Gradara al Consumer & Retail Summit: non demonizzare l’ecommerce, ma concorrenza leale

Il Presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara è intervenuto al “Consumer & Retail Summit” organizzato il 4 ottobre 2018 dal Sole 24 Ore, partecipando alla tavola rotonda “Governare le trasformazioni nell’era digitale”.

Tra i temi affrontati nel dibattito il ruolo dell’ecommerce nel futuro del mondo del commercio ha avuto molto risalto. In particolare è stato sottolineato come non si debba demonizzarlo, ma occorra capirlo profondamente per integrarlo nelle strategie delle imprese distributive. E’ tuttavia necessario affrontare il tema della leale concorrenza che deve esistere tra i diversi canali ai quali il consumatore può rivolgersi per il proprio acquisto. Bisogna dunque intervenire per garantire al commercio off line la stessa libertà commerciale di cui gode il commercio on line, ad esempio per quanto riguarda promozioni e sottocosto.

Affrontando l’argomento export, il Presidente Gradara ha sottolineato come l’ecommerce possa essere uno strumento per portare il Made in Italy all’estero. La GDO da sempre valorizza le eccellenze dei prodotti italiani e le PMI, in Italia e oltre i confini attraverso le sue reti internazionali e la Marca del Distributore, e l’ecommerce può affiancarsi per potenziare la presenza del Made in Italy nel mondo.

La digitalizzazione porta inevitabilmente a impostare una nuova relazione con il cliente. Cambieranno anche i punti vendita, che punteranno sull’esperienza d’acquisto per diversificarsi dall’ecommerce. Si dovrà intervenire sulle fasi di pre e post vendita, attraverso analisi di big data e gestione dei canali social; sull’organizzazione del lavoro, ripensando i mestieri e puntando sulla formazione, per governare gli inevitabili impatti che la tecnologia avrà su alcune professioni; sul promuovere nuove forme di pagamento e sulla cybersecurity, per garantire sicurezza nei flussi aziendali e nei confronti dei clienti.

Si è infine trattato il tema della direttiva europea sulle pratiche sleali nella filiera agroalimentare, ed è stata l’occasione per ribadire da parte di Gradara la preoccupazione per l’ampliamento dell’oggetto della direttiva a tutti i fornitori, indipendentemente dalla loro dimensione. Nata per tutelare le parti teoricamente più deboli della filiera, cioè le PMI agricole, con questo ampliamento la direttiva viene completamente snaturata, assumendo una connotazione di penalizzazione per la sola GDO.

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