Lotta agli sprechi alimentari e donazione delle rimanenze

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Sintesi

I numeri relativi alle rimanenze alimentari in Italia sono importanti: 5,6 milioni di tonnellate, generati da operatori economici (il 57%) e consumatori (il 43%). Di queste rimanenze solo l’8,6% è recuperato attraverso donazioni alle persone bisognose. Tutto il resto diviene spreco e rifiuto. Federdistribuzione e l’intera GDO sono attivamente impegnate per ridurre le eccedenze e aumentare le donazioni. Queste ultime sono quantificabili in 65.000 tonnellate annue, in crescita dell’11,1% nel 2015 rispetto al 2012. Un elemento importante nel percorso di aumento delle donazioni è stata la legge 166/2016, che ha introdotto semplificazioni e aperto alla possibilità di riduzione della tassa sui rifiuti per i soggetti che donano, un fatto fondamentale per spingere le imprese ad aumentare le donazioni.

Secondo uno studio del Politecnico di Milano (“Surplus Food Management Against Food Waste” – 2015) analizzando i cinque stadi che compongono la “filiera agro-alimentare” (settore primario, trasformazione, distribuzione, ristorazione e consumo domestico), in Italia vengono prodotte ogni anno circa 5,6 milioni di tonnellate di rimanenze alimentari. In particolare, la maggior parte delle rimanenze (57% per 3,2 milioni di tonnellate) viene generata dagli “attori economici” (primario per il 37%, trasformazione per il 3%, distribuzione per il 13%, ristorazione per il 4%), mentre i consumatori finali influiscono sul fenomeno per il 43% (2,4 milioni di tonnellate).

Solo una minima parte delle rimanenze viene recuperata ai fini dell’alimentazione umana (circa l’8,6% cioè 480.000 tonnellate). Il resto, cioè il 91,4% delle rimanenze (5,12 milioni di tonnellate) è considerato spreco, cioè cibo prodotto per alimentazione umana che non arriva a soddisfare questo obiettivo. Lo spreco può essere valorizzato in 12,6 mld €, pari al 15,4% dei consumi alimentari annui (consumo domestico più ristorazione).

Sempre il Politecnico, confrontando la sua rilevazione del 2015 con quella precedente del 2012, evidenzia come il fenomeno della generazione di rimanenze alimentari, pur ancora rilevante, sia in diminuzione. Un fatto positivo, che si accompagna anche all’aumento delle donazioni alimentari. I numeri, infatti, danno testimonianza di un calo delle rimanenze del -6,8% tra il 2015 e il 2012 e, nello stesso periodo, di un incremento delle donazioni del 6,4%. Di conseguenza lo spreco risulta in riduzione del -7,9%.

Per quanto riguarda la distribuzione, lo studio del Politecnico riporta che nel 2015 sono state recuperate rimanenze alimentari per alimentazione umana per 65.000 tonnellate, un dato in incremento dell’11,1% rispetto al 2012 ed equivalente a circa 220.000 pasti. Numeri importanti, ma che possono essere migliorati.

Avere una parte di prodotto invenduta è un fatto purtroppo insito nell’attività della GDO, che ha scelto di garantire a tutti i propri clienti le medesime opportunità d’acquisto, al mattino come alla sera e in qualsiasi giorno della settimana, in coerenza con le abitudini d’acquisto che cambiano e spostano il momento della spesa nelle ore serali e nei fine settimana.

Tuttavia, nella consapevolezza che la formazione di eccedenze alimentari è in primo luogo un problema etico ma rappresenta anche una questione economica, in quanto esse non possono che essere considerate un costo per il sistema, la GDO le affronta con logiche industriali, per ridurne l’impatto e fare in modo che le loro quantità siano minime. La GDO sta infatti sistematicamente cercando efficienza per ridurre questa componente di costo, utilizzando rifornimenti su piazza, inserendo più efficienza logistica, applicando la tecnologia nei rapporti con i fornitori per rendere sempre più veloce il processo di riordino, impiegando sofisticati strumenti di analisi degli acquisti e delle abitudini di consumo dei clienti. Tutto però deve essere fatto cercando di mantenere complessivamente il costo del prodotto a livelli bassi per continuare a garantire convenienza e servizio ai clienti.

L’attività della GDO su questo tema non si limita tuttavia a minimizzare le eccedenze, ma si estende anche a favorirne un riutilizzo. Molte aziende e singoli punti vendita hanno attivato collaborazioni con associazioni (Fondazione Banco Alimentare, Caritas, ecc), società (Last Minute Market) o singoli enti benefici che operano localmente.

Federdistribuzione da tempo si è mossa per favorire la partnership tra le proprie aziende associate e le parti interessate. Moltissime iniziative si sono già avviate e altrettante sono in fase di elaborazione. La più rilevante è la partecipazione a LIFE-Food.Waste.StandUp, il rimo progetto di filiera, co-finanziato dalla Commissione Europea, finalizzato a sensibilizzare operatori economici e consumatori sulla lotta allo spreco e sul recupero delle eccedenze alimentari attraverso donazioni alle persone bisognose. Insieme a Federdistribuzione, sono partner del progetto anche Federalimentare (capofila), Unione Nazionale Consumatori e Fondazione Banco Alimentare Onlus.

In tema di lotta agli sprechi, si pone anche la recente legge n. 166/2016 (ai cui lavori di preparazione Federdistribuzione ha attivamente partecipato) che ha come obiettivo l’incremento delle donazioni e la limitazione degli sprechi attraverso un sistema di semplificazioni e agevolazioni, senza prevedere obblighi e sanzioni a carico degli operatori (come invece previsto dalla legge francese). La legge prevede anche la possibilità da parte dei comuni di introdurre incentivi fiscali per le aziende che fanno donazioni, come la riduzione della tassa dei rifiuti. Uno stimolo importante, che potrebbe rappresentare un acceleratore nell’aumentare le quantità di prodotti destinati a una “seconda vita”, consentendo così di rendere realizzabile l’obiettivo indicato dal Ministro Martina di raddoppiare le donazioni, per arrivare a un milione di tonnellate.

Posizione FD

Le imprese della GDO sono costantemente impegnate a ridurre il fenomeno delle rimanenze alimentari, che ha connotazioni etiche e che rappresenta al tempo stesso un costo per il sistema, aumentando la loro efficienza nella gestione delle merci in relazione alla domanda. Le stesse imprese si attivano anche per favorire il riutilizzo delle rimanenze alimentari ancora commestibili, avviando collaborazioni con associazioni o singoli enti benefici che operano a livello nazionale o locale. Federdistribuzione da tempo si è mossa per favorire la partnership tra le proprie aziende associate e le parti interessate. Molte iniziative si sono già avviate e altrettante sono in fase di elaborazione.
La più importante è la partecipazione a LIFE-Food.Waste.StandUp, il primo progetto di filiera, co-finanziato dalla Commissione Europea, finalizzato alla lotta allo spreco e all’aumento delle donazioni. Positive le disposizioni normative contenute nella legge n. 166/2016 che mirano ad un concreto incremento delle donazioni, introducendo un sistema di semplificazioni e agevolazioni. Importante nella legge la previsione della possibilità per i comuni di applicare agevolazioni fiscali per le imprese che donano, uno stimolo che riteniamo fondamentale per aumentare le donazioni.