analogamente a quanto avvenuto per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)

L’attuale normativa ambientale comporta ancora numerose difficoltà applicative per le imprese del comparto della distribuzione moderna organizzata (DMO), in quanto risulta in molti casi eccessivamente complessa e di difficile applicazione per le imprese.

In relazione alla gestione logistica degli imballaggi, il sistema in vigore impone alle imprese della DMO procedure di trasporto e stoccaggio che determinano un aggravio di costi e impatti negativi sull’ambiente.

Infatti sulla base dell’attuale contesto normativo, il trasporto degli imballaggi dalle unità locali ai depositi centrali (es. da punti vendita a centri distributivi della GDO) comporta l’esigenza di un doppio giro di trasporto, con mezzi diversi da quelli con i quali viene trasportata la merce nelle diverse unità, con aggravi su inquinamento, traffico e, in generale, impatti negativi sull’ambiente.

Il paradosso dell’attuale normativa implica che i mezzi che solitamente portano le merci non possano trasportare i rifiuti costituiti dagli imballaggi, ragione per cui tali mezzi tornano ai depositi centrali vuoti ed altri mezzi autorizzati devono recarsi a ritirare i rifiuti da imballaggio nelle unità locali o punti di vendita.

Ciò comporta inevitabilmente, oltre ad un aggravio di costi per le imprese, un impatto ambientale e sociale associato ai trasporti, considerato che stiamo parlando di materiali che sino ad un momento prima di diventare rifiuti hanno imballato merci e che sono costituiti per lo più da polietilene, plastica, legno, polistirolo, carta e cartone.

A ciò si aggiunga che nei medesimi centri distributivi in cui non si possono stoccare gli imballaggi, è ammesso invece il raggruppamento dei rifiuti elettrici ed elettronici, anche pericolosi, ritirati dai consumatori in ragione di “uno contro uno” e “uno contro zero”: riteniamo ragionevole che analoghe semplificazioni possano essere concesse per la gestione di rifiuti di imballaggio non pericolosi.

Alcune semplificazioni erano state inserite dal Senato nell’estate 2014 nella conversione in legge del decreto “Competitività”, ma successivamente, nel passaggio alla camera, sono state stralciate.

Il Senato aveva allora provveduto a fare una raccomandazione che impegnava il Governo a provvedere, ma finora nulla si è mosso.

Posizione FD

Necessario prevedere procedure semplificate per la movimentazione dei rifiuti da imballaggio, così come già avvenuto per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) ritirate dai consumatori al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura (“uno contro uno” e “uno contro zero”). In tal modo si otterrebbe non solo una diminuzione di costi per le imprese, ma soprattutto una riduzione degli impatti ambientali che le attuali procedure comportano in termini di trasporti.