Caporalato e aste online

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Federdistribuzione è da sempre impegnata nel contrasto all’illegalità e allo sfruttamento del lavoro nero in agricoltura, assumendo un ruolo attivo, in relazione a quelle che sono le proprie possibilità di intervento sulla filiera. La lotta al fenomeno del caporalato deve essere una priorità, per avere un sistema di produzione agricolo trasparente: occorre, da un lato, intensificare i controlli che ancora sono troppo esigui e dall’altro dotarsi di strumenti che consentano di far emergere la parte migliore del nostro sistema produttivo. La legge del 2016 di contrasto al caporalato rappresenta un primo passo in questa direzione, che avrebbe tuttavia potuto essere più incisivo prevedendo una sorta di obbligatorietà di iscrizione alla nuova “Rete del lavoro agricolo di qualità”, in luogo della facoltatività attualmente prevista. Perseguendo tale percorso nel contrasto allo sfruttamento del lavoro, nel giugno 2017 Federdistribuzione ha siglato con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali un Protocollo di intesa per un codice etico nell’acquisto di prodotti agricoli e agroalimentari, prevedendo altresì misure di contrasto al caporalato e di promozione della Rete del Lavoro agricolo di qualità

Il fenomeno del caporalato, e più in generale quello del lavoro irregolare, rappresenta una piaga del nostro Paese, diffusa soprattutto nel settore agricolo. Per contrastarlo, una legge del 2016 (l. 29/10/2016 n° 199 “Contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo”) ha introdotto novità importanti, tra cui l’estensione della responsabilità penale, che oltre al “caporale” coinvolge ora anche il datore di lavoro; l’estensione, da un lato, della confisca obbligatoria, anche per equivalente, al delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, dall’altro dell’istituto della confisca c.d. estesa o allargata, come avviene con le organizzazioni criminali mafiose, a carico delle imprese agricole.

La legge ha poi istituito una “Rete del lavoro agricolo di qualità”, ovvero un elenco istituito presso l’Inps e promosso dal Ministero del lavoro e dal Mipaaf, finalizzato a selezionare le imprese agricole che si distinguono per il rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto con l’aggiunta di un ulteriore impegno, per contrastare il possibile ricorso al lavoro nero e al caporalato da parte dei fornitori.

Tuttavia, per una maggiore efficacia del provvedimento, sarebbe stato più opportuno che l’adesione alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” fosse stata resa obbligatoria e non facoltativa, prevedendo penalizzazioni in caso di mancata adesione. A ciò si aggiunga la necessità di rivedere i requisiti richiesti per l’iscrizione alla “Rete del lavoro agricolo di qualità”, non sempre correlati alle finalità reali dello strumento.

Perseguendo tale percorso finalizzato al contrasto dello sfruttamento del lavoro, Federdistribuzione, nel giugno 2017, ha siglato con il Ministero delle Politiche Agricole un Protocollo di intesa per un codice etico nell’acquisto di prodotti agricoli e agroalimentari. Tale protocollo prevede la sottoscrizione volontaria di un codice etico da parte di ogni singola impresa, che si impegna a non effettuare le aste on-line inverse al doppio ribasso, ad adottare azioni finalizzate alla massima trasparenza nell’utilizzo di piattaforme elettroniche di acquisto e approvvigionamento e a promuovere verso le proprie aziende fornitrici l’iscrizione delle stesse alla Rete del Lavoro agricolo di qualità.

E’ poi previsto che i firmatari potranno realizzare campagne di sensibilizzazione e comunicazione verso i consumatori relative all’impegno contro il lavoro nero, per la trasparenza della filiera agricola e alimentare e per il rispetto dei diritti dei lavoratori, nonché promuovere etichette che informino maggiormente il consumatore sulla provenienza delle produzioni.