Latte

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Sintesi

La cessazione del regime delle quote latte ha generato una maggiore concorrenza a livello internazionale, che il sistema produttivo italiano fatica a sostenere. Nel 2015 è stato approvato un provvedimento che introduce un sistema di “costi medi di produzione” per il latte crudo, in contrasto con le regole comunitarie e nazionali in materia di concorrenza e potenzialmente in grado di generare un rialzo dei prezzi di vendita.Nel 2016 è stata avviata nella GDO un'importante iniziativa di valorizzazione del latte italiano al 100%. Via libera dalla Commissione europea per introdurre in Italia, in via transitoria, l’obbligo di inserire in etichetta dei prodotti latte e lattiero caseari l’indicazione del Paese di origine della materia prima e di trasformazione o condizionamento.

Il settore lattiero caseario sta attraversando una fase di grande cambiamento, in Italia come in tutta Europa, a causa della cessazione del regime delle quote latte. Si è infatti creata una situazione nella quale, a fronte di una domanda internazionale in calo, sta aumentando l’offerta dei maggiori Paesi produttori europei, con conseguente diminuzione dei prezzi e maggiore competitività. In questo quadro il sistema italiano si rivela debole e  scarsamente in grado di sostenere la nuova elevata concorrenza internazionale.

Con particolare riferimento al tema del latte, nel 2015, è stato approvato un decreto legge (n. 51/2015) per il rilancio del settore lattiero caseario, convertito poi in legge n. 91/2015. Questo provvedimento introduce, nel nostro ordinamento, un sistema di “costi medi di produzione” per il latte crudo che èin contrasto con le regole comunitarie e nazionali in materia di concorrenza. A ciò si aggiunga che imporre per legge un costo medio/minimo di produzione del latte crudo, significa aumentare inevitabilmente il prezzo finale del prodotto, con possibile danno per la produzione nazionale a favore di mercati stranieri.

Il settore della GDO si è sempre mostrato disponibile a collaborare nell’attuazione di progetti per la valorizzazione del prodotto italiano. A fine 2015 la GDO ha siglato un’intesa di filiera con il Mipaaf per promuovere il latte italiano nei punti vendita. Nel 2016 è partita, pertanto, la promozione presso gli esercizi commerciali della GDO supportata da una campagna di comunicazione del Mipaaf. Contestualmente la GDO ha costituito un’associazione denominata “Origine e Qualità”, che ha avviato la sua attività con la gestione di un marchio “100% latte italiano” che è stato concesso in utilizzo gratuito alle catene distributive che hanno effettuato iniziative promozionali sul latte.

Sempre in tema latte, si evidenzia che lo Stato Italiano, dopo aver ottenuto  il via libera dalla Commissione europea, ha introdotto , in via transitoria, l’obbligo di inserire in etichetta dei prodotti latte e lattiero caseari l’indicazione del Paese di origine della materia prima e di trasformazione o condizionamento.

Ed infatti nel dicembre 2016 il Mipaaf, di concerto con il Mise, ha emanato un decreto ministeriale (D.M. 9 dicembre 2016, entrato in vigore il 19 aprile 2017) che introduce l’origine obbligatoria sul latte e sui prodotti lattiero caseari. Il provvedimento si applica alle diverse tipologie di latte di origine animale (vaccino, ovicaprino, bufalino, d’asina e di altra origine animale), nonché ai prodotti lattiero caseari indicati tassativamente nel provvedimento (in cui si riportano le diverse tipologie di latte e derivati, nelle diverse forme, lavorazioni e composizioni, compresi formaggi, latticini ecc.), con esclusione dei prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) e ad indicazione geografica protetta (IGP), dei prodotti biologici e del latte fresco, per i quali continuano ad applicarsi le relative specifiche disposizioni. Il decreto si applica in via sperimentale fino al 31 marzo 2019, in modo tale da permettere al Mipaaf e al Mise di inviare alla Commissione Europea un rapporto sull’applicazione e sui riscontri effettivi del provvedimento in questione.

Posizione FD

Per lo sviluppo del settore lattiero caseario italiano occorrono interventi che incentivino la modernizzazione del settore stesso, promuovendo aggregazioni d’impresa e valorizzazione delle produzioni tipiche, in una logica di ricerca di maggiore produttività e competitività, senza introdurre vincoli nelle relazioni di filiera. Ciò consentirà anche di reggere la maggiore concorrenza a livello internazionale che si è creata con la cessazione del regime delle quote latte, che ha determinato una generale riduzione dei prezzi alla stalla. Consideriamo positivi gli interventi del Mipaaf sull’origine dei prodotti lattiero caseari: l’importante è che le regole sull’origine risultino applicabili per gli operatori e facilmente interpretabili.