Mezzi di pagamento

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Sintesi

L’Italia è uno dei paesi “cenerentola” all’interno del panorama europeo, per l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento. Una maggiore diffusione della moneta elettronica è sicuramente auspicabile per diverse ragioni tra cui la lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di proventi da attività illecite, maggiori servizi ai consumatori, ecc.
La Distribuzione Moderna Organizzata (DMO) ha investito già da tempo sulle più avanzate tecnologie di utilizzo della moneta elettronica sebbene a tali investimenti non sia seguita una significativa riduzione dei costi, soprattutto con riferimento alle commissioni bancarie.
Al fine di incentivare l’uso di strumenti elettronici di pagamento, occorrerebbe prevedere, a livello normativo, agevolazioni di carattere fiscale per gli operatori che decidono di investire su strumenti elettronici di pagamento oltre che favorire lo sviluppo delle infrastrutture.

L’Italia è uno dei paesi “cenerentola” all’interno del panorama europeo, per l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento: secondo i dati della Banca d’Italia (relativi ad uno studio sulla Sepa), nel nostro Paese la diffusione del contante risulta ben superiore alla media europea (65%) ed è pari al 83% dei pagamenti.

Una maggiore diffusione della moneta elettronica è sicuramente auspicabile per diverse ragioni: lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di proventi da attività illecite, maggiori servizi ai consumatori, riduzione dei rischi nella gestione del contante ecc..

La Distribuzione Moderna Organizzata (DMO), che ha investito già da tempo sulle più avanzate tecnologie di utilizzo della moneta elettronica, vede con favore il Regolamento UE 751/2015, che ha posto un tetto massimo alle commissioni interbancarie sia sulle carte di credito (0,3 %) che su quelle di debito (0,2 %). Per la DMO i mezzi di pagamento elettronici hanno sempre rappresentato in questi anni un servizio imprescindibile per i consumatori, una parte importante dello sviluppo tecnologico d’impresa ma anche, di converso, un costo gestionale rilevante che, nonostante le economie di scala e la riduzione delle commissioni interbancarie, ancora oggi risulta importante. La gestione dei pagamenti elettronici nella DMO implica investimenti continui in hardwaresoftware, sicurezza, adeguamenti e manutenzione delle casse e dei server, formazione degli addetti, sviluppo dei collegamenti di linea ecc. Sarebbe pertanto opportuna e auspicabile l’introduzione, nell’ordinamento italiano, di politiche di incentivazione adeguate per lo sviluppo dei sistemi di pagamento, partendo da defiscalizzazioni a favore delle imprese che investono per l’acquisto e lo sviluppo degli strumenti necessari. Altro punto fondamentale per la diffusione dei pagamenti elettronici è lo sviluppo delle infrastrutture, ossia l’adeguamento delle reti di interconnessione sul territorio nazionale (banda larga e tecnologie ad alta velocità), per consentire lo sviluppo delle forme più avanzate di pagamento.

Si segnala che, allo stato, è in discussione in Parlamento lo schema di d.lgs che recepisce la direttiva 2015/2366 (PSD 2 relativa ai servizi di pagamento) e adegua la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento UE 751/2015. Il testo in esame, da un lato, confermerebbe  il tetto massimo dello 0,3 % alle commissioni interbancarie sulle carte di credito; dall’altro prevede per le operazioni effettuate tramite carta di debito la possibilità per gli operatori di applicare una commissione interbancaria media ponderata non superiore all’equivalente dello 0,2 %del valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali effettuate.

Sotto altro profilo molte sono le criticità con riferimento alla norma (art. 13 quater della legge 21 giugno 2017, n. 96,) che a partire dal 1 gennaio 2018 determinerà la sospensione delle monetine da 0,01 e 0,02 centesimi. La disposizione impone, pertanto, di arrotondare (per eccesso o per difetto) l’acquisto, effettuato in contanti, a multipli di cinque centesimi: emergono dubbi e perplessità, di natura operativa (modifiche da effettuare ai software di cassa all’interno dei moltissimi punti di vendita presenti nel territorio nazionale) ma soprattutto di tutela del consumatore che si vedrebbe imporre un arrotondamento sfavorevole soprattutto nel caso dei cd. prezzi psicologici (1,99 o 10,99 ecc.).

Posizione FD

Auspicabili interventi normativi per incentivare lo sviluppo dei sistemi elettronici di pagamento, partendo da defiscalizzazioni a favore delle imprese che investono per l’acquisto e lo sviluppo degli strumenti necessari. Lo sviluppo delle infrastrutture e quindi l’adeguamento delle reti di interconnessione sul territorio nazionale (banda larga e tecnologie ad alta velocità) sono indispensabili per un’effettiva diffusione dei pagamenti elettronici, anche nelle forme più avanzate